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Sipuouscirnecrescendo è un percorso che unisce psicologia antica e angelologia, secondo il metodo di Igor Sibaldi,
per trasformare convinzioni limitanti e ritrovare libertà interiore.
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Attrattore
Attrattore
Attrattore — Concetto mutuato da Igor Sibaldi dalla Teoria del Caos per descrivere lo schema ripetitivo e limitante che governa il destino personale. Rappresenta una funzione matematica che dimostra come, all'interno di fenomeni apparentemente caotici come la vita di un individuo, esistano pattern prevedibili che tendono a riportare sempre agli stessi risultati, creando un "solco" dal quale è difficile uscire.
Origine nella Teoria del Caos
Il modello matematico
L'attrattore deriva dal concetto di "attrattore strano" (o "attrattore di Lorenz") nella Teoria del Caos, una funzione matematica che studia l'ordine nascosto nei fenomeni imprevedibili. Quando visualizzato, appare come una curva complessa che si infittisce in fasci circolari per poi formare altre circonferenze, creando una figura simile alle ali di una farfalla.
Regolarità nel caos
Questo schema dimostra che in un fenomeno caotico possono accadere molte cose, ma solo all'interno di un fascio di probabilità specifiche. Come le gocce di pioggia che possono cadere in migliaia di direzioni diverse, ma mai dal basso verso l'alto, così la vita umana ha infinite variazioni possibili ma entro limiti definiti.
Dipendenza dai valori iniziali
Un principio fondamentale dell'attrattore è che tutto dipende dai valori iniziali. Nella vita personale, questi "valori iniziali" corrispondono al passato dell'individuo, specialmente alle prime esperienze che determinano i pattern futuri.
L'Attrattore come destino personale
Natura del meccanismo
Il destino funziona esattamente come un attrattore matematico: è quella sensazione che qualche forza sconosciuta limita la nostra libertà. Non si manifesta solo nel momento della decisione, ma interviene prima ancora, nella fase di progettazione della scelta.
Il solco inevitabile
L'attrattore personale agisce come un solco o un percorso ferroviario obbligatorio. Anche quando una persona prova a pensare di agire diversamente, il destino la piega in modo che le sue scelte ritornino sempre a quelle precedenti, confermando il passato ritenuto necessario.
Meccanismo di coerenza
L'attrattore è determinato dal bisogno inconscio di somigliare a se stessi. La storia passata - anche esperienze molto precoci - esige coerenza e spinge l'individuo a riprodurre esperienze simili (sconfitte, disagi relazionali) per dare un senso alla propria vita e mantenere l'identità consolidata.
La struttura a gusci concentrici
Le matriosche del destino
L'attrattore personale è il guscio più interno di una struttura concentrica simile alle matriosche russe. Intorno ad esso si trovano altri attrattori collettivi che lavorano in perfetta coerenza per mantenere i limiti:
Attrattore personale - il nucleo individuale
Attrattore familiare - i pattern della famiglia d'origine
Attrattore sociale - città, comunità, ambiente di appartenenza
Attrattore nazionale - i limiti culturali del paese
Attrattore civilizzazionale - i vincoli dell'epoca storica
Coerenza sistemica
Tutti questi gusci sono perfettamente aderenti tra loro, creando un sistema di rinforzo reciproco che rende ancora più difficile l'uscita dall'attrattore personale. Ogni tentativo di cambiamento deve confrontarsi con la resistenza di tutti i livelli.
Caratteristiche dell'attrattore personale
Inerzia, non predestinazione
L'attrattore non è un autosabotaggio inconscio né una predeterminazione spirituale, ma essenzialmente inerzia - la tendenza dei sistemi a mantenere il loro stato attuale per resistenza al cambiamento.
Anticipazione protettiva
Il meccanismo agisce in modo anticipatorio: l'organismo, "sapendo" che uscire dall'attrattore può essere doloroso e destabilizzante, evita automaticamente le situazioni che potrebbero portare al cambiamento.
Conseguenze dell'uscita non gestita
Tentare di uscire bruscamente dall'attrattore può provocare "incidenti" - eventi apparentemente casuali (infortuni, errori, perdite) che riportano la persona nel solco familiare e confermano la "necessità" di rimanere entro i limiti conosciuti.
Il processo di liberazione
Le quattro fasi iniziatiche
Secondo Sibaldi, uscire dall'attrattore richiede un percorso iniziatico in quattro fasi:
Fase 1 (Nigredo) - Riconoscimento
Accorgersi che si ha un destino personale limitante e che apparentemente non c'è scampo. È la fase della presa di coscienza della propria prigionia.
Fase 2 - Immaginazione
Cominciare a immaginare e fantasticare un mondo diverso attraverso la formulazione di desideri autentici. È l'apertura verso possibilità alternative.
Fase 3 - Lotta sistematica
Impegnarsi a desiderare con coerenza e sistematicità, lottando contro i nemici dell'immaginazione: morale convenzionale, aspettative familiari, sensi di colpa, pressioni sociali.
Fase 4 - Realizzazione (Meraviglia)
Quando meno te lo aspetti, la vita immaginaria entra in contatto con la vita reale e un desiderio si realizza. L'attrattore si spezza come una trottola toccata da un'altra trottola.
Polarizzazione dell'attenzione
Il metodo chiave per spezzare l'attrattore è la polarizzazione dell'attenzione attraverso il desiderio autentico. Quando si immagina con coerenza, la sensibilità inizia a captare informazioni prima impercettibili, aprendo strade verso la realizzazione.
Creazione del nuovo
Non basta opporsi al vecchio - è necessario creare qualcosa di nuovo. L'uscita dall'attrattore richiede energie creative che generino alternative concrete, non solo critiche distruttive.
Risultati della liberazione
Fortuna e successo
La liberazione dall'attrattore porta alla Fortuna (dal latino forsan, "forse") e al Successo (inteso come succedere, l'aprirsi di nuove possibilità).
Apertura delle possibilità
Quando l'attrattore si spezza, si aprono prospettive in tutte le direzioni. L'individuo esce dal regno del "sempre uguale" ed entra in quello del "forse", dove tutto diventa possibile.
Libertà autentica
Non più vincolato ai pattern del passato, l'individuo può finalmente vivere i suoi desideri più autentici e manifestare il proprio potenziale reale invece di ripetere copioni prestabiliti.
Riconoscimento dei propri attrattori
Segnali di presenza
Ripetizione di pattern simili in situazioni diverse
Autosabotaggio quando le cose vanno troppo bene
Ritorno costante agli stessi problemi o dinamiche
Sensazione di essere intrappolati in un destino immutabile
Resistenza inspiegabile ai cambiamenti positivi
Analisi dei "valori iniziali"
Per comprendere il proprio attrattore è necessario esaminare:
Esperienze precoci che hanno formato i pattern di base
Messaggi familiari ricevuti nell'infanzia
Traumi o eventi significativi che hanno cristallizzato certe dinamiche
Credenze ereditate dall'ambiente di origine
Applicazioni pratiche
Consapevolezza del meccanismo
Il primo passo è riconoscere che l'attrattore esiste e che molte delle proprie "scelte" sono in realtà ripetizioni automatiche di schemi prestabiliti.
Formulazione di desideri autentici
Identificare cosa si desidera veramente, al di là delle aspettative sociali e familiari. Il desiderio autentico ha il potere di polarizzare l'attenzione verso nuove possibilità.
Persistenza sistematica
Mantenere focus e coerenza nel perseguire i propri desideri, anche di fronte alle resistenze interne ed esterne che inevitabilmente emergeranno.
Pazienza nel processo
Comprendere che l'uscita dall'attrattore è un processo, non un evento istantaneo, e che richiede tempo per consolidarsi stabilmente.
Conclusione
L'Attrattore rappresenta uno degli aspetti più sottili e pervasivi della condizione umana: la tendenza inconscia a ripetere pattern limitanti per mantenere la coerenza con il proprio passato. Riconoscere e comprendere questo meccanismo è il primo passo verso la vera liberazione, che avviene non attraverso la fuga o la ribellione cieca, ma tramite la creazione consapevole di nuove possibilità che permettano al desiderio autentico di manifestarsi e spezzare definitivamente i vincoli del destino ripetitivo.
La metafora dell'attrattore di Lorenz offre una comprensione scientifica di ciò che tradizionalmente veniva chiamato "destino", rivelando come anche nei sistemi apparentemente caotici esistano regolarità profonde che possono essere comprese e, con il giusto approccio, trasformate.
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