Per crescere... inizio con... il fare... e il risultato arriva da sé...
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per cambiare
convinzioni, credenze, metodo, reazioni, conclusioni...
colgo... e... cresco... attraverso gli esercizi di psicologia antica.
Sipuouscirnecrescendo è un percorso che unisce psicologia antica e angelologia, secondo il metodo di Igor Sibaldi,
per trasformare convinzioni limitanti e ritrovare libertà interiore.
Dettagli di...
Vocabolario Personale
Vocabolario personale (e Vocabolario attivo)
Operazione di revisione sistematica del significato che le parole hanno per noi, distinto dal significato attribuito loro dalla cultura collettiva.
Non è un esercizio stilistico, ma un atto di sopravvivenza psichica.
Sibaldi specifica che «il nostro vocabolario attivo è un fattore esistenziale:
segna l'ampiezza spazio-temporale del mondo in cui possiamo trovare direzioni».
Quante meno parole conosciamo, più viviamo rinchiusi nel «qui e ora», privandoci della capacità di «raccontare, progettare, desiderare».
L'Arca di Noè come modello
Nel metodo di Sibaldi, costruire il proprio vocabolario personale coincide con la costruzione dell'Arca descritta nella Genesi.
Il termine ebraico TeBaH, tradotto convenzionalmente come "arca" o "scrigno", significa in realtà, secondo Sibaldi, «parola» o «linguaggio» — e questo cambia radicalmente il senso del testo.
L'istruzione originale non era costruire un'imbarcazione: era costruire un «linguaggio».
Nella lettura proposta da Sibaldi, l'ingiunzione divina a Noè si traduce come: costruisci una nuova lingua della quale le parole siano «come la pianta di vite», attaccati forte alle cose, cioè in modo che «aderissero strettamente alle cose che indicavano».
Il Diluvio da cui ci si salva non è un'inondazione d'acqua. È il «Diluvio del conformismo, della banalità, del vuoto» — un evento quotidiano, non un rischio remoto. Un vero e proprio «Diluvio mentale» che rischia di sommergere l'individuo sotto le certezze e i pregiudizi altrui. Costruire l'Arca-linguaggio serve esattamente a questo: «liberare la mente e la tua vita dalle parole non tue, e dal potere che queste esercitano su di te».
Le parole convenzionali (o parole-segnali)
Sibaldi individua una categoria precisa di termini ad alto rischio: le «parole convenzionali»
Sono parole che «vanno accettate senza discutere, senza approfondirle, e solo perché tutti le usano» — parte di un gioco sociale obbligatorio che «si chiama: adattamento».
Nell'Agenda degli Angeli le definisce anche parole-segnali: termini il cui unico scopo è produrre reazioni automatiche e le quali «servono a indicare che chi le usa è un conformista», cioè uno che è ben inserito nel sistema. Servono, in sostanza, a «parlare di cose obbligatorie senza ragionarci su».
La revisione del vocabolario personale consiste nel prendere queste parole — una per volta — e domandarsi: Che cosa significa questo per me?
Alcuni esempi pratici di decostruzione che Sibaldi propone:
LAVORO — spesso vissuto come un'entità cui si sacrifica la maggior parte dei giorni, senza mai chiedersi se questa parola descriva qualcosa che si sceglie o qualcosa che si subisce.
Nelle lingue neolatine esiste un vero e proprio «vuoto lessicale» riguardo a questo termine: manca una parola per indicare il lavoro amato e scelto per vocazione (come l'opus latino o il work inglese), e si usano invece parole derivate dalla fatica o dall'asservimento (come rabota, derivato da rab, «schiavo», o travail, antico «strumento di tortura» per gli uomini)
POLITICA — Sibaldi fa notare che questa parola significa letteralmente «dominio». Lo scopo di qualsiasi politico è «assicurarsi una possibilità di dominare un certo numero di persone». «“Politica” è dunque un eufemismo» impreciso e illusorio: sostituirla con la parola che la descrive accuratamente rivela la natura reale di ciò che il termine designa.
SOLDI (o DENARO) — Molti affermano di volerli non perché li desiderino autenticamente, ma per evitare di apparire strani. Si finisce così per attribuire al denaro un'importanza metafisica, fino a «sacrificare a esso gran parte della propria esistenza». Il vocabolario personale chiede di verificare se il desiderio sia autentico e se non stiamo barattando l'abbondanza dei nostri talenti gratuiti con la semplice rincorsa al denaro.
MATRIMONIO, PADRE, MADRE, FIGLI — Termini ai quali la cultura collettiva ha attribuito un peso emotivo e istituzionale che spesso non corrisponde all'esperienza diretta di chi li usa. La parola «madre», ad esempio, «ha infatti il potere di trasformare un essere umano in una funzione sociale», e riguardo al matrimonio il vocabolario personale imporrebbe di domandarsi con lucidità: «perché, precisamente, la gente si sposa? Per risolvere insieme problemi che non avrebbe avuto se non si fosse sposata?»
Il bilinguismo interiore
La revisione non impone di smettere di parlare la lingua degli altri.
Sibaldi propone uno sdoppiamento deliberato: avere a disposizione una lingua «essoterica, a uso del TU, per comunicare con gli altri,
e una interiore, più vasta, rapida, coraggiosa, che viene adoperata nel centro del nostro IO».
Le scoperte più straordinarie avvengono «quando le due lingue arrivano a coincidere, a fondersi in una sola».
Non è un'operazione intellettuale: è un cambiamento nel punto di vista sul mondo. Smettendo di obbedire al vocabolario dei molti, si comincia a rivedere anche gli scopi che prima si davano per acquisiti.
Conseguenze dell'impoverimento linguistico
La direzione inversa — accettare passivamente il vocabolario collettivo — produce un restringimento della capacità di pensiero.
Quante meno parole uno sa usare, scrive Sibaldi nel Vocabolario, tanto più diviene vittima degli altri o delle circostanze.
Un lessico povero non è solo una limitazione espressiva: è una limitazione strutturale alla libertà.
Le "parole-segnali"(o parole convenzionali) — gergo burocratico, espressioni in voga, formulazioni che si usano solo per non sembrare diversi — non solo impoveriscono il pensiero:
segnalano attivamente l'appartenenza al conformismo, indicando inequivocabilmente che chi le usa è ben inserito e obbediente al sistema.
Connessioni
Angeli:
MeḤiYe'eL (# 64) — «L'Angelo degli impazienti»: garantisce «Protezione contro la menzogna» e «Grande abilità nel discorrere, nel ragionare, nel convincere», avvertendo contro l'uso di parole-segnali conformiste.
MuWMiYaH (# 72) — «L'Angelo dei difetti», appartenente al gruppo dei «Visionari, Idioti, Profeti», che abita la soglia tra il linguaggio logico-collettivo e la percezione diretta dell'invisibile
Concetti:
Diluvio mentale · Parole convenzionali (o parole-segnali) · Io Grande · Conformismo · Lingua interiore
Funzione evolutiva: costruzione del linguaggio autonomo come prerequisito fondamentale dell'autonomia psichica
Fonti
Rielaborazione degli studi di Igor Sibaldi sull'angelologia e sulla psicologia del linguaggio, con riferimento a:
Istruzioni per l'arca — Igor Sibaldi
Vocabolario — Igor Sibaldi (voci: LINGUAGGIO e ARCA)
Come non essere stupidi — Igor Sibaldi (definizioni di «vocabolario attivo» e «parole convenzionali»)
Libro degli Angeli e Agenda degli Angeli — Igor Sibaldi (capitoli dedicati agli Angeli # 64 e # 72)
Seminari orali sulla speciazione, la Genesi e i «Visionari-Idioti-Profeti»
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