#62 YaHeHe'eL: L'Angelo delle Altre Dimensioni - "Io guardo soltanto verso l'invisibile"
- 25 gen
- Tempo di lettura: 51 min
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62 YaHeHe'eL
L'Angelo delle Altre Dimensioni
"Io guardo soltanto verso l'invisibile"
Ti sei mai sentito come un palloncino legato a terra, che vorrebbe staccarsi e volare via ma è trattenuto da un filo sottile?
Ti sei mai accorto di recitare una parte nelle conversazioni quotidiane, sapendo che la tua vera natura è altrove, in una dimensione che gli altri non vedono?
Ti sei mai chiesto cosa c'è al di là di tutto quello che si può sapere, percependo che la realtà visibile non è tutto?
Non è distrazione, non è fuga dalla vita, non è neppure quella malinconia romantica che cerca consolazione nei sogni.
È il richiamo dell'angelo YaHeHe'eL, l'energia che ti spinge verso l'invisibile.
"Può darsi che, a un certo punto delle vostre scoperte interiori, avvertiate un desiderio di… non sapete cosa: non c'è a portata di memoria la parola giusta. Diciamo vagamente: un desiderio di Aldilà."
Questo angelo rappresenta la spinta verticale assoluta, il distacco dalla materia ordinaria per elevarsi verso dimensioni che la maggior parte delle persone non percepisce nemmeno. Chi nasce sotto questa influenza, o chi ne invoca l'energia, possiede uno sguardo che viene letteralmente "da altrove". Non cerca l'equilibrio tra cielo e terra – vive per il cielo, e sopporta la terra solo il tempo necessario.
YaHeHe'eL è l'angelo di chi ha capito che le regole del gioco sociale sono opzionali, non la verità assoluta. Di chi osserva il mondo "da fuori", come uno spettatore divino che guarda una commedia umana. Di chi sa che esistono altre dimensioni e non riesce più a fingere che questa sia l'unica realtà possibile.
INDICE COMPLETO DELL'ARTICOLO
🌟 PARTE I - CHI TI STA CHIAMANDO YaHeHe'eL: L'Angelo delle Altre Dimensioni La posizione nel sistema angelico La carta d'identità completa Il Coro degli Arcangeli - I Dissolvitori del Confine Il Gruppo dell'Ipersessualità - L'Autosufficienza Perfetta
⚡ PARTE II - LA STRUTTURA DELL'INVISIBILE Il Nome Ebraico: Y-H-H-'eL Yod - I Miei Occhi che Vedono
Doppia He - L'Apertura su Mondi Nuovi
Alef-Lamed - Il Respiro Infinito che Eleva La Formula Completa: Tuttiedueglideiele
🔑 PARTE III - LE QUATTRO VOCI DELLA TRASCENDENZA Le Claviculae - Le Piccole Chiavi
La Conoscenza Diretta della Verità Suprema
L'Amore per la Contemplazione
La Parità Perfetta tra gli Sposi Interiori
La Repulsione per Tutto Ciò che è Terreno
🌑 PARTE IV - QUANDO IL PALLONCINO SI TRASFORMA IN PIETRA I Il Lato Ombra di YaHeHe'eL Il Disprezzo per chi Sta a Terra La Crudeltà del Distacco La Depressione della Maschera Il Palloncino che ha Spezzato il Filo Personaggi Storici: Roosevelt e Ceausescu
💫 PARTE V - USARE QUESTA ENERGIA Le Quattro Affermazioni di YaHeHe'eL L'Invocazione Quotidiana I Tre Esercizi Operativi YaHeHe'eL e i Bambini Professioni, Doni e Inclinazioni
🎭 EPILOGO Il Palloncino e Alice Vivere tra Due Sogni
DISCLAIMER: Questo articolo è una rielaborazione personale, a fini di studio e divulgazione, basata sugli insegnamenti angelologici di Igor Sibaldi ed è proposto come strumento di crescita personale. Leggi Tutto
PARTE I - CHI TI STA CHIAMANDO
YaHeHe'eL: L'Angelo delle Altre Dimensioni
Sessantaduesimo angelo nel sistema delle 72 energie angeliche, YaHeHe'eL governa il periodo dal 25 gennaio (sera) al 30 gennaio (mattina), il sesto degli otto Arcangeli. La sua posizione nel coro non è casuale: mentre i primi arcangeli (da NeMaMiYaH a WuMaBe'eL) hanno già dissolto ostacoli, conquistato impossibili e stabilito leggi, YaHeHe'eL porta questa energia arcangélica verso una dimensione ancora più rarefatta – quella dell'invisibile puro.
Rappresenta il punto di massima elevazione verticale all'interno del coro: l'energia che guarda "soltanto verso l'invisibile", che ha già compiuto il distacco dalla materia ordinaria. Non cerca più equilibrio tra cielo e terra – ha scelto il cielo, definitivamente.
Il nome stesso di questo angelo è un enigma teologico e psicologico. YaHeHe'eL contiene sia la radice di YHWH (Yahweh, il Dio delle cose che esistono già, il conservatore) sia la radice di Elohim (il Dio creatore, dell'innovazione). Per questo Sibaldi propone una traduzione quasi impronunciabile ma perfettamente evocativa: "tuttiedueglideiele" – entrambi gli dei in uno. Non è né l'uno né l'altro, ma la fusione impossibile dei due.
Questa è la prima chiave: YaHeHe'eL non sceglie tra i due mondi.
Questa duplice natura genera un'energia paradossale: chi vive sotto questa influenza percepisce simultaneamente ciò che esiste e ciò che potrebbe esistere, il visibile e l'invisibile, il reale e il possibile. Tra i due mondi – li abita entrambi, pur essendo molto più attratto dall'invisibile che dal concreto.
Nella tradizione cabalistica, questo angelo era associato alla saggezza suprema e alla contemplazione mistica. In epoche passate, chi nasceva sotto questa influenza sarebbe stato il candidato perfetto per la vita monastica, la santità, l'eremitaggio nelle montagne. Oggi, invece, questi individui si trovano costretti a "scendere a compromessi con le esigenze materiali", a recitare la parte di persone normali mentre la loro vera essenza vola altrove.
L'immagine più potente per descrivere questa condizione? Un palloncino legato a terra da un filo lunghissimo e sottile, che di nascosto tenta sempre di allentare o spezzare quel legame. Un palloncino che sogna di volare via, mentre tutti gli dicono che deve restare ancorato.
Da qui in poi, non si parla più di psicologia ordinaria.

📋 Carta d'Identità Angelica
Nome: יההאל YaHeHe'eL
Composto dalle lettere: Yod-He-He-Alef-Lamed (י-ה-ה-א-ל)
Significati:
"Tuttiedueglideiele" [4] - La fusione impossibile di YHWH (Dio dell'esistente) ed Elohim (Dio del divenire). Non è né conservazione né innovazione pura, ma l'accesso simultaneo a entrambe le dimensioni divine.
"Io guardo soltanto verso l'invisibile" [1] - Il motto operativo di questa energia. Non è cecità verso il reale, ma una scelta deliberata di guardare oltre, di percepire le dimensioni che gli altri non vedono.
"I miei occhi si aprono su mondi nuovi, su perenni scoperte" - La promessa geroglifica del nome: uno sguardo che non si ferma mai, che cerca sempre l'altrove, che trova porte dove gli altri vedono solo muri.
Le lettere rivelano:
"Uno sguardo acuto (Y) che si apre su dimensioni invisibili (HH), elevato dal respiro infinito ('eL) verso territori spirituali sempre nuovi.
Autosufficienza interiore perfetta, distacco dalle vicende terrene, capacità di osservare dall'alto con comprensione infinita."
Appellativi:
L'Angelo delle Altre Dimensioni [3] - Il titolo principale, che indica la capacità di percepire realtà parallele, livelli di esistenza che sfuggono alla maggioranza.
L'Angelo della Conoscenza Diretta - Non la conoscenza libresca o accademica, ma l'intuizione immediata della Verità suprema, senza mediazioni.
Il Palloncino Celeste - L'immagine operativa di Sibaldi: chi vive questa energia è sempre sul punto di staccarsi da terra, trattenuto solo da un filo sottile.
Periodo di Influenza: 25 gennaio (sera) - 30 gennaio (mattina)
Coro Angelico: Arcangeli - ארכנגלים BeNe 'ELoHiYM (Be-Ne E-lo-Him)
Gli Arcangeli, in ebraico BeNe 'ELoHiYM ("Figli del Dio Creatore"), occupano l'ottavo coro nel sistema angelico. Non sono semplici messaggeri – sono energie evolutive radicali, capaci di dissolvere il confine tra umano e superiore. Il loro nome greco, Arkhàggeloi, significa "capi dei messaggeri", ma il nome ebraico rivela la loro vera natura: figli del Dio del Divenire, portatori di cambiamento assoluto.
La tradizione ebraica affida loro un compito preciso e tremendamente attuale: "educare gli uomini a non temere la gloria". Non la gloria nel senso di fama o successo sociale, ma la gloria come manifestazione del divino, come esperienza diretta di ciò che l'ego ordinario considera impossibile o pericoloso. Gli Arcangeli insegnano che è possibile diventare altro, compiere salti evolutivi che la maggioranza considera follia.
Il mito del Diluvio, riletto in chiave psicologica, descrive esattamente questa dinamica: non una punizione divina, ma un balzo evolutivo che spazza via chi non è pronto e genera una nuova umanità. "Può avvenire anche a noi", scrive Sibaldi, "se impariamo ad accogliere le energie dei BeNe 'ELoHiYM e smettiamo di rassegnarci ai tanti limiti che ci impediscono di divenire nuovi".
YaHeHe'eL: il punto più alto della spinta arcangélica
YaHeHe'eL, sesto angelo di questo coro, rappresenta il punto più alto dell'ascesa arcangélica. Mentre gli altri arcangeli dissolvono ostacoli, compiono l'impossibile, aprono conflitti necessari, YaHeHe'eL porta questa spinta verticale al suo estremo: la dissoluzione completa del legame con l'ordinario, l'apertura totale verso l'invisibile.
Chi vive questa energia dispone naturalmente di una "larga saggezza" che lo trattiene dal partecipare alle tensioni, alle lotte, agli affanni quotidiani della restante umanità. Guarda tutto e tutti dall'alto, non per disprezzo (questo è il rischio ombra), ma perché la sua prospettiva è letteralmente diversa. Vede cose che gli altri non vedono, percepisce dimensioni che per la maggioranza sono inesistenti.
💥 Il Gruppo dell'Ipersessualità:
L'Equilibrio Perfetto (che non cerca fuori)
YaHeHe'eL appartiene a un gruppo particolare nel sistema di Sibaldi: gli Angeli dell'Ipersessualità, termine che non ha nulla a che vedere con la sessualità fisica, ma indica un'integrazione perfetta dei principi maschile e femminile all'interno della personalità.
La completezza che non cerca fuori
In questi angeli, il principio maschile ('ISH- mente razionale, identità sociale) e quello femminile ('ISHAH - intuizione, genialità, accesso all'invisibile) non sono più in dialogo né in equilibrio dinamico: sono già fusi su un piano di parità assoluta.
Nella maggior parte degli esseri umani, 'ISH domina e 'ISHAH viene espulsa, proiettata, cercata fuori (partner, ideale, anima gemella). Negli angeli dell'Ipersessualità, questa frattura originaria non è mai avvenuta. Nessuno dei due principi comanda, nessuno dei due manca.
"Il principio femminile e il principio maschile della personalità degli YaHeHe'eL si trovano infatti fin dalla nascita in perfetto equilibrio, e non richiedono alcuna compensazione né da un sesso né dall'altro."
Questa parità non produce "più amore", ma meno bisogno.
L'energia affettiva non è più occupata a compensare una mancanza, quindi si libera e può volgersi intera verso nuovi livelli del sublime. Non è freddezza o incapacità di amare – è amore liberato dal bisogno di completamento, che può quindi elevarsi verticalmente verso l'invisibile.
Per questo gli YaHeHe'eL faticano enormemente nelle relazioni convenzionali. Non stanno cercando "l'altra metà della mela" – sono già interi. L'altro non è più necessario come compensazione, ma solo come presenza eventuale.
Da qui nasce il loro progressivo disinteresse per le relazioni fondate sul bisogno, sul ruolo o sulla dipendenza. Quello che cercano, semmai, è qualcuno che capisca la loro natura aliena, che li lasci volare senza pretendere che diventino "normali".
"L'unica cosa che potrebbe veramente rafforzare il filo dei palloncini yaheheliani sarebbe un legame – d'amicizia magari – con una persona saggia: con una piccola Alice, appunto, che li capisca, o con qualcuno che li faccia sentire protetti, e che occupandosi dei problemi quotidiani permetta loro di sognare in pace di tanto in tanto."
Gli altri angeli di questo gruppo usano l'unione interiore per vivere meglio nel mondo. YaHeHe'eL invece la usa per non aver più bisogno del mondo. Non solo è completo interiormente, ma preferisce attivamente la dimensione spirituale a quella affettiva terrena.
L'energia liberata dalla parità 'ISH/'ISHAH non cerca espressione nelle forme – sale verticalmente verso l'invisibile.
🔗 Angeli Correlati nel Gruppo dell'Ipersessualità
L'Ipersessualità, nell'angelologia, non indica un eccesso fisico, ma la coesione completa di maschile e femminile (l'unione degli universi ADaM e 'ISHAH). È il superamento del sesso inteso come tentativo temporaneo di unione: è un'unione che perdura, creando un "Io intero" che non cerca fuori ciò che gli manca.
Ecco la corretta triade (più uno) secondo le fonti:
# 13 YeSaLe'eL - "L'Angelo del Prossimo Sesso" (21-26 maggio) Rappresenta la riconciliazione tra gli "sposi" interiori. La scoperta che maschile e femminile possono convivere armoniosamente in un'unica persona. Chi nasce in questi giorni ha un equilibrio talmente perfetto da non sentire il bisogno ossessivo di cercare una compensazione esterna ("l'anima gemella"), poiché l'altra metà è già nascosta nella loro psiche e va fatta emergere. È la sessualità come esplorazione interiore e non come bisogno di completamento.
# 48 MiYHe'eL - "L'Angelo delle Madri del Mondo" (18-22 novembre)
Questo è l'angelo che incarna l'energia che rifiuta le categorie binarie. Nei suoi protetti, i sessi si sono integrati costituendo un modo di essere al tempo stesso maschile e femminile, penetrante e avvolgente. È il "Chiele" (Chi?), l'energia che comprende le manifestazioni dell'invisibile e vive la propria completezza superando le divisioni convenzionali. La loro evoluzione scatta quando smettono di cercare di assomigliare agli altri e accettano la loro natura "ipersessuale" e completa.
# 62 YaHeHe'eL - "L'Angelo delle Altre Dimensioni" (25-30 gennaio) Il punto più alto dell'integrazione. Il suo nome contiene due volte la He (la lettera dell'invisibile) e unisce i due volti di Dio (Yahweh ed Elohim). L'equilibrio perfetto permette di trascendere la dimensione affettiva terrena ("repulsione per tutto ciò che è terreno") per elevarsi verso il sublime e la contemplazione. Sono come "palloncini" che guardano solo verso l'invisibile, per i quali il matrimonio o le relazioni tradizionali risultano spesso una finzione o una maschera.
Nota Integrativa: Il Quarto Angelo
Le fonti includono spesso in questo gruppo anche:
# 14 MeBaHe'eL - "L'Angelo della Giustizia" (27-31 maggio)
Sebbene sia un angelo della Giustizia, possiede una componente sessuale fortissima intesa come desiderio di scoperta e non come semplice appagamento. Rappresenta l'idea che nel sesso bisogna cercare qualcosa di ulteriore, senza mai accontentarsi o fermarsi.
Sintesi Concettuale
La triade principale (#13, #48, #62) dimostra che l'ipersessualità è una struttura psicologica: la capacità di unire l'universo razionale (ADaM/'ISH) con l'universo geniale/intuitivo ('ISHAH). Questa completezza libera energie immense.
Mentre nei primi due angeli questa energia si esprime ancora nel mondo delle forme e delle relazioni, in YaHeHe'eL essa permette di "tagliare lo spago" e volare direttamente verso l'invisibile, superando definitivamente la necessità di conferme terrene.
MeBaHe'eL (#14), pur incluso nel gruppo per la sua componente sessuale fortissima, rappresenta qualcosa di diverso: non ha ancora l'unione di Adam e 'ISHAH. È il desiderio di non accontentarsi mai, di cercare qualcosa di ulteriore nel sesso - ma non possiede ancora la struttura della fusione completa. È sulla strada, ma non è ancora arrivato.
"Angeli delle Altre Dimensioni" - Il Titolo Descrittivo
YaHeHe'eL è anche chiamato "Angelo delle Altre Dimensioni" - non come gruppo separato, ma come descrizione dell'effetto finale di questa energia.
"Altre dimensioni" non significa universi paralleli esoterici, ma livelli di realtà percepibili solo quando si cambia il modo di osservare.
Come spiega Sibaldi: "la soglia dell'Aldilà-del-mondo sei tu [...] È sufficiente accorgerci di come lo stiamo guardando, e guardarlo in un altro modo". Chi vive sotto YaHeHe'eL percepisce naturalmente queste "frequenze" che per gli altri non esistono. Non servono pratiche mistiche - serve solo lo sguardo dall'alto del palloncino. Curiosamente, anche la fisica moderna si interessa alle "altre dimensioni": teoria delle stringhe, M-teoria, Flatlandia - quella che Sibaldi chiama "ricca bibliografia yaheheliana".
📖 Approfondimento: Adam, 'ISH e 'ISHAH - La Psicologia della Frattura
Questi termini non indicano semplicemente "uomo" e "donna" in senso biologico, ma descrivono stati di coscienza e componenti della psiche umana.
Adam (אדם) - La Mente Cosciente Adam indica l'intera umanità e, psicologicamente, la mente cosciente o l'Io ordinario. È la zona razionale che crede in ciò che vede.
Geroglificamente: Aleph (energia) + DM (ciò che si ramifica dentro un limite). Adam è "l'energia che si dirama al di qua di un limite" - la nostra mente ordinaria che opera entro confini stabiliti.
'ISHAH (אשה) - La Genialità e l'Invisibile 'ISHAH rappresenta la genialità o il super-conscio, una facoltà superiore alla mente razionale.
Nella Genesi viene "estratta" da Adam quando Yahweh pensò: "Non è bene che l'Adam sia uno" e lo spezzò.
Geroglificamente: Aleph (energia) + Shin (conoscenza) + He (invisibile). 'ISHAH significa "colei che ha l'energia di conoscere le cose invisibili" - la parte che nel racconto biblico dialoga con il serpente perché è l'unica in grado di capirlo.
'ISH (איש) - L'Individuo Separato Dopo la separazione di 'ISHAH da Adam, ciò che rimane è l''ISH: l'individuo frammentato, la parte razionale che cerca di ricondurre tutto al visibile.
La parola 'ISH è vicinissima alla parola ebraica per "Angelo" ('eŠ), separate solo dalla Yod (il vedere/manifestarsi) - suggerendo che l'individuo si trova sulla soglia dell'invisibile.
La Dinamica Evolutiva
La condizione umana attuale è il risultato di questa frattura (radice indoeuropea SAK-, da cui "sesso", significa "tagliare/spezzare"). L'Adam è stato diviso in 'ISH (razionalità) e 'ISHAH (intuizione). La "maledizione" biblica "partorirai con dolore" significa che ogni volta che la tua genialità ('ISHAH) cercherà di spiegare qualcosa alla tua mente razionale ('ISH), farà una fatica terribile perché non verrà capita.
L'Obiettivo dell'Ipersessualità: Non è il matrimonio esteriore, ma la riunificazione interiore di questi due universi. Quando l'individuo smette di ragionare come "padre e madre" (i condizionamenti) e riunisce in sé 'ISH e 'ISHAH, diventa un "Io intero" e recupera la sua integrità e potenza originaria.
Gli angeli dell'Ipersessualità nascono con questa riunificazione già compiuta o molto avanzata.
Quando questa riunificazione è completa, l’energia non ha più bisogno di manifestarsi nelle forme.
Questo è ciò che YaHeHe'eL porta al suo estremo: l'Io intero che non ha più bisogno della terra.
FINE PARTE 1
PARTE II - LA STRUTTURA DELL'INVISIBILE

Il Nome Ebraico: Y-H-H-'eL
Il nome YaHeHe'eL (יההאל) non è una sequenza casuale di suoni. È una formula energetica codificata nelle lettere sacre dell'alfabeto ebraico, dove ogni segno è un geroglifico che descrive una funzione psicologica precisa.
Mentre altri angeli costruiscono, liberano, trasformano, YaHeHe'eL apre. Apre lo sguardo verso dimensioni che la maggioranza non percepisce. Apre porte che la maggioranza non vede. Apre l'Io verso territori dove l'ordinario non può seguire.
Ecco la struttura di questa apertura:
Il nome è composto da quattro elementi:
Yod (י) - Y - "I miei occhi"
He (ה) - H - "L'invisibile" (prima apertura)
He (ה) - H - "L'invisibile" (seconda apertura, ancora più profonda)
'eL (אל) - Alef-Lamed - Il suffisso divino del Dio creatore
La formula completa significa: "I miei occhi si aprono su mondi nuovi, su perenni scoperte".
Ma c'è un lato oscuro nella stessa formula. Se vissuta con paura anziché con coraggio, diventa: "Io guardo e non vedo nulla, nulla di nulla" – la vertigine del vuoto quando si ha paura di non vedere più quello che si vedeva prima.
Questa è la scelta che YaHeHe'eL impone: vedere l'invisibile o restare ciechi.
Yod (י) [7] - I Miei Occhi che Vedono
La Yod è la decima lettera dell'alfabeto ebraico, la più piccola di tutte. È rappresentata graficamente come un punto, una goccia, una scintilla. Ma in questo punto minuscolo è concentrata un'energia immensa: è la manifestazione, il momento in cui l'invisibile diventa visibile.
Nel sistema simbolico ebraico, la Yod rappresenta "la mano" – non la mano che afferra o costruisce, ma la mano che indica, che mostra, che rivela. È il dito che punta verso qualcosa che gli altri non vedono ancora.
Nel nome di YaHeHe'eL, la Yod rappresenta "i miei occhi".
Non gli occhi fisici che guardano le apparenze. Gli occhi della visione superiore, quelli che distinguono ciò che è da ciò che potrebbe essere, il visibile dall'invisibile, il manifesto dal potenziale. Sibaldi la definisce come "ciò che si vede" – ma è un vedere particolare, acuto, penetrante, che va oltre la superficie.
Questi occhi sono lo strumento di percezione di chi vive sotto l'influenza di YaHeHe'eL. Non guardano il mondo allo stesso modo degli altri. Vedono schemi, connessioni, dimensioni parallele. Vedono "altre realtà" sovrapposte a quella ordinaria, come frequenze radio che la maggioranza non sa sintonizzare.
Applicazione pratica:
Quando senti di vedere cose che gli altri non vedono – non nel senso mistico o visionario, ma nel senso di percezioni, intuizioni, connessioni che per te sono evidenti ma per gli altri incomprensibili – stai operando la Yod.
Il rischio della Yod isolata è credere che il problema sia negli altri ("sono ciechi"). Ma la Yod è solo il primo elemento della formula. Da sola, senza le due He che seguono, rimane bloccata nel visibile.
La vera domanda della Yod non è "cosa vedo?", ma "cosa sto per vedere?"
Doppia He (ה-ה) - L'Apertura su Mondi Nuovi
La He è la quinta lettera dell'alfabeto ebraico. Il suo geroglifico rappresenta una finestra, un'apertura, un respiro. È il simbolo dell'invisibile, di ciò che sta "al di là" della realtà percepibile con i sensi ordinari.
Una He da sola indica già una dimensione spirituale, un mondo che trascende il concreto. Ma nel nome di YaHeHe'eL, la He compare due volte. E questa duplicazione non è un'enfasi retorica – è una amplificazione radicale.
La prima He [8] : l'apertura verso l'altrove
"I miei occhi (Y) si aprono (H)..." – il primo passaggio. Lo sguardo non si accontenta più di ciò che vede nel visibile. Cerca qualcosa oltre. Percepisce che "dietro" o "sopra" la realtà ordinaria esiste un'altra dimensione.
È il momento in cui smetti di credere che il mondo visibile sia tutto. Non sei ancora entrato nell'invisibile – ma hai sentito che esiste.
La seconda He [9] : l'apertura dentro l'apertura
"...su mondi nuovi, su perenni scoperte (HH)." – il secondo passaggio. Non ti fermi alla prima dimensione oltre il visibile. Ne cerchi un'altra, e poi un'altra ancora. È il desiderio di Aldilà che non si sazia mai, che continua a scoprire territori sempre più rarefatti.
La doppia He è l'infinità della trascendenza. Non c'è un punto d'arrivo – c'è solo un'ascesa continua verso l'invisibile che si apre sempre oltre se stesso.
Sibaldi la descrive così: le due He "simboleggiano una dimensione tutta spirituale – al di là della realtà visibile, il simbolo della quale è la lettera Yod (Y)". In altre parole: la Yod è il visibile, le due He sono tutto ciò che sta oltre.
Il rapporto di forze nel nome
Ecco la verità strutturale di YaHeHe'eL: una sola Yod contro due He. Una sola lettera dedicata al visibile, due lettere dedicate all'invisibile. Il nome stesso è sbilanciato verso l'alto, verso lo spirito, verso l'altrove.
Chi porta questa energia non può cercare equilibrio tra cielo e terra – il nome stesso glielo impedisce. È strutturalmente orientato verso l'invisibile, con una sproporzione che rende la vita terrena sempre un po' stretta, sempre un po' insufficiente.
Il lato oscuro della doppia He
Ma attenzione: la stessa formula che apre verso mondi nuovi può diventare una trappola. Se vissuta con paura, la doppia He si rovescia: "Io guardo (Y) e non vedo nulla (H), nulla di nulla (HH)".
È il terrore dell'ignoto. La paura di "lasciare la strada vecchia per la nuova" senza sapere cosa c'è oltre. Il panico di perdere i punti di riferimento familiari e trovarsi nel vuoto.
Quando questo accade, chi porta l'energia di YaHeHe'eL può sperimentare vertigine esistenziale: l'incapacità di abitare il mondo ordinario (perché la Yod non basta più) unita all'incapacità di saltare nell'invisibile (perché la paura blocca le due He).
È la condizione peggiore: non essere più a terra, ma non riuscire nemmeno a volare.
Applicazione pratica:
La doppia He ti chiede di non fermarti mai alla prima scoperta. Se hai aperto una porta verso l'invisibile – spiritualità, conoscenza esoterica, psicologia del profondo, dimensioni creative – non accontentarti. Cerca la porta dentro la porta.
Ma non confondere questa ricerca con l'insaziabilità nevrotica o la fuga dalla realtà. La doppia He non è evasione – è esplorazione sistematica dell'infinito. Non fuggi dal mondo – lo trascendi, metodicamente.
Se invece senti la vertigine, il "non vedo nulla", ricorda: non è la formula che è sbagliata. È la paura che la sta invertendo. La risposta non è tornare indietro (la Yod da sola non ti basta più). La risposta è attraversare la paura e continuare ad aprire. Ma l’apertura, da sola, non basta: serve una forza che sostenga l’ascesa.
Ed è qui che entra in gioco ’eL.
'eL (אל) - Il Respiro Infinito che Eleva
Il nome si conclude con il suffisso 'eL (Alef-Lamed), che lega l'angelo al nome divino Elohim – il Dio creatore, il Dio del divenire, il Dio che fa esistere ciò che ancora non esiste.
Questo suffisso non è decorativo. Indica la natura creativa dell'energia: chi vive sotto YaHeHe'eL non si limita a osservare l'invisibile – lo crea, lo manifesta, lo porta in esistenza attraverso il proprio sguardo.
Alef (א) [10] - Il Respiro Infinito
L'Alef è la prima lettera dell'alfabeto ebraico e rappresenta il respiro primordiale, l'energia che precede ogni forma. Non è ancora parola, non è ancora manifestazione – è il potenziale puro, l'attimo prima della creazione.
Nel nome di YaHeHe'eL, l'Alef conferisce alla formula Y-H-H una dimensione illimitata. Non si tratta di aprirsi verso un solo mondo nuovo – si tratta di aprirsi verso l'infinità dei mondi possibili. Ogni respiro può essere una nuova creazione.
Lamed (ל) [11] - L'Elevazione
La Lamed è la dodicesima lettera e il suo geroglifico rappresenta un pungolo per bovini, uno strumento che spinge verso l'alto. È il simbolo dell'elevazione, del movimento ascendente, della trascendenza.
Nel contesto di YaHeHe'eL, la Lamed è la spinta verticale che non si ferma mai. Non basta aprire gli occhi sull'invisibile (Y-H-H) – bisogna salire continuamente, elevarsi sempre più, raggiungere altezze sempre maggiori.
Sibaldi descrive questa energia come "un'ascesi radicale e senza limiti". La Lamed è proprio questo: l'ascesi che non conosce sosta, che non si accontenta di nessun livello raggiunto, che continua a salire "nelle diafane regioni dello spirito".
Il significato completo di 'eL
Insieme, Alef e Lamed formano il suffisso che trasforma una formula statica (Y-H-H: "io vedo l'invisibile") in un processo dinamico: "io creo ('eL) continuamente nuove aperture verso l'invisibile".
Gli angeli che terminano in -'eL (a differenza di quelli che terminano in -YaH) sono creatori, non studiosi. Non analizzano ciò che esiste – fanno esistere ciò che non c'è ancora. YaHeHe'eL non studia l'invisibile – lo abita, lo esplora, lo manifesta attraverso il proprio essere.
Questo spiega perché chi porta questa energia non può semplicemente "credere" in altre dimensioni come idea filosofica. Deve viverle, sperimentarle, farle emergere nella propria vita quotidiana. L'invisibile non è teoria – è pratica esistenziale.
La Formula Completa: Tuttiedueglideiele
Quando mettiamo insieme tutti gli elementi – Yod (י), He (ה), He (ה), Alef-Lamed (אל) – otteniamo la formula completa dell'energia di YaHeHe'eL:
"I miei occhi (Y) si aprono (H) su mondi nuovi, su perenni scoperte (HH)..."
"...attraverso il respiro infinito (') che mi eleva (L) continuamente."
O, in versione sintetica:
"Creo ('eL) aperture infinite (HH) attraverso il mio sguardo (Y) verso l'invisibile."
Ma c'è anche la traduzione "impossibile" che Sibaldi propone: "tuttiedueglideiele".
Perché "impossibile"?
Perché il nome YaHeHe'eL contiene al suo interno due radici divine che nella Bibbia sono spesso in conflitto:
YaH (י-ה) – le prime due lettere, radice di YHWH (Yahweh), il Dio dell'esistente, il conservatore
'eL (א-ל) – le ultime due lettere, radice di Elohim, il Dio del divenire, il creatore
La seconda He amplifica l'apertura verso l'invisibile. Ma la struttura di base è questa fusione paradossale: entrambi gli dei (YHWH + Elohim) in un'unica energia – "tuttiedueglideiele".
Non è una mediazione tra due dei, ma la loro coesistenza simultanea nello stesso sguardo.
La paradossalità della formula
YaHeHe'eL è paradossale per natura. Contiene al suo interno due forze opposte:
YHWH: Dio conservatore, custode di ciò che già esiste, il visibile
Elohim: Dio innovatore, creatore di ciò che non esiste ancora, l'invisibile
La maggior parte degli angeli opera con una delle due forze. YaHeHe'eL le contiene entrambe, simultaneamente. Per questo chi vive questa energia abita due mondi contemporaneamente – non sceglie tra visibile e invisibile, ma li sperimenta entrambi, sempre.
Questo genera la sensazione del "palloncino": essere ancorati a terra (YHWH) mentre tutto il tuo essere tende verso l'alto (Elohim). Non sei né completamente qui né completamente là – sei sempre in tensione tra i due.
L'equazione esistenziale
La formula può essere letta come un'equazione:
Sguardo acuto (Y) + Apertura totale (HH) + Elevazione infinita ('eL) = Vita nell'invisibile
Oppure:
Visibile (Y) + Invisibile² (HH) + Creazione (eL) = Dimensioni Altre
In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: l'impossibilità di vivere una vita ordinaria. La formula stessa ti impedisce di accontentarti della superficie. Ti costringe a cercare sempre oltre, sempre più in alto, sempre più dentro l'ignoto.
La scelta finale
La formula YaHeHe'eL ti pone davanti a una scelta che non puoi evitare:
Accettare la tua natura di "palloncino" e permetterti di volare, anche se questo significa allontanarti da chi resta a terra
Rifiutare la formula e cercare di vivere come se avessi solo la Yod, fingendo che l'invisibile non esista
Non esiste una terza via. Non puoi essere "un po' YaHeHe'eL" – o lo sei completamente, o tradisci la formula e ti condanni alla depressione del palloncino che non vola.
La buona notizia? Se sei arrivato a leggere fino a qui, probabilmente hai già fatto la scelta. E il filo che ti tiene a terra è già molto più sottile di quanto credi.
FINE PARTE 2
PARTE III - LE QUATTRO VOCI DELLA TRASCENDENZA

Le Claviculae - Le Piccole Chiavi
Nel sistema angelologico, ogni angelo possiede delle Claviculae – letteralmente "piccole chiavi" – che sono le doti, le capacità, le funzioni specifiche associate a quella energia. Non sono talenti da sviluppare o obiettivi da raggiungere. Sono caratteristiche già attive in chi nasce sotto quell'influenza, o in chi decide di invocare consapevolmente quell'energia.
Le Claviculae di YaHeHe'eL provengono dalle fonti tradizionali della Cabala pratica, tramandate attraverso i secoli e reinterpretate da Sibaldi in chiave psicologica operativa. Non sono benedizioni mistiche o poteri soprannaturali – sono strutture cognitive ed emotive che orientano naturalmente verso determinate esperienze.
Per YaHeHe'eL, le Claviculae indicano quattro doti fondamentali, tutte orientate verticalmente verso l'invisibile:
Elenco Completo:
La Conoscenza Diretta della Verità Suprema
Amore per la Contemplazione
La Parità Perfetta tra gli Sposi
Repulsione per Tutto ciò che è Terreno
Queste quattro voci formano un sistema coerente. Non sono separate – si alimentano l'una con l'altra, creando una spirale ascendente che allontana progressivamente dalla materia ordinaria e avvicina all'invisibile.
Vediamole una per una.
🔮 1. La Conoscenza Diretta della Verità Suprema
Vedere senza mediazioni
La prima voce delle Claviculae di YaHeHe'eL è la più radicale: la conoscenza diretta della Verità suprema. Non la conoscenza mediata da libri, maestri, dottrine o sistemi filosofici. Non l'intuizione vaga o il presentimento incerto. La conoscenza diretta – immediata, senza passaggi intermedi.
Cosa significa "conoscenza diretta"?
Significa che chi porta questa energia ha accesso a un livello di comprensione che bypassa il ragionamento ordinario. Non deve studiare per capire – vede. Non deve riflettere a lungo per distinguere il vero dal falso – sa. Non deve consultare autorità esterne per verificare – percepisce direttamente.
È come avere una linea diretta con ciò che Sibaldi chiama "la Verità suprema" – non la verità relativa delle opinioni umane, ma il criterio di misura universale che trascende le epoche, le culture, le mode intellettuali.
Nelle fonti tradizionali, questa capacità era descritta come "conoscenza delle cose divine" o "visione delle realtà celesti". Sibaldi la traduce in termini psicologici: è la capacità di percepire l'ordine profondo sotto il caos apparente, di distinguere l'essenziale dall'accessorio, il permanente dal transitorio.
Come si manifesta nella vita quotidiana?
Chi vive sotto YaHeHe'eL spesso:
Vede schemi invisibili agli altri – connessioni, pattern, strutture che organizzano la realtà
Sa immediatamente se qualcosa è vero o falso, senza bisogno di prove razionali
Non si lascia ingannare dalle apparenze, dalle mode, dalle narrative dominanti
Percepisce l'ipocrisia con precisione chirurgica – sente quando qualcuno sta mentendo, non per deduzione ma per visione diretta
Questa non è arroganza intellettuale. È una funzione cognitiva specifica, come avere un senso in più che la maggioranza non possiede. Il problema è che questa funzione può isolare: vedere cose che gli altri non vedono rende difficile comunicare, condividere, spiegare.
Il lato oscuro della conoscenza diretta
Ma attenzione: questa voce delle Claviculae porta con sé un rischio specifico. Chi ha accesso alla "Verità suprema" può cadere nella tentazione di considerare tutto il resto come menzogna, ignoranza, illusione da disprezzare.
È il rischio del gnosticismo degenerato: credere di essere tra i pochi "illuminati" che vedono la verità, mentre la massa brancola nel buio. Questo genera arroganza spirituale, disprezzo per chi "non capisce", isolamento volontario dagli "inferiori".
La vera conoscenza diretta non genera disprezzo – genera compassione. Perché chi vede davvero sa che l'altro non è stupido o malvagio: semplicemente non ha accesso a quella frequenza percettiva. E questo non è colpa sua.
Applicazione pratica
Se porti questa energia:
Fidati delle tue percezioni immediate anche quando contraddicono l'opinione comune
Non cercare di convincere chi non può vedere – non è tuo compito
Usa la conoscenza diretta per te stesso prima di tutto, per orientarti nel mondo
Attenzione al disprezzo – se senti superiorità verso chi "non capisce", stai deviando verso l'ombra
La conoscenza diretta è una responsabilità, non un privilegio. Chi vede di più ha il dovere di usare quella visione con saggezza, non per dominare ma per orientarsi.
🧘 2. Amore per la Contemplazione
L'immobilità che vede tutto
La seconda voce delle Claviculae è l'amore per la contemplazione – non come pratica occasionale o tecnica meditativa, ma come modo di essere permanente. Chi vive sotto YaHeHe'eL non contempla "ogni tanto" – contempla continuamente, anche quando agisce.
Cosa significa "contemplazione" in questo contesto?
Non è la contemplazione religiosa tradizionale (pregare, meditare su testi sacri, recitare mantra). È qualcosa di più radicale: è lo sguardo dall'alto, la posizione dell'osservatore che vede senza partecipare, che comprende senza coinvolgersi.
Sibaldi la descrive come "larga saggezza" che "trattiene dal partecipare e persino dall'interessarsi alle tensioni, alle lotte, agli affanni quotidiani della restante umanità". Non è indifferenza – è distanza necessaria per vedere l'insieme.
Immagina di guardare una città dall'alto di una montagna. Da quella prospettiva, vedi i pattern: dove scorrono i fiumi, come si distribuiscono i quartieri, quali strade collegano quali zone. Ma non senti il rumore delle singole automobili, non percepisci le ansie dei singoli abitanti.
Questa è la contemplazione di YaHeHe'eL: vedere tutto dall'alto, con una chiarezza impossibile a chi è dentro il caos.
L'amore per questa prospettiva
Ma le Claviculae non dicono solo "contemplazione" – dicono "amore per la contemplazione". Significa che chi porta questa energia non solo contempla, ma ama farlo. Preferisce attivamente questa posizione alla partecipazione diretta.
Dove gli altri cercano azione, coinvolgimento, passione, YaHeHe'eL cerca immobilità osservante. Dove gli altri vogliono "fare la differenza", YaHeHe'eL vuole "vedere la differenza" – capire le dinamiche profonde senza necessariamente intervenire.
Questo spiega perché molti YaHeHe'eL:
Preferiscono osservare piuttosto che partecipare – anche in situazioni che richiederebbero intervento
Si ritirano in silenzio durante discussioni accese – non perché non abbiano opinioni, ma perché le vedono tutte dall'alto e nessuna gli sembra definitiva
Amano la solitudine contemplativa più della compagnia attiva
Trovano pace nell'immobilità – meditazione, lunghe passeggiate solitarie, ore passate a guardare dalla finestra
Il rischio della contemplazione senza azione
Ma anche questa voce delle Claviculae ha il suo lato oscuro. L'amore per la contemplazione può degenerare in:
Paralisi passiva – "Vedo tutto, capisco tutto, ma non faccio nulla perché tanto dall'alto tutte le azioni umane sembrano futili"
Fuga dalla responsabilità – "La contemplazione è più nobile dell'azione, quindi non intervengo" (quando invece l'intervento sarebbe necessario)
Disprezzo per chi agisce – "Quegli ingenui che credono di poter cambiare qualcosa... io so che è tutto illusione"
La vera contemplazione non paralizza. Al contrario: fornisce la chiarezza necessaria per agire in modo preciso, senza sprechi, senza movimenti inutili. Come il maestro di scacchi che contempla la scacchiera a lungo e poi muove una volta sola, con precisione assoluta.
Applicazione pratica
Se porti questa energia:
Concediti spazi di contemplazione quotidiana – non come dovere spirituale ma come nutrimento naturale
Non giustificare la non-azione con "sto contemplando" – la vera contemplazione genera azione più precisa, non paralisi
Comunica la tua natura a chi ti circonda – spiega che il tuo silenzio non è disinteresse ma visione dall'alto
Alterna contemplazione e discesa – osserva dall'alto, poi scendi per agire, poi risali per vedere l'effetto
L'amore per la contemplazione è un dono raro. Ma come tutti i doni di YaHeHe'eL, richiede equilibrio: contemplare e agire, vedere dall'alto e camminare a terra, almeno finché il filo del palloncino non si spezza del tutto. In breve: la conoscenza diretta è la capacità di vedere l’essenziale senza mediazioni; la contemplazione è l’arte di osservare dall’alto con amore. Insieme formano la base dell’ascesa verticale di YaHeHe’eL: capire senza il rumore, vedere senza il coinvolgimento compulsivo, preparandosi a vivere l’invisibile senza paura.
⚖️ 3. La Parità Perfetta tra gli Sposi
La frattura che non è mai avvenuta
La terza voce delle Claviculae è la più complessa da comprendere, perché opera a un livello psichico profondo. Le fonti antiche la descrivevano come "parità e perfetta armonia tra gli sposi" – formula che per secoli è stata fraintesa come predizione di matrimonio felice.
Ma Sibaldi rivela il significato autentico: non si tratta di relazioni esterne, ma di struttura psichica interna.
'ISH e 'ISHAH: la frattura originaria
Nella maggior parte degli esseri umani, la psiche è fratturata fin dall'origine. Questa frattura è descritta nel racconto biblico della creazione:
'ISH (il principio maschile) – mente razionale, identità sociale, bisogno di controllo, ciò che vede il visibile
'ISHAH (il principio femminile) – intuizione, genialità, accesso all'invisibile, la parte che "conosce le cose invisibili"
Nella Genesi, Yahweh "estrae" 'ISHAH da Adam (l'umanità indivisa), creando la separazione. Da quel momento, 'ISH domina e 'ISHAH viene espulsa, proiettata, cercata fuori. È il meccanismo del "completamento": cercare nell'altro (partner, ideale, anima gemella) ciò che manca dentro.
Tutta l'energia affettiva umana normale è occupata in questo tentativo di ricomporre la frattura attraverso l'unione con un altro essere. È per questo che le relazioni sono così importanti, così cariche di aspettative, così generatrici di sofferenza.
In YaHeHe'eL la frattura non è mai avvenuta
Ma nella struttura psichica di YaHeHe'eL, questa dinamica non esiste. 'ISH e 'ISHAH non sono in dialogo, non sono in equilibrio dinamico, non stanno cercando di riconciliarsi.
Sono già fusi su un piano di parità assoluta.
Nessuno dei due principi comanda. Nessuno dei due manca. Non c'è gerarchia, non c'è conflitto, non c'è ricerca. C'è completezza originaria, mai perduta.
"Il principio femminile e il principio maschile della personalità degli YaHeHe'eL si trovano infatti fin dalla nascita in perfetto equilibrio, e non richiedono alcuna compensazione né da un sesso né dall'altro."
Questa parità non produce "più amore", ma meno bisogno.
La conseguenza fondamentale
Ecco il punto cruciale che distingue YaHeHe'eL da tutti gli altri angeli dell'ipersessualità:
L'energia affettiva non è più occupata a compensare una mancanza. Quindi si libera. E dove va questa energia liberata?
Non verso le relazioni terrene. Non verso la costruzione di legami affettivi. Non verso il matrimonio o la famiglia.
Sale verticalmente verso l'invisibile.
La parità perfetta tra 'ISH e 'ISHAH elimina alla radice il bisogno di cercare fuori ciò che manca dentro. L'altro non è più necessario come compensazione, ma solo come presenza eventuale, opzionale, marginale.
Da qui nasce il progressivo disinteresse di YaHeHe'eL per le relazioni fondate sul bisogno, sul ruolo o sulla dipendenza. Non è freddezza emotiva – è autosufficienza strutturale.
Come si manifesta
Chi porta questa energia:
Non cerca "l'altra metà" – è già intero
Vive le relazioni senza bisogno di completamento – l'altro è presenza gradita, non necessità esistenziale
Preferisce l'amicizia al matrimonio – legami più liberi, meno vincolanti
Può sembrare emotivamente distaccato – ma non per incapacità di amare, per assenza di bisogno
Trova le relazioni convenzionali soffocanti – perché richiedono una dipendenza che non sente
Nelle parole di Sibaldi: "L'unica cosa che potrebbe veramente rafforzare il filo dei palloncini yaheheliani sarebbe un legame – d'amicizia magari – con una persona saggia: con una piccola Alice, appunto, che li capisca, o con qualcuno che li faccia sentire protetti, e che occupandosi dei problemi quotidiani permetta loro di sognare in pace di tanto in tanto."
Non cercano un partner che li completi. Cercano qualcuno che li lasci volare.
Il rischio della parità compiuta
Ma anche questa voce delle Claviculae ha il suo lato oscuro:
Incapacità di legarsi veramente – usare l'autosufficienza come scudo per evitare qualsiasi intimità
Solitudine come fuga – non come scelta consapevole ma come paura travestita da completezza
Disprezzo per chi ha bisogno – guardare dall'alto chi vive relazioni intense come "dipendenti" o "bisognosi"
La vera parità non genera isolamento sterile. Genera libertà di amare senza bisogno, che è la forma più alta di amore possibile.
Applicazione pratica
Se porti questa energia:
Accetta la tua natura – non sei "freddo" o "incapace di amare", hai semplicemente una struttura diversa
Comunica chiaramente ai partner – spiega che non cerchi completamento, ma presenza libera
Non fingere bisogno per "sembrare normale" – è una menzogna che avvelena la relazione
Usa l'energia liberata – se non la riversi in dipendenze affettive, dove la indirizzi? Verso l'invisibile, verso la creazione, verso l'elevazione
La parità perfetta non è freddo distacco, ma libertà. Libero dall’idea di completamento esterno, l’energia affettiva sale verso l’invisibile.
La parità perfetta è il prerequisito per la quarta voce delle Claviculae. Solo chi è già completo può permettersi di guardare "soltanto verso l'invisibile".
🌌 4. Repulsione per Tutto ciò che è Terreno
Il palloncino che spezza il filo
La quarta voce delle Claviculae è estrema: repulsione per tutto ciò che è terreno, fino a rendere la vita ordinaria insopportabile.
Non "distacco". Non "disinteresse". Non "preferenza per lo spirituale".
Repulsione.
È una parola forte, volutamente forte. Le fonti cabalistiche non usano eufemismi: descrivono un'energia che respinge attivamente la materia, il concreto, le preoccupazioni ordinarie della vita terrena.
Cosa significa "repulsione per il terreno"?
Significa che per YaHeHe'eL, il mondo ordinario non è solo noioso o limitato – è intollerabile. Le conversazioni banali non sono semplicemente poco interessanti – fanno male, fisicamente. Le preoccupazioni quotidiane (soldi, carriera, status sociale) non sono solo marginali – sono opprimenti, come una gabbia che si stringe.
Sibaldi lo descrive perfettamente: questi individui vivono "come un palloncino legato a terra da un filo lunghissimo e sottile, che di nascosto sta tentando sempre di allentare, o spezzare".
La repulsione è la tensione costante di quel filo. Non è scelta consapevole – è reazione viscerale a tutto ciò che rappresenta ancoraggio alla terra:
Le responsabilità quotidiane (pagare bollette, gestire casa, occuparsi di cose pratiche)
Le relazioni convenzionali (matrimonio, famiglia, obblighi sociali)
Il lavoro ordinario (routine, gerarchie, obiettivi materiali)
Le conversazioni di superficie (tempo libero, sport, gossip, intrattenimento)
Tutto ciò che la maggioranza considera "vita normale" per YaHeHe'eL è peso morto che impedisce il volo.
La necessità della maschera
Ma qui emerge il paradosso tragico: YaHeHe'eL vive nel mondo, anche se lo repelle. E per sopravvivere nel mondo deve recitare.
"L'immagine che dà di se stesso in famiglia non è dunque la sua vera, non è lui che i suoi amano, ma solo una persona che non esiste, inventata, recitata. Vivere con un simile fardello sul cuore è tutt'altro che piacevole, e può condurre i nati in questi giorni a varie forme di depressione."
La repulsione genera necessità di mascheramento. Fingi di interessarti. Fingi di partecipare. Fingi di avere gli stessi desideri, le stesse paure, le stesse priorità degli altri. Ma dentro, il palloncino tira sempre verso l'alto.
"Per non parlare poi del tempo libero, delle conversazioni e dei divertimenti degli altri, in mezzo ai quali uno YaHeHe'eL tace e per lo più sogna tra sé e sé, sentendosi come un palloncino legato a terra da un filo lunghissimo e sottile."
Come si manifesta
Chi porta questa energia:
Soffre fisicamente nelle situazioni sociali ordinarie – non timidezza ma nausea esistenziale
Si sente alieno in famiglia, tra amici, al lavoro – sempre "fuori posto"
Sogna costantemente di "andarsene" – non verso un posto specifico, ma verso l'Altrove
Trova insopportabili le preoccupazioni altrui – gli sembrano microscopiche, irrilevanti
Vive nella finzione continua – recita la parte della persona normale per non essere isolato
La repulsione non è snobismo o arroganza. È incompatibilità strutturale tra la propria frequenza vibrazionale e quella del mondo ordinario.
La quarta voce delle Claviculae e le altre tre
Ora si capisce perché questa è l'ultima voce delle Claviculae. È la conseguenza inevitabile delle altre tre:
Se hai conoscenza diretta della Verità suprema → il mondo ordinario delle opinioni ti sembra falso
Se ami la contemplazione dall'alto → partecipare al caos terreno diventa intollerabile
Se hai parità perfetta 'ISH/'ISHAH → non hai più bisogno delle relazioni terrene per completarti
Quindi non ti resta che la repulsione per tutto ciò che è terreno.
Non è cinismo. Non è pessimismo. È la logica conseguenza di una struttura psichica orientata completamente verso l'invisibile.
Il rischio estremo: il disprezzo
Ma la repulsione, se non governata, degenera facilmente in disprezzo. E qui YaHeHe'eL può diventare pericoloso.
Nicolae Ceausescu (26 gennaio) incarna perfettamente questo lato oscuro: la vista dall'alto diventa crudeltà, il distacco diventa disumanità, la repulsione per il terreno diventa disprezzo per chi ci vive.
L'esempio storico è chiaro: Ceausescu guardava il popolo romeno "da così in alto" che le sofferenze concrete gli sembravano irrilevanti. La fame, il freddo, la miseria – tutto gli appariva marginale rispetto ai suoi "grandi progetti" visti dall'Olimpo del potere.
Questo è il rischio mortale della quarta voce delle Claviculae: perdere la compassione. Credere che chi vive a terra sia inferiore, stupido, meritevole di sofferenza.
L'antidoto: la compassione dall'alto
Ma c'è anche l'alternativa luminosa, incarnata da Franklin D. Roosevelt (30 gennaio, cuspide con 'aNaWe'eL): usa la vista dall'alto non per disprezzare, ma per vedere soluzioni che chi è a terra non può vedere.
Roosevelt guardava la crisi economica dalla prospettiva alta degli YaHeHe'eL – ma usava quella vista per aiutare chi era in basso, non per schiacciarli ulteriormente.
La differenza tra Ceausescu e Roosevelt è questa: entrambi vedevano dall'alto, ma il primo disprezzava chi stava in basso, il secondo lo serviva.
Applicazione pratica
Se porti questa energia:
Accetta la repulsione – non negarla, non fingere che non ci sia
Ma non trasformarla in disprezzo – chi vive a terra non è inferiore, semplicemente non ha la tua struttura
Crea distanza quando necessario – non forzarti a partecipare se la repulsione è troppo forte
Ma mantieni connessione umana – usa la contemplazione per vedere le sofferenze altrui, anche se non le condividi
Usa la vista dall'alto per servire – come Roosevelt, non come Ceausescu
La repulsione per il terreno è inevitabile in YaHeHe'eL. Ma può orientarsi verso l'elevazione costruttiva o verso il disprezzo distruttivo.
La scelta finale della quarta voce delle Claviculae è questa: voli via con compassione o con crudeltà?
FINE PARTE 3
PARTE IV - QUANDO IL PALLONCINO SI TRASFORMA IN PIETRA

Il Lato Ombra di YaHeHe'eL
Ogni energia angelica ha il suo lato ombra – non come presenza del male, ma come deviazione della funzione originaria. È quello che accade quando l'energia si rovescia, quando la caratteristica che dovrebbe elevare diventa peso, quando la forza diventa debolezza.
Per YaHeHe'eL, il lato ombra non tradisce la sua natura. È l’eccesso delle sue stesse caratteristiche, portate oltre il punto di equilibrio.
Il palloncino che dovrebbe volare leggero verso l'alto può trasformarsi in tre modi oscuri:
Il Disprezzo per chi sta a terra – la vista dall'alto diventa crudeltà
La Depressione della Maschera – recitare finché non si spezza
Il Palloncino che ha spezzato il filo – l'isolamento totale come fuga
Vediamoli uno per uno.
🗿 Il Disprezzo per chi Sta a Terra
Quando l'altezza diventa arroganza
Questa è la deviazione più pericolosa dell'energia di YaHeHe'eL. La vista dall'alto, che dovrebbe generare compassione per chi vede meno, si trasforma in disprezzo per chi "non capisce".
Il meccanismo della deviazione
Chi vive sotto YaHeHe'eL vede cose che gli altri non vedono. Percepisce dimensioni invisibili alla maggioranza. Ha accesso diretto alla Verità suprema. Contempla dall'alto mentre gli altri si agitano nel caos.
Tutto questo è funzione naturale dell'energia. Ma quando questa funzione si rovescia, nasce il pensiero tossico:
"Io vedo dall'alto, quindi sono superiore. Chi sta a terra è inferiore."
Non è più "vedo cose diverse" – diventa "sono migliore di voi".
Come si manifesta
Il disprezzo assume forme sottili e devastanti:
disprezzo intellettuale - "Quella gente non capisce nulla, è stupida, è cieca"
disprezzo morale - "Sono tutti schiavi delle loro passioni, io sono libero"
disprezzo esistenziale - "La loro vita è piccola, insignificante, patetica"
La frase tipica è: "Io vedo quello che voi non vedete" – non detta con compassione per aiutare, ma con soddisfazione per marcare la distanza.
Chi cade in questa deviazione si compiace della propria alienità. Non soffre più per essere diverso - si sente eletto, guarda gli altri come un entomologo guarda gli insetti in una teca.
L'esempio storico: Nicolae Ceausescu
Nicolae Ceausescu (26 gennaio) incarna perfettamente questo lato oscuro. Guardava il popolo romeno "da così in alto" che le sofferenze concrete – fame, freddo, miseria – gli sembravano irrilevanti.
La sua altezza non era falsa. Vedeva davvero "grandi progetti", "visioni strategiche", "orizzonti vasti". Ma questa vista dall'alto era diventata cecità verso il basso. Chi soffre a terra non merita attenzione – sono solo formiche che non capiscono il piano superiore.
È la crudeltà del distacco. Non la crudeltà sadica che gode della sofferenza altrui, ma quella fredda, imperturbabile, che non vede nemmeno la sofferenza perché guarda troppo in alto.
Manifestazioni pratiche
Chi cade in questa deviazione:
Disprezza chi ha problemi ordinari – "Se soffri per soldi/amore/lavoro, sei banale"
Ride delle preoccupazioni altrui – "Vi agitate per nulla"
Si isola con superiorità – non come difesa ma come affermazione di élite
Usa il linguaggio del disprezzo – "la massa", "la gente comune", "chi non vede"
Giustifica la propria indifferenza come "saggezza" – "Io ho superato queste piccolezze"
Se la tua energia si trasforma in disprezzo o in recita permanente, stai vivendo il lato ombra. I test seguenti aiutano a riconoscerlo.
Il test per riconoscerlo
Chiediti: quando guardo dall'alto, cosa provo per chi sta in basso?
Se la risposta è "compassione, comprensione, desiderio di aiutare" → stai usando l'energia correttamente
Se la risposta è "fastidio, noia, senso di superiorità, disprezzo" → sei nella deviazione
L'antidoto
Ricorda: la vista dall'alto è una funzione, non un merito. Non sei migliore perché vedi di più – hai solo un'attrezzatura cognitiva diversa. Come chi ha vista acuta non è moralmente superiore a chi è miope.
Roosevelt (30 gennaio, cuspide con 'aNaWe'eL) dimostra l'uso corretto: vedeva dall'alto per servire chi stava in basso, non per schiacciarli. Usava la prospettiva superiore per trovare soluzioni che chi era nel problema non poteva vedere.
Il disprezzo è il tradimento più grave di YaHeHe'eL. Perché trasforma il dono della vista superiore in arma di dominio.
🎭 La Depressione della Maschera
Quando recitare diventa insopportabile
Il secondo lato ombra nasce dalla necessità di fingere. YaHeHe'eL vive nel mondo ordinario ma non è del mondo ordinario. Per sopravvivere socialmente deve recitare – fingere interesse, fingere partecipazione, fingere di avere le stesse priorità degli altri.
Ma questa recita ha un costo.
Il meccanismo della deviazione
Sibaldi lo descrive con precisione chirurgica:
"L'immagine che dà di se stesso in famiglia non è dunque la sua vera. Non è lui che i suoi amano, ma solo una persona che non esiste, inventata, recitata. Vivere con un simile fardello sul cuore è tutt'altro che piacevole, e può condurre i nati in questi giorni a varie forme di depressione."
Non sei amato per quello che sei. Sei amato per la maschera che indossi.
Questo genera una solitudine radicale. Anche quando sei circondato da persone che ti "amano", sai che amano qualcuno che non esiste. Il vero te – il palloncino che guarda verso l'invisibile – resta totalmente incompreso.
Come si manifesta
La depressione della maschera assume forme specifiche:
Senso di falsità permanente – "Tutto quello che dico/faccio è una finzione"
Incapacità di godere delle relazioni – "Mi amano solo perché non mi conoscono davvero"
Affaticamento sociale estremo – ogni interazione è performance, ogni conversazione è teatro
Desiderio ossessivo di fuga – "Se solo potessi andarmene, essere me stesso altrove"
Senso di tradimento verso se stessi – "Sto sprecando la mia vita fingendo di essere normale"
Chi cade in questa deviazione spesso:
Tace per ore nelle situazioni sociali, sognando tra sé e sé
Sviluppa dipendenze (alcol, sostanze, sesso) per sopportare la finzione
Ha pensieri suicidari non per volontà di morire ma per desiderio di "spezzare il filo"
Alterna momenti di adattamento perfetto (recita impeccabile) e crolli totali (non ce la faccio più)
La trappola del "tempo libero"
Sibaldi nota qualcosa di paradossale: è nel tempo libero che la sofferenza diventa più acuta.
"Per non parlare poi del tempo libero, delle conversazioni e dei divertimenti degli altri, in mezzo ai quali uno YaHeHe'eL tace e per lo più sogna tra sé e sé, sentendosi come un palloncino legato a terra da un filo lunghissimo e sottile."
Al lavoro puoi recitare un ruolo professionale. In famiglia puoi recitare un ruolo affettivo. Ma nel tempo libero – quando dovresti "essere te stesso" – scopri che non hai nulla in comune con chi ti circonda.
I loro divertimenti ti annoiano. Le loro conversazioni ti sembrano vuote. I loro interessi ti appaiono microscopici. E tu devi fingere di partecipare, per non sembrare alieno.
L'esempio: Leopold von Sacher-Masoch
Leopold von Sacher-Masoch (27 gennaio), inventore letterario del masochismo, rappresenta una manifestazione estrema di questa energia.
Sibaldi lo analizza non come patologia sessuale ma come risposta intellettuale alla noia dell'amore terreno:
"I modi di amare che ci sono sulla terra ai palloncini non interessano per niente... è noioso... Ci deve pure essere qualcosa di diverso no? E se non c'è lo invento con una superiorità infinita alla sofferenza."
Non è sottomissione ma sperimentazione disperata di modi di amare che vadano oltre la banalità ordinaria. È la "crudeltà da palloncino" – non sadismo ma disprezzo per la normalità affettiva che diventa gioco intellettuale estremo.
Il test per riconoscerlo
Chiediti: recitare una parte è diventato il tuo modo di vivere permanente?
Se occasionalmente fingi per cortesia → normale diplomazia
Se sempre fingi di interessarti, partecipare, condividere → sei nella deviazione
L'antidoto
La soluzione non è "smettere di fingere" (spesso impossibile senza isolamento totale). La soluzione è comunicare selettivamente la tua vera natura a poche persone capaci di capire.
Cerca la tua "piccola Alice" – quella persona saggia che ti capisce, che non ti chiede di essere normale, che ti permette di sognare in pace. Può essere un amico, un partner, un mentore.
E soprattutto: non confondere la maschera con te stesso. Sai che stai recitando. Questo ti salva dalla follia.
❄️ Il Palloncino che ha Spezzato il Filo
L'isolamento totale come fuga
Il terzo lato ombra è il più radicale: spezzare il filo completamente. Non più recitare, non più fingere – semplicemente andarsene dal mondo ordinario. Fisicamente o psicologicamente.
Il meccanismo della deviazione
Questa non è sana elevazione verso l'invisibile. È fuga dalla terra mascherata da trascendenza.
La logica apparente è impeccabile:
Il mondo terreno è repulsivo → vero (quarta voce delle Claviculae)
Recitare è insopportabile → vero (depressione della maschera)
Gli altri non capiscono → vero (alienità strutturale)
Quindi: meglio isolarsi completamente
Ma questa conclusione trasforma una caratteristica in disfunzione.
Come si manifesta
Il palloncino che ha spezzato il filo:
Isolamento fisico estremo – eremitaggio, vita solitaria radicale, rifiuto di ogni contatto sociale
Isolamento psicologico – anche se fisicamente presente, zero investimento emotivo nelle relazioni
Giustificazione spirituale – "Io sono oltre queste cose, sono già nell'invisibile"
Disprezzo attivo per ogni ancoraggio – lavoro, famiglia, doveri, responsabilità = "zavorre inutili"
Narcisismo spirituale – "Solo io ho capito, gli altri sono schiavi della materia"
Chi cade in questa deviazione spesso:
Abbandona responsabilità concrete (lavoro, famiglia, obblighi) con giustificazioni "spirituali"
Vive di rendita affettiva/economica di altri mentre disprezza chi lo mantiene
Sviluppa delirio messianico – "Sono qui per una missione superiore"
Perde capacità operative – distacco totale diventa incapacità di agire nel mondo
La differenza con la sana contemplazione
Questo è il punto cruciale. Come distinguere l'isolamento-deviazione dalla sana contemplazione?
Contemplazione sana:
Mi ritiro per vedere meglio e poi tornare con chiarezza
L'isolamento è temporaneo e funzionale
Mantengo compassione per chi sta in basso
Uso la vista dall'alto per servire
Isolamento-deviazione:
Mi ritiro per non tornare mai
L'isolamento è permanente e difensivo
Sviluppo disprezzo per chi sta in basso
Uso l'altezza per fuggire dalle responsabilità
L'esempio negativo: il mistico fallito
Non c'è un personaggio storico specifico per questo (chi fallisce in questo modo raramente lascia traccia), ma Sibaldi descrive il pattern:
Il giovane nato sotto YaHeHe'eL che in altre epoche sarebbe diventato santo, monaco, eremita – oggi finisce spesso disfunzionale. Non perché la spiritualità sia sbagliata, ma perché usa la spiritualità come scusa per non affrontare il mondo.
"In epoche passate, questi individui sarebbero stati il candidato perfetto per la vita monastica, la santità, l'eremitaggio nelle montagne. Oggi, invece, questi individui si trovano costretti a 'scendere a compromessi con le esigenze materiali'."
Il rischio è usare la nostalgia per altre epoche come giustificazione per non vivere questa.
Il test per riconoscere l'isolamento
Chiediti: il mio isolamento genera frutti o sterilità?
Se l'isolamento ti rende più capace di creare, comprendere, aiutare quando scegli di scendere → sano
Se l'isolamento ti rende incapace di agire, paralizzato, impotente nel concreto → deviazione
L'antidoto
Ricorda: anche il palloncino serve un filo. Non per restare a terra, ma per scegliere quando volare e quando tornare.
L'obiettivo non è vivere permanentemente nell'invisibile. L'obiettivo è abitare entrambe le dimensioni con padronanza – salire quando serve vedere dall'alto, scendere quando serve agire nel concreto.
YaHeHe'eL correttamente vissuto non fugge dal mondo. Lo trascende rimanendoci, come il palloncino che galleggia sopra ma resta connesso.
🌓 La Scelta tra Luce e Ombra
Tutti e tre i lati ombra di YaHeHe'eL nascono dalla stessa radice: l'incapacità di gestire la tensione tra cielo e terra.
Il disprezzo nasce da: "Siccome sto in alto, chi sta in basso vale meno"
La depressione nasce da: "Siccome devo fingere, non posso essere me stesso"
L'isolamento nasce da: "Siccome non mi capiscono, me ne vado"
Ma in tutti e tre i casi, la soluzione ombra tradisce la vera natura di YaHeHe'eL.
Perché YaHeHe'eL non è chiamato a scegliere tra cielo e terra. È chiamato ad abitarli simultaneamente – "tuttiedueglideiele".
La differenza tra Roosevelt e Ceausescu
I due personaggi storici incarnano perfettamente la scelta tra luce e ombra.
Franklin D. Roosevelt (30 gennaio, cuspide)
Vedeva dall'alto → usava per trovare soluzioni
Distaccato emotivamente → ma compassionevole nelle azioni
Comprendeva dinamiche invisibili → le traduceva in politiche concrete
Serviva chi stava in basso usando la vista dall'alto
Nicolae Ceausescu (26 gennaio)
Vedeva dall'alto → usava per ignorare le sofferenze
Distaccato emotivamente → e crudele nelle azioni
Comprendeva dinamiche di potere → le usava per schiacciare
Disprezzava chi stava in basso dalla prospettiva dell'alto
Stessa energia. Stessa vista dall'alto. Scelte opposte.
La domanda finale del lato ombra
Quando ti trovi a guardare il mondo dal tuo palloncino, sospeso sopra le vicende umane, chiediti:
Stai guardando dall'alto per aiutare chi è in basso a vedere meglio?
O stai guardando dall'alto per confermare che chi sta in basso merita di starci?
La risposta a questa domanda determina se voli verso la luce o precipiti nell'ombra.
FINE PARTE 4
PARTE V - USARE QUESTA ENERGIA

💫 Le Quattro Affermazioni di YaHeHe'eL
Le affermazioni non sono formule magiche. Sono dichiarazioni di identità che riallineano la coscienza con la struttura energetica dell'angelo. Ripeterle significa ricordare a se stessi chi si è davvero, al di là delle maschere sociali.
Per YaHeHe'eL, le affermazioni riflettono le quattro Claviculae – tradotte in linguaggio operativo, prima persona, tempo presente.
1. "Vedo la Verità senza mediazioni"
Questa affermazione attiva la prima voce delle Claviculae. Significa: confido nella mia percezione diretta, anche quando contraddice l'opinione comune. Non ho bisogno di autorità esterne per confermare ciò che vedo.
Quando usarla: Quando dubiti delle tue intuizioni per paura di sembrare arrogante. Quando ti censuri perché "chi sei tu per sapere?". Quando la pressione sociale ti spinge a negare ciò che vedi con chiarezza.
2. "Osservo dal punto più alto"
Questa affermazione attiva la seconda voce delle Claviculae. Significa: mi concedo il diritto di ritirarmi dalla confusione, di guardare dall'alto, di contemplare anziché partecipare. Il mio distacco non è indifferenza – è prospettiva.
Quando usarla: Quando ti senti in colpa per non coinvolgerti emotivamente in drammi altrui. Quando ti chiedono di "prendere posizione" ma tu vedi che entrambe le parti hanno torto e ragione. Quando hai bisogno di distanza per vedere chiaramente.
3. "Sono già intero, non cerco completamento"
Questa affermazione attiva la terza voce delle Claviculae. Significa: la mia autosufficienza affettiva non è freddezza ma completezza. Non ho bisogno di un partner per essere intero. Posso amare senza bisogno, legarmi senza dipendenza.
Quando usarla: Quando ti senti "sbagliato" perché non cerchi disperatamente l'anima gemella. Quando ti accusano di essere distaccato o incapace di amare. Quando devi ricordarti che la tua struttura è diversa, non difettosa.
4. "Il mio sguardo è rivolto verso l'invisibile"
Questa affermazione attiva la quarta voce delle Claviculae. Significa: accetto la mia repulsione per il terreno senza colpa. Non devo fingere interesse per ciò che mi annoia. Non devo scusarmi per guardare altrove quando gli altri guardano a terra.
Quando usarla: Quando ti costringono a partecipare a conversazioni/attività che ti sembrano vuote. Quando ti giudicano "asociale" o "distaccato". Quando hai bisogno di ricordare che la tua alienità è una caratteristica, non un difetto.

🙏 Invocazione Quotidiana
L'invocazione non è una preghiera religiosa. È un allineamento consapevole con l'energia dell'angelo, un modo per sintonizzarsi sulla frequenza corretta prima di affrontare la giornata.
Testo dell'invocazione:
YaHeHe'eL, Angelo del doppio sguardo, che guardi simultaneamente il visibile e l'invisibile, Oggi scelgo di guardare verso l'alto senza disprezzare chi resta a terra. Oggi accetto la mia natura di palloncino senza spezzare il filo che mi tiene ancorato. Oggi uso la vista dall'alto per servire, non per fuggire o dominare. Che la mia repulsione per il terreno non diventi crudeltà verso chi lo abita. Che la mia contemplazione generi chiarezza, non paralisi. Che la mia completezza interiore mi permetta di amare con libertà, non con indifferenza. Io sono "tuttiedueglideiele" – abito entrambi i mondi con consapevolezza.
Come usarla:
Al mattino, prima di iniziare la giornata – per ricordare chi sei prima di indossare la maschera sociale
Prima di eventi sociali che sai saranno faticosi – per prepararti alla recita senza perdere te stesso
Quando senti il disprezzo salire verso chi "non capisce" – per riportarti alla compassione
Quando la depressione della maschera diventa insopportabile – per ricordare che stai recitando consapevolmente, non sei davvero quella persona

🛠️ I Tre Esercizi Operativi
Questi non sono esercizi spirituali astratti. Sono tecniche concrete per attivare l'energia di YaHeHe'eL nella vita quotidiana, testate e descritte da Sibaldi.
Esercizio 1: L'Esperimento del Cellulare
Disconnettersi dal wi-fi sociale
Contesto: Fallo quando sei in compagnia di altre persone – famiglia, amici, colleghi.
Procedura:
Fingi di ricevere un messaggio sul cellulare (anche se non è arrivato nulla)
Scusati con i presenti: "Perdonatemi un attimo solo…"
Mostra un po' di preoccupazione mentre fingi di leggere il messaggio
Osserva internamente: quanti secondi riesci a far durare questa finzione prima di sentirti in colpa?
Cosa scoprirai:
La prima volta resisterai pochissimo (circa 10 secondi) perché sentirai un senso di colpa fortissimo, come se stessi commettendo un "reato di lesa società".
Perché? Perché "invece di essere con e per gli altri, ti stai prendendo qualche attimo in cui essere per te. E ciò è nuovo e strano, perché da sempre ci hanno insegnato a non fare una cosa del genere".
L'obiettivo:
Percepire fisicamente quanto sei costantemente connesso alle aspettative altrui. Come un wi-fi sociale sempre attivo che ti obbliga a pensare, sentire, comportarti secondo le regole del gruppo.
"Quel vincolo al mondo altrui, una volta individuato, comincerà ad apparirti per ciò che veramente è: un semplice sistema di connessione [...] di cui puoi anche fare a meno, quando vuoi conoscere, percepire, diventare ciò che tu sei davvero."
Il risultato:
Disconnettendoti, anche solo per 30 secondi, entri nella dimensione di YaHeHe'eL: "Da questa disconnessione comincia l'Aldilà più immediato: un margine di libertà, di immense possibilità, di nuova consapevolezza di sé".
Pratica avanzata:
Ripeti l'esercizio aumentando gradualmente i secondi. Arriva a 30 secondi, poi un minuto. Non è scortesia – è allenamento alla tua vera natura.
Esercizio 2: Il Cambio di Prospettiva
Vedere l'invisibile nel visibile
Contesto: Durante una conversazione banale, un evento ordinario, una situazione che ti annoia.
Procedura:
Non fuggire fisicamente dalla situazione (resto presente con il corpo)
Sali mentalmente in alto – immagina di guardare la scena dall'esterno, come se fossi sospeso 10 metri sopra
Osserva i pattern invisibili – cosa stanno davvero cercando queste persone? Cosa vogliono dimostrare? Cosa temono?
Nota come cambia la tua percezione – da coinvolto a osservatore, da partecipe a testimone
Cosa scoprirai:
Sibaldi spiega: "la soglia dell'Aldilà-del-mondo sei tu [...] È sufficiente accorgerci di come lo stiamo guardando, e guardarlo in un altro modo".
Non serve andare in monastero o meditare per ore. Le "altre dimensioni" sono qui, sovrapposte a quella ordinaria. Basta cambiare frequenza percettiva.
L'obiettivo:
Allenare la capacità di abitare due realtà simultaneamente – presente fisicamente a terra, ma con lo sguardo dall'alto. Questo è "tuttiedueglideiele" in azione: entrambi i mondi, nello stesso momento.
Il risultato:
Smetterai di sentirti intrappolato nelle situazioni noiose. Anche quando sei costretto a partecipare, una parte di te osserva dall'alto e vede lo schema invisibile. Questo ti libera senza bisogno di fuggire fisicamente.
Attenzione:
Non usare questa capacità per disprezzare chi vedi dall'alto. Usa la prospettiva per comprendere, non per sentirti superiore. Roosevelt vedeva dall'alto per trovare soluzioni. Ceausescu vedeva dall'alto per ignorare le sofferenze. Scegli Roosevelt.
Esercizio 3: Il Diario delle Password
Tradurre l'invisibile senza spiegarlo
Contesto: Quando hai una percezione, un'intuizione, una visione che sai non puoi spiegare razionalmente.
Procedura:
Non cercare di spiegare logicamente ciò che hai visto/capito
Trova una password – un'immagine, una metafora, un simbolo che contenga l'essenza
Scrivila nel diario senza spiegazioni razionali
Conserva queste password come chiavi per tornare a quella percezione
L'ispirazione:
Lewis Carroll, nato il 27 gennaio sotto YaHeHe'eL, incarnava perfettamente questa dinamica:
"Ti dice guarda io sono arrivato tanto in là... ho scoperto delle cose che se ti faccio l'elenco neanche l'elenco lo capisci tu, per cui posso solamente darti delle password che sono i personaggi fantastici che io faccio incontrare ad Alice."
Cosa scoprirai:
Molte delle tue percezioni più profonde non sono traducibili in linguaggio razionale. Ma questo non significa che siano false. Significa che appartengono a dimensioni dove la logica ordinaria non arriva.
Le password (immagini, metafore, simboli) sono chiavi che aprono porte nell'invisibile. Funzionano meglio delle spiegazioni razionali.
L'obiettivo:
Smettere di cercare di convincere gli altri razionalmente. Invece, offri password – immagini potenti che chi è pronto comprenderà, e chi non lo è ignorerà. Come Alice che entra nel Paese delle Meraviglie: non le spieghi la logica del mondo alla rovescia, la porti dentro e le fai vedere.
Il risultato:
Liberazione dal bisogno di essere capito. Se hai una password potente, chi deve capire capirà. Gli altri no. E va bene così. “Le password non sostituiscono il confronto con la realtà quando è necessario.”

👶 YaHeHe'eL e i Bambini
Se hai un bambino nato tra il 25 e il 30 gennaio, o se riconosci in un bambino questa energia, devi sapere che non è come gli altri. E questo non è un problema – è la sua natura.
Lo sguardo deluso
"Vi sentirete sempre addosso il loro sguardo attento, intelligente, e anche impercettibilmente deluso."
Non sono delusi di te come genitore. Sono delusi del mondo. Di "tutto ciò che vi circonda... di questo mondo falso, rozzo". Vedono già dall'alto, e ciò che vedono non li convince.
Non cercare di "motivarli" con le stesse cose che motivano gli altri bambini. Non funzionerà.
L'isolamento necessario
"Giocheranno troppo da soli; lasciateli fare. Può darsi che abbiate in casa dei futuri santi."
Questo è il consiglio più importante: non forzarli alla socializzazione. Il palloncino ha bisogno di volare da solo prima di imparare a stare con gli altri. Se lo costringi troppo presto a giocare in gruppo, lo spezzi.
Lasciali giocare da soli. Lasciali sognare. Lasciali costruire mondi fantastici nella loro mente. Non va automaticamente interpretato come un disturbo - è la loro natura di esploratori dell'invisibile.
Il contatto fisico
Potrebbero non gradire le carezze eccessive. "Una carezza sulla testa ogni due o tre giorni al massimo!"
Non interpretarlo come rifiuto affettivo. È sensibilità diversa. L'amore per questi bambini non si misura in abbracci ma in comprensione silenziosa. Stare nella stessa stanza senza pretendere conversazione può essere più intimo di mille carezze.
Il rischio: anoressia e distacco dalla materia
"Attenzione, semmai, al minimo annuncio di problemi alimentari: correggete la benché minima tendenza in quella direzione."
Questi bambini tendono naturalmente all'ascesi, al distacco dalla materia. Il cibo è materia. Quindi rischiano di sviluppare disinteresse o rifiuto del cibo.
Soluzione: Coinvolgili nella gestione pratica della casa, nelle faccende quotidiane, nella preparazione del cibo. Non per farli diventare "normali", ma per radicarli abbastanza da non volare via completamente.
La guida necessaria: il "Padre Leopold"
È un’immagine simbolica, non un modello educativo rigido.
Mozart (27 gennaio) fiorì sotto la guida ferrea del padre Leopold. Non per caso: questi bambini hanno bisogno di qualcuno che gestisca la materia per loro mentre loro esplorano l'invisibile.
Non possono occuparsi di tutto. Sono meno orientati alle dinamiche sociali convenzionali non per difetto ma per struttura: la loro mente è sempre "in alto", non possono contemporaneamente essere geni e gestire la vita pratica.
Come genitore, il tuo ruolo è:
Proteggerli dalle pretese sociali di "normalità"
Gestire per loro gli aspetti pratici finché non imparano
Difendere il loro diritto di essere "alieni"
Non cercare di "correggerli" – guidarli nella loro natura, non contro di essa
Il caso Mozart è perfetto: Leopold non cercò di rendere Wolfgang "normale". Creò per lui uno spazio protetto dove potesse comporre senza preoccuparsi del mondo. Questo è il compito del genitore di un YaHeHe'eL.
🏆 Professioni, Doni e Inclinazioni
YaHeHe'eL non è fatto per lavori ordinari. Non è pigrizia – è incompatibilità strutturale tra la sua frequenza e quella del mondo del lavoro convenzionale.
Professioni naturali:
Contemplative/Visionarie:
Filosofo, pensatore, teorico
Ricercatore in fisica teorica, matematica pura, cosmologia
Scrittore di opere visionarie (come Lewis Carroll)
Regista con sguardo dall'alto (come Lubitsch, Čechov)
Artistiche/Creative:
Compositore (come Mozart) – musica che viene dall'invisibile
Artista visivo che esplora "altre dimensioni"
Poeta mistico, scrittore di letteratura visionaria
Spirituali/Mistiche:
Maestro spirituale (se l'epoca lo permette)
Insegnante di meditazione, contemplazione
Guida per chi cerca l'invisibile
Scientifiche ad alto livello:
Fisico teorico (teoria delle stringhe, cosmologia)
Matematico puro
Ricercatore in neuroscienze della coscienza
Professioni da evitare:
Qualsiasi lavoro che richieda:
Attenzione costante ai dettagli materiali
Coinvolgimento emotivo nelle dinamiche di gruppo
Rispetto rigido di gerarchie e procedure
Fingere entusiasmo per obiettivi che non condividi
Non è che YaHeHe'eL non possa fare questi lavori. Può. Ma sarà depresso, esaurito, costantemente mascherato. Il costo psicologico è troppo alto.
Il dono particolare: la libertà dal denaro
Libertà dal denaro non significa irresponsabilità materiale.
Sibaldi nota qualcosa di cruciale: YaHeHe'eL appartiene a quegli angeli per cui "la riuscita o la non riuscita in questo campo [economico] non sarà mai un fatto determinante: qui, sono liberi".
Cosa significa? Che il successo economico non attiva questa energia. Puoi essere ricco o povero – non fa differenza per la tua funzione angelica.
Questo è liberante e pericoloso:
Liberante perché non devi misurarti col metro del denaro
Pericoloso perché puoi diventare irresponsabile, lasciando che altri mantengano il tuo "volo"
La soluzione: Trova qualcuno (il tuo "Padre Leopold") che gestisca la materia per te, in cambio di ciò che tu porti dall'invisibile. È uno scambio equo: tu offri visione, l'altro offre ancoraggio.
I doni innati:
Vista acuta dall'alto – vedi schemi, connessioni, soluzioni invisibili agli altri
Conoscenza diretta – sai cose senza aver studiato, per intuizione immediata
Capacità di abitare altre dimensioni – percepisci frequenze che per altri non esistono
Autosufficienza affettiva – non dipendi emotivamente dagli altri
Impermeabilità alle mode – vedi attraverso le narrative dominanti
Come usare questi doni:
Non per dominio, non per fuga, non per disprezzo.
Ma per servizio dall'alto: vedere quello che gli altri non vedono e aiutarli a vederlo, senza pretendere che ti capiscano razionalmente.
Come Roosevelt che usava la vista dall'alto per risolvere crisi che chi era nel problema non poteva vedere.
FINE PARTE 5
🎭 EPILOGO

Il Palloncino e Alice
C'è un'immagine che attraversa tutto questo viaggio nell'energia di YaHeHe'eL, un'immagine che Sibaldi usa con insistenza quasi ossessiva: il palloncino.
Un palloncino legato a terra da un filo lunghissimo e sottile, che sogna di volare via, che di nascosto tenta sempre di allentare o spezzare quel legame. Un palloncino che galleggia sopra le vicende umane, guardando dall'alto mentre gli altri camminano a terra.
Questa immagine non è poetica decorazione.
È descrizione anatomica di una struttura psichica.
Se sei nato sotto YaHeHe'eL, o se riconosci in te questa energia, sai già cosa significa. Sai cosa vuol dire essere sempre sul punto di volare via. Sai cosa vuol dire guardare il mondo da una prospettiva che gli altri non condividono, non capiscono, forse nemmeno percepiscono.
Sai cosa vuol dire recitare, ogni giorno, la parte della persona normale che finge interesse per conversazioni che ti annoiano, obiettivi che non condividi, preoccupazioni che ti sembrano microscopiche.
E sai anche cosa vuol dire quel filo sottile – l'unica cosa che ti tiene ancorato, che ti impedisce di sparire completamente nell'invisibile.
Ma c'è un'altra immagine, altrettanto importante: Alice.
Non per caso Lewis Carroll (27 gennaio) scrisse di una bambina che cade nella tana del Bianconiglio e si ritrova in un mondo dove le regole ordinarie non valgono più. Dove si può diventare grandi o piccoli a comando. Dove i gatti sorridono senza corpo e le regine gridano sentenze assurde.
Alice è l'unica che può capire il palloncino.
Non perché condivide la sua natura – Alice non è un palloncino, è solidamente a terra. Ma perché accetta che esistano altre dimensioni. Perché segue il Bianconiglio anche se la tana è buia e non sa dove porta. Perché resta nel Paese delle Meraviglie anche quando tutto sembra assurdo.
Alice è la "persona saggia" di cui parlava Sibaldi: "L'unica cosa che potrebbe veramente rafforzare il filo dei palloncini yaheheliani sarebbe un legame – d'amicizia magari – con una persona saggia: con una piccola Alice, appunto, che li capisca".
Ecco la verità finale di YaHeHe'eL:
non devi scegliere tra volare via e restare a terra.
Puoi essere il palloncino e avere il filo.
Puoi guardare verso l'invisibile e restare in contatto con chi abita il visibile.
Puoi abitare altre dimensioni e tornare quando serve in questa.
La scelta non è "cielo o terra". La scelta è come abitare entrambi.
Vivere tra Due Sogni
Sibaldi descrive magnificamente questa condizione: vivere "tra due sogni".
Il primo sogno è quello che la maggioranza chiama "realtà" – il mondo del lavoro, delle relazioni, delle responsabilità, dei ruoli sociali. Il sogno consensuale, dove tutti fingono che le regole del gioco siano la verità assoluta.
Il secondo sogno è l'invisibile – le dimensioni che solo tu vedi, le verità che conosci direttamente, i territori spirituali dove la tua coscienza vola mentre il corpo resta a terra.
YaHeHe'eL ti chiede di non scegliere.
Non cedere alla tentazione di vivere solo nel primo sogno (fingendo che l'invisibile non esista, schiacciando il palloncino a terra, spezzandoti per sembrare normale).
Non cedere alla tentazione di vivere solo nel secondo sogno (spezzando il filo, fuggendo dalla terra, isolandoti totalmente nel tuo mondo).
Vivi consapevolmente tra i due.
Sii presente a terra quando serve – gestisci le cose pratiche, rispetta gli impegni, mantieni le relazioni. Ma sapendo che stai recitando una parte, non confondendo la maschera con te stesso.
Sii presente in alto quando serve – contempla, osserva dall'alto, esplora l'invisibile. Ma tornando poi a terra con ciò che hai visto, usando la vista superiore per servire chi sta in basso.
Questa è la vera maestria di YaHeHe'eL: l'arte di attraversare la soglia.
"La soglia dell'Aldilà-del-mondo sei tu", scrive Sibaldi. Non serve cercare altre dimensioni lontano. Sei tu il punto di passaggio. Ogni volta che cambi il modo di guardare, attraversi quella soglia. Ogni volta che sali in prospettiva e poi torni, sei tu il ponte tra i mondi.
"Tuttiedueglideiele" – entrambi gli dei.
Non Yahweh o Elohim. Non il Dio dell'esistente o il Dio del divenire.
Entrambi, simultaneamente.
Questa è l'impossibilità che YaHeHe'eL rende possibile.
L'Ultima Scelta
Alla fine di questo viaggio nell'energia dell'angelo 62, resta una sola domanda:
Come userai la vista dall'alto?
Roosevelt o Ceausescu?
Compassione o crudeltà?
Servizio o fuga?
Il palloncino vola – questo è certo. La tua natura ti porta verso l'alto – questo non puoi cambiarlo.
Ma come voli dipende da te.
Puoi volare portando con te una corda che scende a terra, offrendo a chi resta in basso una via per salire anche loro. Come Roosevelt che vedeva dall'alto per trovare soluzioni che chi era nel problema non poteva vedere.
Oppure puoi volare spezzando il filo con disprezzo, guardando dall'alto solo per confermare quanto chi sta a terra sia piccolo, stupido, meritevole del suo destino. Come Ceausescu che vedeva dall'alto solo la propria grandezza.
La differenza non è nella capacità di volare. È in ciò che porti con te quando voli.
Se porti compassione, la tua vista dall'alto diventa dono. Vedi per tutti, anche per chi non può vedere. Torni con mappe dell'invisibile che aiutano chi è a terra a orientarsi meglio.
Se porti disprezzo, la tua vista dall'alto diventa isolamento. Vedi solo per te, confermando la tua alienità, consolidando la tua solitudine.
YaHeHe'eL non ti chiede di non essere diverso.
Ti chiede di usare la tua diversità per gli altri, non contro gli altri.
Il Saluto del Palloncino
Se sei arrivato fino a qui – se hai letto tutte e cinque le parti, se hai riconosciuto te stesso in queste parole, se hai sentito la vertigine familiare dell'invisibile – allora sai già cosa sei.
Sei uno dei palloncini.
E questo articolo non ti ha insegnato nulla che non sapessi già. Ti ha solo dato parole per ciò che vivevi in silenzio. Ti ha dato permesso di essere quello che sei senza sentirti sbagliato.
Ora sai che:
Il tuo sguardo dall'alto non è arroganza – è funzione
La tua repulsione per il terreno non è difetto – è struttura
La tua autosufficienza affettiva non è freddezza – è completezza
Il tuo bisogno di volare non è fuga – è natura
E sai anche che puoi scegliere: volare con il filo o senza, con compassione o con crudeltà, per servire o per dominare.
Io guardo soltanto verso l'invisibile.
Questo è il motto di YaHeHe'eL. Non "guardo solo verso", ma "guardo soltanto verso" – esclusivamente, unicamente, totalmente.
Se questa frase ti suona vera, se la senti risuonare dentro come qualcosa che hai sempre saputo ma mai detto, allora questo articolo era per te.
Vola, palloncino.
Ma ricorda: anche Alice esiste.
E il filo, per quanto sottile, può essere scelto consapevolmente – non come catena ma come connessione, non come peso ma come servizio.
"Tuttiedueglideiele".
Entrambi i mondi. Nello stesso sguardo.
Questa è la promessa impossibile di YaHeHe'eL.
E tu puoi renderla possibile.
📚 Fonti e Approfondimenti
Questo articolo si basa esclusivamente sugli insegnamenti di Igor Sibaldi. Per approfondire:
Opere di Igor Sibaldi
[1] Libro degli Angeli - Che Angelo sei? - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Contiene l'analisi completa degli Angeli con etimologia, claviculae, caratteristiche evolutive.
[2] Libro degli Angeli E dell'Io celeste - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Approfondimento sulle gerarchie angeliche e il percorso dell'Io superiore.
[3] Agenda degli Angeli - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Guida pratica quotidiana per lavorare con le energie angeliche.
[4] Corso degli Angeli - Igor Sibaldi Corso completo
Corsi e Approfondimenti
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[7] Yod (י) - La Manifestazione / La Mano
[8] He (ה) - Il Respiro che Porta nel Mondo / La Finestra
[9] He (ה) - La doppia lettera
[10] Alef (א) - Il Respiro Infinito
[11] Lamed (ל) - L'Elevazione / Il Pungolo
📚 LINK ANGELI
13 YeSaLe'eL - "L'Angelo del Prossimo Sesso" (21pm-26 maggio) Anima-tv
14 MeBaHe'eL - "L'Angelo della Giustizia" (27-31 maggio) Anima-tv
63 'aNaWe'eL - "L'Angelo dell'Audacia" (30pm gennaio-4am febbraio) Anima-tv
64 MeḥiY'eL - "L'Angelo degli Impazienti" (4pm-9am febbraio) Anima-tv
Il Coro degli Arcangeli
Gli Arcangeli nel sistema di Sibaldi
I Gruppi Angelici
Gli Angeli dell'Ipersessualità
Gli Angeli delle Altre Dimensioni
Gli Angeli delle Vette
Disclaimer:
Questo articolo è una rielaborazione personale, a fini di studio e divulgazione, basata sugli insegnamenti angelologici di Igor Sibaldi ed è proposto come strumento di crescita personale. Le informazioni presentate hanno finalità evolutive e non sostituiscono percorsi professionali qualora necessari.
Il testo non è stato scritto, approvato o rivisto da Igor Sibaldi. Le interpretazioni, le sintesi e le eventuali integrazioni sono responsabilità esclusiva dell'autore e non riflettono necessariamente in modo letterale il pensiero di Sibaldi.
L'angelologia di Igor Sibaldi è un sistema di conoscenza personale, non una dottrina religiosa né una pratica esoterica; viene qui utilizzata come strumento per comprendere e attivare i propri talenti psicologici e spirituali.
Le citazioni dirette di Igor Sibaldi sono indicate tra virgolette; tutte le altre formulazioni sono rielaborazioni e interpretazioni personali dell'autore.






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