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# 70 YaBaMiYaH: L'Angelo che dà importanza a tutto ciò che esiste

  • 6 mar
  • Tempo di lettura: 25 min

Nuovo! - Audio AI: riflessioni ragionate dall'articolo.

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Copertina Angelo #70 YaBaMiYaH: L'energia di chi dà importanza a tutto ciò che esiste

# 70 YaBaMiYaH

L'Angelo che dà importanza a tutto — e a tutti


"Vista da quassù la Terra è bellissima: non ha le frontiere!"



Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Prologo

🌟 PROLOGO


Il Re che non ha bisogno di vincere


Ti sei mai trovato in una stanza piena di gente ambiziosa, tutti che corrono verso qualcosa, tutti che si misurano con tutti — e tu, nel mezzo, ti guardavi intorno con una calma non competitiva: nessuno da battere, nessuno da superare?


Ti sei mai chiesto perché certe persone sembrano avere già tutto — senza aver lottato per ottenerlo? Non per fortuna, non per eredità. Per qualcosa che portano dentro, come una memoria antica, strutturale. Camminano nel mondo con gli occhi larghi, non stretti. Vedono il tutto, non il dettaglio che divide.


Ti sei mai sentito chiamato a fare qualcosa di grande — non per emergere, non per primeggiare, ma per organizzare, per contenere, per fare in modo che gli altri brillino mentre tu stai un passo indietro, tranquillo, soddisfatto di questa regia invisibile? Come un regista che non vuole stare sul palco, ma che sa esattamente dove mettere ogni attore perché lo spettacolo sia perfetto.


Non è cinismo, distacco emotivo o superbia. È il richiamo dell'Angelo YaBaMiYaH — l'Angelo dell'importanza, colui che dà importanza a tutto, a tutti, equamente, senza gerarchie, senza invidie, senza frontiere.



INDICE COMPLETO DELL'ARTICOLO


Il Re che non ha bisogno di vincere


📖 PARTE I — CHI TI STA CHIAMANDO

* YaBaMiYaH: l'Angelo dell'importanza

* Carta d'Identità Angelica

* Il Gruppo degli Angeli dei Re


🔤 PARTE II — LA STRUTTURA DI YABAMIYAH

* YOD — L'Occhio che vede e percepisce

* BET — La Casa (L'interiorità)

* MEM — L'Orizzonte totale

* La Radice YiBe': far sì che la visione generi energia

* La Formula Completa: YBM + YaH


🗝️ PARTE III — LE CLAVICULAE DELL'IMPORTANZIELE

* Avere tutto

* Saper coltivare l'amore per la bellezza


🌑 PARTE IV — QUANDO L'ENERGIA SI ROVESCIA

* La paralisi e l'invidia per dispetto

* La patina didattica

* Personaggi storici: luce e ombra


🌱 PARTE V — USARE QUESTA ENERGIA

* Affermazioni

* Invocazione

* Esercizi operativi:

* Dal Cono al Cerchio: la pratica delle uguaglianze

* L'Esercizio dello Specchio (lo strip-tease dell'anima)

* Per i bambini nati tra il 6 e l'11 marzo (L'educazione senza competizione)

* Professioni e ambienti




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Disclaimer: Questo articolo è una rielaborazione personale, a fini di studio e divulgazione, basata sugli insegnamenti angelologici di Igor Sibaldi. Ed è proposto come strumento di crescita personale. Continua a leggere...

PARTE I — CHI TI STA CHIAMANDO

YaBaMiYaH: l'Angelo dell'importanza


C'è un tipo di persona che entra in una stanza e non cerca nessuno in particolare — eppure, alla fine, ha parlato con tutti. Non perché sia estroversa o ambiziosa. Perché considera ciascuno degno della stessa attenzione. Non finge. Non coltiva relazioni per interesse. Guarda, e ciò che guarda diventa reale, importante, degno di attenzione — non per affetto, ma per riconoscimento.


Questa è l'energia di YaBaMiYaH. Non è un sentimento vago. È una struttura precisa, racchiusa nella lettura simbolica proposta da Sibaldi: la radice (יבא) YiBe' richiama l'idea di "importare" (portare dentro). YiBe' indica «il far sì che una cosa vista generi energia, trasformando ogni percezione in forza viva». "Io considero le cose nel loro insieme" — questa è la sua firma. Non vede parti, fazioni o élite. Vede l'insieme delle parti, il tutto. Applicare questa energia significa abituarsi a "dar uguale importanza a un cane e al suo padrone, a un capo e ai suoi sudditi", abolendo ogni gerarchia mentale.


Sibaldi lo chiama affettuosamente "Importanziele" — l'Angelo che importa, che porta dentro, che fa sì che ciò che esiste fuori generi qualcosa dentro. Una visione così totale e non gerarchica da sembrare quasi impossibile. Eppure è operativa, concreta, quotidianamente praticabile.


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Carta d'Identità

📋 Carta d'Identità Angelica


Nome: יבמיה YaBaMiYaH (ya-ba-mi-yah)

Composto dalle lettere: YOD (י) — BET (ב) — MEM (מ) + desinenza YaH


Significati:

"L'Angelo dell'importanza" [3] — colui che dà importanza a tutto ciò che l'orizzonte contiene

La radice YiBe' significa "importare" (portare dentro): nella lettura simbolica proposta da Sibaldi, "il far sì che una cosa vista generi energia


Traduzione forzata (Sibaldi): "Importanziele" [4]


Le lettere rivelano: YOD — il percepire, l'attenzione che vede. BET — l'interiorità, lo spazio protetto in cui la visione si sedimenta. MEM — l'orizzonte totale, la superficie che abbraccia tutto senza escludere nulla. Insieme indicano "la capacità di ritenere importante tutto ciò che l'orizzonte contiene — di trasformare ogni cosa, ogni persona in un generatore di tua energia".


Appellativi:

L'Angelo dell'importanza

Importanziele

L'Angelo della visione panoramica


Periodo di Influenza: Dalla sera del 6 alla mattina dell'11 marzo.


Coro Angelico: Angeli — 'iŠiYM (אישים), che significa "poter estendere la conoscenza" o "individuo"


Nel sistema angelologico di Sibaldi, gli Angeli ('iŠiYM) costituiscono la nona e ultima sfera, "l'estrema propaggine, il confine dell'invisibile". Il loro nome in ebraico antico contiene due radici potenti: ('eŠ) significa "fuoco" — il poter estendere la conoscenza; ('iYŠ) significa "individuo" — il poter vedere l'estendersi della conoscenza. Sono, visti dal basso, "la prima soglia dei cieli: la porta di tutte le possibilità, i custodi dell'Aldilà, la sorgente di ogni creatività e ispirazione". Visti dall'alto, sono "i rifinitori delle forme, dei limiti, dei talenti del nostro io".


La loro immagine meditativa è quella del foglio bianco e dell'alba. Non il bianco del vuoto, ma "come la luce ancora bianca dell'alba, o il bianco del foglio di carta su cui stai per scrivere ciò che in te ha quasi preso forma, e non è ancora deciso, e può trasformarsi ancora". È il luogo in cui "possibilità e necessità, libertà creativa e destino si incontrano e confluiscono, come le acque di due diversi fiumi, in un unico corso".


Gruppo: Gli Angeli dei Re


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Angeli del gruppo dei Re

👑 Il Gruppo degli Angeli dei Re


YaBaMiYaH appartiene alla famiglia degli Angeli dei Re, insieme a HaSiY'eL, YeḤuWYaH e PhuWiY'eL. Attenzione: non si tratta di un'élite superiore agli altri, né di un gruppo di potere. Nell'angelologia di Sibaldi non esiste una gerarchia di valore. Gli Angeli dei Re sono semplicemente energie caratterizzate da una profonda compiutezza strutturale.


Chi si riconosce in questa energia porta in sé una struttura psichica particolare: è come se avesse già sperimentato ogni forma di possesso e di successo. Per questo motivo, la loro seconda voce delle Claviculae recita: "Avere tutto". Avendo già tutto, sono privi di ambizioni competitive. Il loro orizzonte è perfettamente sgombro. Non hanno bisogno di lottare, di vincere o di dimostrare nulla a nessuno: il loro vero talento è guardare il mondo per comprenderlo nel suo insieme. Non è una gerarchia morale. È una funzione psichica.


Ne conseguono tre tratti strutturali che accomunano tutti e quattro gli angeli del gruppo.


L'assenza di desideri competitivi. Il loro quoziente di desiderio, spiega Sibaldi, "non ha motivo di essere, perché dopo una vita da imperatrice cos'altro devo desiderare?". Capiscono le cose "in totale libertà, senza l'ansia di raggiungere qualche risultato più di altri".


La generosità come riflesso naturale. Non sentendosi in gara con nessuno, sviluppano "una qualità bellissima che è la generosità". Si guardano intorno e pensano: "guarda questa gente che ho intorno quanti bisogni che ha, aiutiamola un po'".


La libertà come lezione principale. Il traguardo evolutivo di tutto il gruppo è "la libertà. Una libertà variata, grande come tutto il pianeta e piena come tutto il pianeta. Una libertà dal giudizio degli altri, libertà dalla gara... pacatamente assoluta".


Tra i quattro angeli del gruppo, YaBaMiYaH occupa una posizione particolare: è "il più fantasioso e il più creativo" — nel senso di colui che riesce a includere tutto nel proprio orizzonte, senza restringerlo a parti o gerarchie. Qui "fantasioso" non indica evasione o immaginazione fine a sé stessa, ma la capacità di concepire più scenari, più possibilità, più combinazioni senza restringere l'orizzonte. Ma questa stessa capacità, se non viene ben orientata, diventa la sua principale trappola — come vedremo nella Parte IV.


I quattro Angeli dei Re:


# 9 HaSiY'eL "L'Angelo della Sapienza Generosa" (1-5 maggio)


# 33 YeḤuWYaH "L'Angelo del fascino" (3-8 settembre)


# 56 PhuWiY'eL "L'Angelo del Vento" (27-31 dicembre)


# 70 YaBaMiYaH "L'Angelo dell'importanza" (6-11 marzo)

PARTE II — LA STRUTTURA DI YABAMIYAH


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Le Lettere Ebraiche

Il Nome Ebraico: YOD — BET — MEM + YaH


Il nome YaBaMiYaH è composto da tre lettere ebraiche — YOD (י), BET (ב), MEM (מ) — seguite dalla desinenza YaH. Non si tratta di un generico principio divino: nell'angelologia sibaldiana, YaH indica, nell'interpretazione sibaldiana, l'energia del Nome che riguarda ciò che già esiste "il Dio delle cose che esistono già". E YaBaMiYaH fa esattamente questo: non inventa dal nulla, ma valorizza e approfondisce ciò che è già presente. Non è un'etichetta: è una formula. Ogni lettera descrive un movimento preciso della coscienza, e insieme disegnano la struttura operativa di questo angelo.


La lettura delle singole lettere rivela qualcosa di sorprendente: ciascuna è autonoma e precisa nel suo significato simbolico. È solo quando si uniscono nella radice YiBe' che nasce il concetto di "importare" — portare dentro ciò che si vede, trasformandolo in energia viva.



YOD [7] — L'Occhio che vede e percepisce


YOD (י) è il geroglifico di quella che Sibaldi definisce "l'attenzione estroversa". È "il dito che indica" e lo sguardo che gli obbedisce. È la lettera più piccola dell'alfabeto ebraico, eppure è la radice da cui nascono tutte le altre. Un punto. Un inizio. Un'attenzione che si posa.


Per YaBaMiYaH, questa lettera è il primo movimento: guardare. Non giudicare, non selezionare, non filtrare. Semplicemente posare lo sguardo su ciò che esiste. È un atto apparentemente semplice, ma in realtà radicale: la maggior parte delle persone guarda già con una griglia di importanze precostituite. L'Importanziele no. YOD viene prima di tutto.


Applicazione pratica: notare ciò che normalmente si salta. Il collega silenzioso. Il dettaglio trascurato. La persona che nessuno guarda. YOD è la capacità di vedere prima di decidere cosa vale.

BET [8] — La Casa dell'interiorità


BET (ב) è il geroglifico dell'interiorità. Sibaldi la descrive come "uno spazio protetto e attivo", la casa in cui ciò che viene percepito trova ospitalità. Non è un archivio passivo: è uno spazio vivo, in cui le percezioni entrano e si trasformano.


Nella struttura di YaBaMiYaH, BET è il secondo movimento: accogliere. Dopo che YOD ha visto, BET riceve. Ciò che viene guardato non rimane fuori — entra, trova spazio, diventa parte dell'orizzonte interiore. Per questo l'Importanzieliano non è mai indifferente: non perché si emozioni facilmente, ma perché la sua struttura psichica è costruita per contenere, non per respingere.


Applicazione pratica: creare spazio interiore per ciò che si incontra. Resistere all'impulso di classificare immediatamente come "importante" o "irrilevante". BET è la disponibilità a essere cambiati da ciò che si vede.



MEM [9] — L'Orizzonte totale


MEM (מ) è, secondo Sibaldi, il simbolo dell'orizzonte. Non di un orizzonte limitato, ma di quello totale — la linea che abbraccia tutto ciò che esiste nel campo visivo, senza esclusioni. MEM è l'immagine delle acque: superfici che si estendono in ogni direzione senza preferirne una.


Questa è la lettera centrale del nome, e non è un caso. MEM è il cuore operativo di YaBaMiYaH: la capacità di espandere lo sguardo fino a includere tutto. Non una direzione privilegiata. Non una gerarchia. Un cerchio che si allarga. È proprio a partire da questa lettera che Sibaldi costruisce la sua metafora più potente per questo angelo: "Se prima la tua attenzione somigliava a un cono puntato in una direzione soltanto, l'energia di quest'Angelo la trasforma in un cerchio che si estende, e che comincia a importare ondate di realtà verso il suo centro, che sei tu, a cui e per cui tutto, adesso, importa."


Applicazione pratica: quando si percepisce di stare restringendo l'attenzione — su un problema, su una persona, su una paura — MEM è il segnale per allargare. Riaprire il cerchio. Ridare importanza a ciò che era stato messo ai margini.


La Radice YiBe': far sì che la visione generi energia


Quando YOD, BET e MEM si uniscono nella radice (יבא) YiBe', nasce qualcosa di più della somma delle singole lettere. In geroglifico, YiBe' significa letteralmente "il far sì che una cosa vista generi energia". Non basta vedere (YOD). Non basta accogliere (BET). Non basta espandere l'orizzonte (MEM). Il compimento è che ciò che si vede diventi forza viva dentro di noi.


Sibaldi chiarisce il problema quotidiano che questa radice risolve: "Molte cose che secondo la maggioranza sono importanti non generano nulla dentro di te, ma solo nella CSC — nella Civiltà, Società, Cultura di massa — o in qualcuno a cui tu, la tua esistenza, la tua vita non importano affatto." Dare importanza alle cose sbagliate prosciuga. Dare importanza a ciò che realmente vediamo — con i nostri occhi, non con gli occhi della collettività — genera energia.


La domanda operativa di YaBaMiYaH è dunque:

quello che sto considerando importante lo è davvero per me, o lo è per qualcun altro?



La Formula Completa: YBM + YaH


"YaBaMiYaH viene così a indicare la capacità di ritenere importante tutto ciò che l'orizzonte contiene — cioè di trasformare ogni cosa, ogni persona in un generatore di tua energia."


O più concretamente: vedere senza filtri (YOD), accogliere senza resistenze (BET), espandere senza gerarchie (MEM), fino a che ciò che si vede non smette di essere materia inerte e diventa — per chi ha imparato a usare questa energia — combustibile per vivere.

PARTE III — LE CLAVICULAE DELL'IMPORTANZIELE


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH:Le Claviculae - Piccole chiavi interpretative

Le Claviculae — Le Piccole Chiavi

Le Claviculae sono formule sintetiche associate a ciascun angelo, parte di una tradizione esoterica antica. Non sono definizioni, non sono preghiere, non sono profezie. Sono, come le descrive Sibaldi, "piccole chiavi — e non porte! — offerte a molti, perché qualcuno le raccogliesse e si mettesse a cercare le serrature che potevano aprire". Vanno sempre lette come linguaggio cifrato, non alla lettera. Per YaBaMiYaH, le Claviculae recitano: "Avere tutto. Saper coltivare l'amore per la bellezza." Due frasi. Due compiti. Sibaldi avverte che nelle Claviculae "l'ordine delle frasi è significativo: la prima indica generalmente la dote principale o il compito che l'individuo deve sviluppare per prima cosa." Il primo grande compito evolutivo di chi usa questa energia è dunque "Avere tutto" — e solo dopo, coltivare la bellezza.



🌍 1. Avere tutto

L'abbondanza come punto di partenza


"Avere tutto" non è un'aspirazione. Non è un obiettivo da raggiungere. È una constatazione strutturale: chi si riconosce in questa energia porta già in sé una completezza di fondo. Sibaldi lo decodifica con precisione: "Le Claviculae dicono «Avere tutto», nel senso che hanno già tutto, non gli manca niente."


Ma attenzione: questa completezza non è comfort o inerzia. È il contrario. Sibaldi specifica che "il loro problema è semmai usare questa abbondanza per gli altri." Non è una responsabilità morale. È un problema dinamico: se questa abbondanza non viene messa in circolo, ristagna.


Questa è la struttura psichica che genera la generosità spontanea degli Angeli dei Re: non la generosità di chi rinuncia a qualcosa, ma quella di chi dà perché dentro di sé non manca nulla.


Come si applica quotidianamente: ogni volta che si percepisce il bisogno di competere, di accumulare, di dimostrare, è il segnale che ci si è allontanati da questa prima voce delle Claviculae. Il richiamo di YaBaMiYaH è: "Ho già tutto. Da qui posso dare."


La regia benevola. Il campo in cui questa abbondanza si esprime con più naturalezza è quello della guida degli altri. Sibaldi descrive il "mantra" interiore dell'Importanzieliano in azione: "Voi che cercate il successo, voi che cercate l'affermazione, vi guido io, vi porto io, non vi faccio nessuna concorrenza, io vi faccio splendere, senza sentirmi assolutamente messo in discussione da voi." Il regista che non vuole stare sul palco. L'insegnante che non si sente minacciato dal talento degli allievi. Il consigliere che non ha secondi fini. Questa è la forma più alta dell'energia "Avere tutto": trasformarla in servizio.


Il rapporto con la gloria.

Un dettaglio rivelatore: gli Importanzieliani non sentono il bisogno di essere riconosciuti. Sibaldi lo illustra con Manzoni: "Un importanzieliano che si preoccupa della gloria, ma che scherzi. Che mi serve? Per dimostrare quanto valgo? Ma io l'ho sempre saputo. Devo anche dimostrarlo adesso? No." Chi ha già tutto non ha bisogno di prove.



🌸 2. Saper coltivare l'amore per la bellezza

La seconda Voce delle Claviculae come compito evolutivo


La seconda frase delle Claviculae — "Saper coltivare l'amore per la bellezza" — non è un optional estetico. È un compito evolutivo preciso, strettamente connesso alla struttura panoramica di questo angelo.


Chi ha un orizzonte totale, che include tutto equamente, corre un rischio specifico: la dispersione. Vedere tutto con la stessa importanza può portare a non scegliere nulla, a restare immobile di fronte a troppe possibilità ugualmente valide. La coltivazione della bellezza è l'antidoto strutturale a questa paralisi. YaBaMiYaH non sceglie per esclusione. Sceglie per armonizzazione.


Saper coltivare significa non solo apprezzare la bellezza passivamente, ma creare le condizioni perché essa fiorisca — nei progetti, nelle relazioni, negli ambienti. È la vocazione del giardiniere, del regista, del gallerista, del direttore d'orchestra: non essere l'artista in prima linea, ma fare in modo che l'insieme sia armonioso, che ogni parte trovi il suo posto nell'opera complessiva.


Vita Sackville-West che crea giardini straordinari. Luca Ronconi che fa brillare ogni attore senza sovrastarlo. Oreste del Buono che "metteva in scena il mondo" dalla direzione di Linus senza mai cercare il palcoscenico per sé. Questi sono esempi concreti di come la seconda voce delle Claviculae si manifesta nella vita reale: non nell'opera d'arte firmata, ma nell'ambiente curato, nell'insieme orchestrato, nel talento altrui portato alla luce.


Come si applica quotidianamente: riconoscere dove la bellezza è già possibile e favorirne la fioritura. Non come decorazione, ma come atto di rispetto per ciò che esiste già. "Avere tutto" e poi farlo fiorire.


PARTE IV — QUANDO L'ENERGIA SI ROVESCIA

Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Il lato ombra dell'energia 70 YaBaMiYaH

La paralisi e l'invidia per dispetto


Ogni energia angelica ha un lato ombra. Non è una colpa, non è un destino: è il rovescio strutturale dello stesso talento. Per YaBaMiYaH, il rischio nasce esattamente dalla sua forza principale: l'orizzonte totale, la capacità di vedere tutto con uguale importanza.


Sibaldi osserva che, nel gruppo, YaBaMiYaH manifesta una creatività panoramica e una fantasia inclusiva. Ma questa stessa qualità porta con sé una trappola: "tutte le professioni e tutti i passatempi li attraggono — contemporaneamente! La conseguenza è che gli Yabamiyah si ritrovino per lungo tempo a non fare proprio nulla, paralizzati da tanti impulsi uguali e contrari."


Quando tutto sembra ugualmente importante, niente diventa urgente. Il cerchio si allarga fino a perdere il suo centro. L'Importanzieliano resta immobile — non per pigrizia, ma per eccesso di possibilità.


Il segnale di allarme. Quando questa paralisi si installa, l'energia si converte nel suo opposto più insidioso. Invece di guidare gli altri con generosità, l'Importanzieliano sviluppa "un'emulazione di pessima specie, nutrita non dal gusto della gara, ma dal dispetto e dall'invidia, nel vedere altri appassionarsi a qualcosa di preciso, e dalla voglia di guastargli la festa dimostrando di essere migliori di loro."


È un'inversione netta: da chi dà importanza a tutti, a chi la nega agli altri per dispetto. Da regista benevolo a correttore astioso. Il campanello d'allarme è preciso: quando si sente il desiderio di sminuire l'entusiasmo altrui, non per convinzione, ma per fastidio — quella è l'ombra di YaBaMiYaH in azione.


L'antidoto non è la forza di volontà. È la scelta per armonizzazione: scegliere un campo, un progetto, una direzione — non per escludere le altre, ma per dare al cerchio un centro operativo da cui agire.

YaBaMiYaH non decide contro qualcosa. Decide a favore di un'armonia.



La patina didattica


C'è un secondo rischio, più sottile, legato alla seconda voce delle Claviculae. YaBaMiYaH ha una percezione superiore del mondo: "si rende conto di vedere d'improvviso, e a colpo sicuro, altrettanto bene in se stesso e negli altri." Questa lucidità totale è un dono. Ma quando viene applicata alla pura creatività artistica, può diventare un ostacolo.


Sibaldi avverte: "Se la applicano all'arte, permetterà loro di produrre opere valide solo quando è sostenuta da una profondissima cultura: come fu per gli Yabamiyah Alessandro Manzoni o Maurice Ravel — e anche allora apparirà sempre velata da una patina un po' didattica, del genere «ti spiego io come si fa»."


Chi sa tutto con uguale chiarezza fatica a calarsi nell'oscurità necessaria all'arte. Lo scrittore creativo, spiega Sibaldi, "è quello che ha un sacco di problemi, conflitti da scoprire, zone oscure in cui scavare proprio come un minatore." Tende ad avere meno zone irrisolte da esplorare. La sua interiorità è chiara, sgombra. Per questo la sua arte rischia di risultare manierata, didascalica, priva di quella tensione irrisolta che rende un'opera viva.


Negli altri casi — senza una cultura vastissima di base — i risultati, avverte Sibaldi, rischiano di risultare vacui, sforzati o manierati, alimentati più dalla vanità e dall'orgoglio che non da autentici contenuti.


La soluzione non è rinunciare all'arte. È applicare il talento in forma critica: come traduttore, gallerista, critico, organizzatore, regista. Non fare l'opera, ma creare le condizioni perché l'opera degli altri raggiunga la sua forma migliore.



Il paradosso sentimentale


L'energia panoramica di YaBaMiYaH crea difficoltà anche nella vita affettiva. La ragione è strutturale: "per gli Yabamiyah non c'è nulla che conti più di qualcos'altro, e il tutto — l'orizzonte, appunto — è per loro sempre più importante di ogni sua singola parte."


In amore questo si manifesta come indecisione cronica, una dinamica simile al celebre paradosso dell'asino di Buridano. Sibaldi è diretto: gli Yabamiyah "non solo sono notoriamente indecisi (talvolta anche la loro vera identità sessuale rimane a lungo un problema), ma anche quando sembrano aver preso finalmente una decisione, hanno sempre l'aria di chi ogni giorno ci voglia ripensare." I partner faticano a percepire in loro la passionalità, perché nessuno occupa mai il centro esclusivo dell'orizzonte.


Il rischio più grave, se questa indecisione non viene affrontata, è la disgregazione: "assumere cioè, per eccesso di creatività, tanti volti diversi quanti sono i loro legami, e di non sapere proprio più chi e dove sono davvero."


La direzione indicata da Sibaldi è secca: "Molto meglio che si facciano forza e tentino, nonostante tutto, di impegnarsi costruttivamente in una relazione sola."


Non per moralismo. Per coerenza energetica: anche in amore, il cerchio ha bisogno di un centro.


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: I Personaggi Storici

Personaggi storici: luce e ombra


Alessandro Manzoni (7 marzo 1785)


Manzoni è l'esempio più eloquente sia del dono che del limite di YaBaMiYaH. Ne I Promessi Sposi ha fatto esattamente ciò che la sua struttura imponeva: ha inserito tutto. "Spagnoli, italiani, paesaggi di vario genere, la Peste, i vari gradi della società, tutti i vari ceti, si vedono tutti, Milano intera." Un orizzonte totale, trasformato in romanzo.


Ma Sibaldi segnala anche ciò che manca: "Una cosa manca, la trama, una trama forte. Per cui tutto — ma che ci sia in quel tutto una direzione, una trama che giustifichi quel tutto — Manzoni non sente questo problema." L'Importanzieliano include tutto, ma fatica a scegliere una direzione che escluda le altre.


Il celebre "Il 5 Maggio" è la dimostrazione del rovescio: Sibaldi arriva provocatoriamente a definirla "sicuramente una delle più brutte poesie della storia d'Italia." Eppure ebbe un successo planetario. Perché? Perché Manzoni aveva proiettato in Napoleone l'ideale angelico: "aveva preso per sé tutto — tutto il prendibile, dalle alpi alle piramidi — lui lo ama, lo venera in quella poesia, con una tale passione, angelologicamente fondata." Non era ammirazione letteraria. Era riconoscimento strutturale.


Maurice Ravel (7 marzo 1875)


Ravel è l'altro lato della stessa medaglia. Genio musicale innegabile, ma la sua opera porta quella "patina didattica" di cui parla Sibaldi: è sempre spiegazione magistrale, costruzione perfetta, architettura sonora esemplare. Non tormento. Non oscurità. Chiarezza totale — a volte fredda.


Amerigo Vespucci (9 marzo 1454)


Vespucci non ha "scoperto" l'America nel senso tradizionale. Ma ha fatto qualcosa di più tipicamente Importanzieliano: l'ha inquadrata. "Ha descritto tutto quello che veniva scoperto. Ha fatto le carte. Pensavano che fosse l'estrema propaggine dell'Asia. E lui dice: no, secondo me è un altro continente." La visione panoramica applicata alla geografia. Non la conquista, ma la comprensione del tutto.


Jurij Gagarin (9 marzo 1934)


Gagarin è il simbolo perfetto di YaBaMiYaH: il primo uomo ad avere fisicamente la visione panoramica totale del pianeta. La sua citazione riassume l'essenza dell'angelo con una semplicità disarmante: "Vista da quassù la Terra è bellissima: non ha le frontiere!" Nessuna gerarchia. Nessuna divisione. Solo il cerchio completo.




PARTE V — USARE QUESTA ENERGIA


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Le Invocazioni e Le Affermazioni

Affermazioni


Le affermazioni sono frasi brevi da ripetere nei momenti in cui si sente il cerchio restringersi — quando si torna al cono, alla gerarchia, alla competizione. Non sono formule magiche. Sono promemoria operativi che riallineano l'attenzione verso l'energia di YaBaMiYaH.


Ho già tutto. Da qui posso dare.

Ciò che vedo ha valore. Ciò che incontro conta.

Non devo dimostrare nulla a nessuno.

Il mio orizzonte è aperto. Non escludo. Armonizzo.

Ogni persona che incontro oggi è degna della stessa attenzione.

Non sono in gara. Sono in regia.

La bellezza è già qui. Io la riconosco e la faccio fiorire.



Invocazione


Attenzione: per invocazione qui non si intende una preghiera a un'entità alata fuori di noi, come ci ha abituati il culto popolare. Nell'angelologia di Sibaldi gli angeli sono correnti di energia. L'invocazione è un promemoria interiore, uno strumento per ripeterci le indicazioni di YaBaMiYaH, allineare la nostra attenzione e orientarci in quella direzione fino a incarnarla. Non si prega l'Angelo. Si impara a essere l'Angelo.


YaBaMiYaH, Angelo dell'importanza,

oggi allargo il mio cerchio.

Non scelgo per esclusione — scelgo per armonia.

Ciò che vedo diventa energia.

Ciò che incontro acquista realtà per me.

Non cerco di dimostrare nulla.

Ho già tutto. Da qui, posso dare.


Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Gli Esercizi Operativi

Esercizi operativi



Dal Cono al Cerchio: la pratica delle uguaglianze


Quando usarlo: ogni volta che ci si accorge di stare dando importanza selettiva — a una persona, a un problema, a una categoria — escludendo il resto del campo visivo.


Come funziona: Sibaldi descrive una trasformazione visiva precisa. Normalmente la nostra attenzione "somigliava a un cono puntato in una direzione soltanto." L'energia di YaBaMiYaH "la trasforma in un cerchio che si estende, e che comincia a importare ondate di realtà verso il suo centro, che sei tu, a cui e per cui tutto, adesso, importa."


L'esercizio pratico consiste nell'applicare una serie di uguaglianze progressive. All'inizio, avverte Sibaldi, "può anche essere imbarazzante ritenere tutto importante" — ma è esattamente questa resistenza il punto di partenza.


Prima uguaglianza — abolire le gerarchie relazionali: dare uguale importanza a un cane e al suo padrone, a un capo e ai suoi sudditi, ai propri pregi e ai propri difetti.


Seconda uguaglianza — abolire i pregiudizi collettivi: arrivare a "dare uguale importanza a tutte le religioni, ovvero a considerarle come altrettanti capolavori dell'umanità"; dare uguale importanza a tutte le razze, a tutti gli Stati, a tutte le correnti politiche, alle donne e agli uomini.


Terza uguaglianza — il salto quantico: "dar uguale importanza anche a te stesso e a chiunque altro." Sibaldi svela l'inganno della CSC — Civiltà, Società, Cultura di massa — che ci impone di pensare a noi stessi in modo diverso da come pensiamo agli altri, per "tutelare gli interessi del tuo io contro quelli degli altri." Questa separazione è "un fastidioso freno alla tua evoluzione."


Perché funziona: quando si impara a ragguardarsi con la stessa oggettività con cui si guarda il mondo, "diventa assai più facile accorgersi di ciò che in noi è fermo, inerte, limitato, vile, come anche di ciò che in noi è bello, promettente, aperto, ampio." Sibaldi fa notare che in Occidente questa suprema dote angelica ha preso il nome di "fraternità" — ma l'angelologia la conosceva millenni prima.


Segnale che stai sbagliando: se l'esercizio produce giudizio invece di comprensione — se "dare uguale importanza" diventa un modo per relativizzare tutto senza muoversi — il cerchio si è allargato ma ha perso il suo centro. Ricorda: YaBaMiYaH non dissolve. Armonizza.



L'Esercizio dello Specchio (lo strip-tease dell'anima)


Quando usarlo: nei giorni dal 6 all'11 marzo, o in qualsiasi momento in cui si sente il peso del giudizio altrui o delle proprie illusioni su se stessi.


Dove: davanti a uno specchio, con tempo sufficiente per un'osservazione reale.


Come funziona: Sibaldi descrive questo esercizio come un'osservazione accurata e progressiva. "Oggi ti guardi allo specchio sul serio. Non un'occhiata così, per vedere se tutto è più o meno al suo posto, ma un'osservazione accurata e obiettiva."


Il primo strato da rimuovere sono le illusioni su se stessi: "Illusioni belle: credi di essere chissà chi. Illusioni brutte: credi di non essere nessuno. Togliamolo, il velo." Sibaldi suggerisce di aiutarsi osservando dettagli fisici inconsueti: "E le mani come sono, viste di lato? E i gomiti? Fa un effetto sempre più strano."


Ma il vero lavoro viene dopo. "Sotto, poi, ci sono altri veli che vanno tolti, e sono le preoccupazioni per ciò che gli altri vedono o non devono vedere di te, e altro che velo! È un cappotto, una cappa addirittura." Gli altri da cui ci si deve spogliare sono tutti: "amanti, genitori, parenti, conoscenti, amici, passanti. E perfino persone che non hai ancora incontrato: anime gemelle, nemici acerrimi, grandi guru."


Sibaldi chiama questo processo uno "strip-tease piuttosto impegnativo" — non nel senso fisico, ma nel senso di togliere strato dopo strato tutto ciò che si indossa per gli occhi altrui, fino a restare con ciò che si è davvero.


Perché funziona: è l'applicazione diretta della terza uguaglianza — guardarsi con la stessa oggettività con cui si guarda il mondo. Non con indulgenza. Non con durezza. Con la stessa chiarezza panoramica che YaBaMiYaH applica a tutto ciò che vede.


Segnale che stai sbagliando: se lo specchio diventa occasione di autocritica o di compiacimento — se si finisce per aggiungere strati invece di toglierli — l'esercizio si è invertito.

Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: I Bambini

Per i bambini nati tra il 6 e l'11 marzo

L'educazione senza competizione


Come riconoscere questa struttura


I bambini YaBaMiYaH tendono a mostrare sin da piccoli una naturale apertura verso tutto e tutti. Non hanno un solo interesse fisso: si appassionano a molte cose contemporaneamente, cambiando frequentemente centro di attenzione. Sono generosi per struttura, non per educazione. Faticano a competere — non per mancanza di capacità, ma perché la logica della gara è estranea alla loro natura.


Possono sembrare dispersivi, incostanti, poco determinati. In realtà stanno semplicemente abitando il loro orizzonte naturale: ampio, inclusivo, non gerarchico.


Cosa può aiutarli a crescere in equilibrio


Il genitore che serve a un bambino YaBaMiYaH non è un allenatore né un giudice. È un modello. Sibaldi è preciso: "Ai piccoli YaBaMiYaH occorre un modello di certe virtù, alle quali altrimenti tenderebbero a dar troppo poco peso nella vita: costanza, concretezza, ordine, passione per un qualche ideale e soprattutto integrità. Ma attenzione: un modello, e non un sergente."


Come si trasmette questo modello senza imporre? Sibaldi indica il metodo: "Date loro l'impressione che vi divertiate molto a essere così ligi alla vostra immagine di persona che si rispetti." Non ordini. Non rimproveri. Dimostrazione viva.


Se il bambino ha l'abitudine di promettere e non mantenere, la risposta non è la sgridata. "Stringetevi nelle spalle e fate loro capire chiaramente che non sanno cosa si perdono, a far così. Intuiranno, vi ammireranno e ci penseranno su, non senza profitto."


I rischi se non vengono compresi


La regola d'oro riguarda la competizione: Sibaldi la indica come il punto debole permanente di questa struttura. La trovi espressa per intero nel paragrafo successivo.


Un bambino YaBaMiYaH spinto a competere non diventa più determinato. Diventa confuso, poi risentito, poi — nel peggiore dei casi — sviluppa quella forma di invidia per dispetto che abbiamo visto nella sezione ombra. Il danno non è alla performance. È all'identità.


La regola d'oro per i genitori, avverte Sibaldi, è una sola: "Bandite dal vostro linguaggio tutte le voci del verbo «Essere migliore di...» È e sarà questo, sempre, il punto debole degli YaBaMiYaH; mostrate che secondo voi ogni individuo è unico e si misura solo con se stesso. Risparmierete loro, e ai loro amici e congiunti, una notevole mole di sofferenze."


Il dono se vengono accompagnati bene


Un bambino YaBaMiYaH cresciuto senza la pressione della gara sviluppa qualcosa di raro: la capacità di vedere ogni persona come unica, di dare importanza a ciascuno senza gerarchie. Come ricorda Sibaldi: ogni individuo è unico e si misura solo con se stesso.



Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Ambienti favorevoli e sfavorevoli

Professioni e ambienti


Ambiti in cui questa struttura può esprimersi bene


L'energia di YaBaMiYaH trova la sua forma migliore nei ruoli in cui si gestisce il tutto da una posizione di regia — non sul palcoscenico, ma dietro le quinte. Il regista che non si vede ma fa andare avanti gli altri. L'insegnante che "capisce qualsiasi suo allievo" senza sentirsi mai in competizione con i loro talenti. Il direttore editoriale che "mette in scena il mondo" senza cercarne il protagonismo.


Sibaldi indica con precisione le forme professionali più adatte: ottimi traduttori; quelli portati per la pittura, geniali galleristi, critici o storici dell'arte; quelli portati per la musica, perfetti docenti od organizzatori di concerti; magistrali registi che da dietro le quinte guidino gli altri a dare il meglio di sé. E ancora: felici albergatori, direttori di agenzie turistiche, gestori di ristoranti in luoghi pittoreschi — "tutti registi anch'essi, a modo loro."


Per chi ha un orizzonte globale: esperti di import-export, consiglieri, giornalisti con vocazione alla direzione editoriale, creatori di paesaggi e giardini. Tutto ciò che richiede visione d'insieme senza imporre una direzione esclusiva.


Non professioni da evitare, ma ambienti difficili


Non esistono mestieri vietati per YaBaMiYaH. Esistono contesti che possono logorare questa struttura.


Tendono a essere faticosi gli ambienti fortemente competitivi, dove il valore si misura esclusivamente sul confronto con gli altri. I ruoli che richiedono di essere sempre in prima linea, sempre visibili, sempre protagonisti — senza spazio per la regia invisibile. I contesti che impongono un'unica specializzazione stretta, senza possibilità di abbracciare l'insieme.


Il problema non è il mestiere. È l'assenza di orizzonte.


La necessità di solitudine. Un dettaglio pratico spesso sottovalutato: nonostante l'empatia globale, i protetti di YaBaMiYaH hanno un profondo bisogno di privacy. "Al pubblico essi preferiscono di gran lunga il raccoglimento, con immense dosi di tempo libero tutto per loro, con pochi, pochissimi amici ammessi a fare sporadica compagnia." Non è antisocialità. È il modo in cui il cerchio si ricarica.



Infografica Angelo 70 YaBaMiYaH: Epilogo

EPILOGO



Il cerchio e il centro


C'è un paradosso al cuore di YaBaMiYaH. Chi dà importanza a tutto rischia di non avere un centro. Chi include tutto rischia di non scegliere nulla. Chi vede l'orizzonte intero rischia di restare immobile.


Ma il paradosso si risolve quando si capisce che il centro non è un'esclusione. È un'armonizzazione. YaBaMiYaH non sceglie contro qualcosa. Sceglie ciò che tiene insieme. E l'armonia non riduce l'orizzonte — lo rende abitabile.


Gagarin aveva visto la terra senza frontiere. Ma era partito da un posto preciso, con una direzione precisa, per poterla vedere così. Il cerchio totale era possibile perché c'era un centro da cui guardare.



La discesa operativa


L'energia di YaBaMiYaH non è contemplativa. Non basta vedere il tutto — bisogna farlo entrare dentro, trasformarlo in forza viva. YiBe': il far sì che una cosa vista generi energia.


Ogni giorno si può scegliere: restare nel cono — una direzione sola, una gerarchia sola, un'importanza sola — oppure espandere il cerchio. Non è una scelta una volta per tutte. È una pratica quotidiana. Non richiede perfezione. Richiede di ricominciare ogni volta che il cono si restringe.


Il regista non ha bisogno di stare sul palco per fare il suo lavoro. Ha bisogno di vedere tutto. E di fare in modo che ogni parte trovi il suo posto nell'insieme.



"Vista da quassù la Terra è bellissima: non ha le frontiere!"[3]



📚 Fonti e Approfondimenti


Questo articolo si basa esclusivamente sugli insegnamenti di Igor Sibaldi. Per approfondire:


Opere di Igor Sibaldi

[1] Libro degli Angeli - Che Angelo sei? - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Contiene l'analisi completa degli Angeli con etimologia, claviculae, caratteristiche evolutive.

[2] Libro degli Angeli E dell'Io celeste - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Approfondimento sulle gerarchie angeliche e il percorso dell'Io superiore.

[3] Agenda degli Angeli - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Guida pratica quotidiana per lavorare con le energie angeliche.

[4] Corso degli Angeli - Igor Sibaldi Corso completo


Corsi e Approfondimenti


 

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Le Lettere Sacre

[8] Bet (ב) — La Casa

[10] Yod (י) — La Manifestazione / La Mano

Il suffisso YaH (יה) — Yod + He — è la forma contratta del nome divino. Sigilla il nome dell'angelo come espressione diretta del principio creatore. Coro Angeli Lunari (Angeli # 65-72) - I Concretizzatori Lunari

Questo coro segue immediatamente gli Arcangeli. Mentre gli Arcangeli dissolvono il passato, gli Angeli Lunari concretizzano i desideri nel "mondo del fare".

# 65 DaMaBiYaH - "L'Angelo della Fonte della Saggezza" (9-14 febbraio)Anima-tv | Blog

# 66 MaNaQe'eL - "L'Angelo del Lavoro Interiore" (14-19 febbraio)Anima-tv | Blog

# 67 'AY'a'eL - "L'Angelo della Contemplazione Lungimirante" (19-24 feb)Anima-tv | Blog

# 68 ḤaBuWYaH - "L'Angelo dell'Audacia Diffusiva" (29 febbraio - 1 marzo)Anima-tv | Blog

# 69 Ra'aHa'eL - "L'Angelo del Ritrovamento" (1-6 marzo)Anima-tv

# 70 YaBaMiYaH - "L'Angelo del Terzo Re" (6-11 marzo)Anima-tv

# 71 HaYiYa'eL - "L'Angelo delle Armi Spirituali" (11-16 marzo)Anima-tv

# 72 MuWMiYaH - "L'Angelo della Rinascita Finale" (16-21 marzo)Anima-tv


I quattro Angeli dei Re:


# 9 HaSiY'eL "L'Angelo della Sapienza Generosa" (1-5 maggio) Anima-tv | Blog

# 33 YeḤuWYaH "L'Angelo del fascino" (3-8 settembre) Anima-tv | Blog

# 56 PhuWiY'eL "L'Angelo del Vento" (27-31 dicembre) Anima-tv | Blog

# 70 YaBaMiYaH "L'Angelo dell'importanza" (6-11 marzo) Anima-tv | Blog


Personaggi Storici Citati

Alessandro Manzoni (7 marzo 1785) Maurice Ravel (7 marzo 1875) Amerigo Vespucci (9 marzo 1454) Jurij Gagarin (9 marzo 1934)



Disclaimer:


Questo articolo è una rielaborazione personale,  a fini di studio e divulgazione, basata sugli insegnamenti angelologici di Igor Sibaldi ed è proposto come strumento di crescita personale. Le informazioni presentate hanno finalità evolutive e non sostituiscono percorsi professionali, terapeutici o religiosi  qualora necessari.

Il testo non è stato scritto, approvato o rivisto da Igor Sibaldi. Le interpretazioni, le sintesi e le eventuali integrazioni sono responsabilità esclusiva dell'autore e non riflettono necessariamente in modo letterale il pensiero di Sibaldi.

L'angelologia di Igor Sibaldi è un sistema di conoscenza personale, non una dottrina religiosa né una pratica esoterica; viene qui utilizzata come strumento per comprendere e attivare i propri talenti psicologici e spirituali.

Le citazioni dirette di Igor Sibaldi sono indicate tra virgolette; tutte le altre formulazioni sono rielaborazioni e interpretazioni personali dell'autore.


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