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Attraversare il Mare: Il simbolismo dei condizionamenti e le vie angeliche della libertà individuale

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Nota: Per una definizione sintetica del Mare come metafora, vedi la voce Mare (Metafora del) nel Glossario.


Attraversare il Mare

Il simbolismo dei condizionamenti e le vie angeliche della libertà individuale

Nell'angelologia di Igor Sibaldi, il Mare rappresenta la vita quotidiana intesa come l'insieme dei condizionamenti sociali, delle necessità materiali, delle opinioni altrui e delle scelte ripetitive che tendono a sommergere l'individuo nella "normalità" conformista. Non è un luogo fisico ma una condizione esistenziale: il territorio delle correnti collettive che trascinano chi non conosce la propria rotta.

Origine del Concetto

Il Passaggio del Mar Rosso

La metafora cardine proviene dal libro dell'Esodo (14:19-21), dove Mosè apre le acque del Mar Rosso pronunciando i 72 Nomi Angelici. Sibaldi interpreta questo episodio non come evento miracoloso ma come rivelazione psicologica: i 72 Nomi non sono invocazioni magiche ma corridoi energetici – vie personali che si aprono attraverso il mare dei condizionamenti quando l'individuo riconosce la propria energia angelica.

Le acque che si separano non sono H₂O che sfida la gravità, ma la massa indistinta delle abitudini collettive che si ritira per lasciare spazio a chi ha trovato la propria direzione interiore. I soldati del Faraone che vengono "sommersi" rappresentano coloro che vivono inconsciamente, trascinati dalle correnti dell'epoca, dalle mode, dalle "certezze dei molti" – chi non ha un Angelo proprio e quindi non ha una via propria.



Infografica: Il mare Simbolico

Altri Riferimenti Biblici

Il concetto del Mare attraversa tutta la Bibbia con sfumature diverse ma complementari:

Genesi (La Creazione): Prima della separazione delle acque esisteva il Tehom (תהום), l'Abisso – una massa densa e inerte, un "mare buio" dove lo sguardo non penetra e tutto è dissolto. La creazione avviene separando le "acque di sopra" (i cieli) dalle "acque di sotto" (il mare sotto la coscienza). Interessante notare che in ebraico "Cieli" si scrive SHaMaYM (שמים), letteralmente "Nome-tra-le-acque" – la sfera dei nomi e delle parole che confina con l'ignoto rappresentato dalle acque cosmiche.

Il Diluvio: Il MaBUL (מבול), il "grande gonfiarsi delle acque", simboleggia la perdita di senso del mondo vecchio. Quando l'evoluzione raggiunge il "grado noaico" – la scoperta di una dimensione interiore nuova – il mondo costruito da Yahweh (il Dio delle forme) si disgrega. Le acque del Diluvio sono la pressione del Nulla che schiaccia la vita nella dimensione materiale (adamah).

Il Mar Morto: Il Mare del Sale (MeLaH) rappresenta la concrezione delle maree dei sentimenti e della confusione – un luogo di squallore che blocca l'energia dell'umanità ('aDaM). Acque dove nulla può vivere, metafora di chi si è cristallizzato nelle proprie emozioni stagnanti.

Gesù che Cammina sulle Acque: L'immagine del discepolo (o di Gesù stesso) che non si lascia intimorire dal passato o dalle "leggi naturali del sottomondo", usando le acque come strada invece di temerle come abisso.

Riferimenti Iniziatici

Giona nel Grande Pesce e Pinocchio nel Pesce-cane: Essere inghiottiti da un grande pesce nel mare simboleggia l'entrata in una dimensione dove l'io vecchio viene annullato per permettere la scoperta dell'Io grande o del "Padre" (Geppetto) che si trova "agli ultimi sgoccioli". Il ventre del pesce è il laboratorio dell'iniziazione, dove l'involucro dell'io-bambino (la buccia asinina di Pinocchio) viene dissolto dalle acque per rivelare l'uomo interiore. Come dice Pinocchio: "Il mare ne fa di questi scherzi" – riconoscendo inconsciamente la funzione trasformativa delle acque iniziatiche.


infografica: Il Mare nell'Angelologia: Livelli di Significato

Il Mare nell'Angelologia: Livelli di Significato

Il Mare in Sibaldi non è un simbolo univoco ma un concetto stratificato che opera su diversi piani simultaneamente:

1. Livello Cosmologico: L'Abisso Primordiale

Nel racconto della Genesi, il Mare precede la forma. È il Tehom, l'Abisso – materia inerte prima che il Verbo ("Sia la luce") inizi il processo di separazione e definizione. Le "acque di sotto" rappresentano un mare senza nome che si estende sotto l'orizzonte della coscienza, dove lo sguardo e le parole non penetrano.

Questa dimensione cosmologica ci ricorda che il Mare non è solo una realtà sociale (i condizionamenti) ma anche una realtà ontologica: l'indefinito da cui emerge il definito, il caos da cui nasce il cosmos. Ogni volta che creiamo qualcosa di nuovo, stiamo separando le acque – distinguendo una forma dall'oceano dell'informe.

2. Livello Psicologico: L'Io e l'Anima

In un contesto più introspettivo, Sibaldi paragona la mente (l'io piccolo) a una barca su un oceano. La barca non può contenere l'oceano, così come la mente non può contenere l'immensità dell'individuo – quella che Sibaldi chiama l'Anima o l'Io grande.

L'uomo diventa "fortunato" – nel senso latino di fors, "caso" o "sorte" – quando si accorge che la sua mente è solo la barca, mentre la sua vera essenza è l'oceano stesso. Questo ribaltamento percettivo è cruciale: non siamo una cosa piccola (la barca) che viaggia su una cosa grande (il mare) – siamo la cosa grande che ha temporaneamente dimenticato se stessa, identificandosi con l'imbarcazione.

Il Mare, da questo punto di vista, è la vastità del nostro essere che la coscienza ordinaria non riesce a contenere. È tutto ciò che siamo ma non sappiamo ancora di essere.

3. Livello Simbolico-Evolutivo: La Vita Quotidiana

Questo è il significato più operativo e diretto. Il Mare è il mondo di tutti – quella dimensione collettiva che comprende tutto ciò che accade (bello o brutto, sensato o insensato) e che tende a sommergere chi non possiede una direzione interiore propria.

Nel passaggio del Mar Rosso, le acque rappresentano:

  • I condizionamenti sociali: Cosa "si fa" e cosa "non si fa"

  • Le necessità materiali: Il bisogno di sopravvivere che giustifica ogni compromesso

  • Le opinioni altrui: Il giudizio dei "molti" che soffoca l'individualità

  • Le scelte ripetitive: Le abitudini che diventano binari invisibili

  • Il passato: Ciò che "è sempre stato così" e quindi "deve continuare ad essere così"

Gli "Egiziani" sono coloro che obbediscono a un Faraone esterno (un'autorità, una morale vecchia, un'ideologia) invece di seguire la chiamata del proprio Angelo. Gli "Ebrei" – etimologicamente gli "'ivrim", i "trasgressori" o coloro che "attraversano" – sono quelli che osano cercare la propria Terra Promessa, il proprio territorio interiore di libertà.

4. Livello Iniziatico: Morte e Rinascita

Il Mare è il luogo della "morte rituale" necessaria alla rinascita. Essere inghiottiti dalle acque (come Giona, come Pinocchio) significa entrare in una dimensione dove l'io vecchio – quello costruito dalle aspettative altrui, dai ruoli sociali, dalle identificazioni – viene annullato.

Ma attenzione: questa non è una morte finale, è una dissoluzione transitoria. Il ventre del pesce non è una tomba ma un grembo. Si entra come marionetta o come profeta in fuga, si esce come uomo o come profeta consapevole. Il Mare iniziatico ha la funzione di "sciogliere" l'involucro rigido dell'io per permettere all'Io fluido di emergere.


Infografica caratteristiche del mare

Caratteristiche del Mare

Il Mare è Necessario

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Mare non è il nemico. Non si tratta di "sfuggire" al mondo, di ritirarsi in un monastero o su una montagna. Il Mare deve essere attraversato, non evitato.

Perché? Perché è nel confronto con le correnti collettive che scopriamo la nostra rotta individuale. È resistendo alla pressione del conformismo che i muscoli dell'individualità si sviluppano. Come dice Sibaldi citando il simbolismo del mare come "scuola": è un luogo di prove e istruzione, dove l'anima impara a riconoscere se stessa proprio attraverso la resistenza che il mondo oppone.

Chi resta "in porto" – zona di comfort, casa, istituzioni – per paura dei naufragi, diventa prigioniero di situazioni ormai esaurite. Il porto è sicuro, ma le navi non sono fatte per restare in porto.

Il Mare è Democratico

Il Mare travolge tutti allo stesso modo. Non fa distinzioni di classe sociale, intelligenza, cultura. Anche i potenti, anche i colti, anche i "bravi" possono essere sommersi se non conoscono la propria energia angelica.

I soldati del Faraone non sono necessariamente "cattivi" – sono semplicemente inconsapevoli. Obbediscono, seguono ordini, fanno ciò che è previsto. E proprio per questo annegano. Il Mare punisce non l'immoralità ma l'inconsapevolezza.

Il Mare Cambia Forma ma Non Natura

In ogni epoca, in ogni cultura, il Mare assume forme diverse ma la sostanza resta identica. Nel Medioevo era "la Santa Madre Chiesa sa cosa è giusto per te". Nel Novecento era "il Partito sa cosa è giusto per tutti". Oggi è "i social media sanno cosa devi pensare" o "il mercato sa cosa devi desiderare".

Il Mare è sempre la voce dei molti che pretende di sostituirsi alla voce dell'Uno che sei tu. È sempre la corrente che vuole trascinarti dove va la massa, invece di permetterti di andare dove chiama il tuo Angelo.

Il Mare Non È Malvagio

Questo è fondamentale da capire: il Mare non è il Male. Non è Satana, non è il Demonio, non è una forza attivamente ostile. È semplicemente indifferente all'individuo.

Il Mare vuole che tutti nuotino nella stessa direzione non per cattiveria ma per inerzia. La massa tende all'uniformità perché l'uniformità è economica, prevedibile, gestibile. Le correnti collettive non complottano contro di te – semplicemente non si accorgono di te. Sei un'onda tra le onde, una molecola d'acqua nell'oceano. Se affondi, nessuno se ne accorge. Se emergi, nessuno se ne accorge. Il Mare continua.

Questa indifferenza è in un certo senso più terribile della malvagità attiva. Contro un nemico puoi combattere. Contro l'indifferenza puoi solo opporre la tua differenza – la tua unicità irriducibile, la tua energia angelica specifica.



infografica: Dinamiche Evolutive: Naufragio e Attraversamento

Dinamiche Evolutive: Naufragio e Attraversamento

Il Naufragio: Quando l'Energia Si Rovescia

Il naufragio non è un semplice "incidente di percorso" – è la conseguenza diretta e inevitabile di aver smesso di usare la propria energia angelica. Ogni Angelo custodisce una via specifica attraverso il Mare, una rotta che solo tu puoi percorrere. Se abbandoni quella rotta, se cedi alla tentazione di seguire le correnti collettive "perché tutti fanno così", il naufragio diventa matematico.

Sibaldi lo dice chiaramente: l'energia non espressa nel suo canale appropriato diventa patologica. Si "vendica". Se hai l'energia di YeYaLe'eL (l'Angelo dei tuoi occhi) e smetti di vedere davvero, se accetti la cecità percettiva imposta dalla società o se la tua capacità di far vedere agli altri non trova un pubblico, quella energia non scompare – si rovescia all'interno. Può manifestarsi come malattie agli occhi, come allucinazioni, come paure irrazionali, come depressione.

Il naufragio avviene quando:

  • Cedi alla vertigine del successo: Hai trovato la tua via ma poi ti lasci sedurre dall'applauso della massa, modifichi la rotta per piacere ai molti, e perdi il contatto con la tua stella polare interiore.

  • Hai paura dell'immensità delle tue potenzialità: Vedi quanto mare hai davanti, quanto territorio inesplorato si apre se segui davvero il tuo Angelo, e ti spaventi. Preferisci tornare in porto, rinunciare, accontentarti.

  • Smetti di alimentare la tua energia angelica: Non fai più gli esercizi, non ripeti più le frasi, non pratichi più ciò che il tuo Angelo richiede. Lentamente la via si chiude, le acque si richiudono, e ti ritrovi a nuotare come tutti gli altri.



Infografica il porto, la sicurezza

Il Porto: La Tentazione della Sicurezza

Il porto rappresenta la zona di comfort – casa, famiglia, istituzioni, ruoli sociali consolidati. È il luogo dove le onde non arrivano, dove puoi fingere che il Mare non esista. Ma rimanere in porto per paura dei naufragi significa diventare prigionieri di situazioni ormai esaurite.

Le navi non sono fatte per restare in porto. Un'imbarcazione che non esce mai in mare marcisce, si copre di alghe, diventa inutilizzabile. Lo stesso accade all'anima: se resti troppo a lungo nella sicurezza del conosciuto, la tua capacità di navigare si atrofizza. Quando finalmente ti costringeranno a uscire (e la vita prima o poi costringe sempre), non saprai più come si fa.

L'Angelo Damabiyah (il # 65, che Sibaldi collega al concetto di porto) insegna proprio questo: il porto è necessario – tutti abbiamo bisogno di momenti di riposo, di rifugio, di consolidamento – ma non può diventare residenza permanente. Il porto è dove ti prepari per il viaggio, non la destinazione del viaggio.


Infografica: Attraversare all'asciutto


Attraversare "All'Asciutto": La Via Angelica

L'espressione biblica "rendere il mare asciutto" (all'asciutto, in ebraico be-yabbashah) è la chiave di tutto il sistema angelologico di Sibaldi. Cosa significa?

Non significa che le acque scompaiono. Il Mare c'è ancora, le correnti continuano a fluire, la massa continua a muoversi nelle sue direzioni caotiche. Ma per te, che conosci il tuo Angelo, è come se le acque si fossero separate. Cammini attraverso la vita quotidiana – lavoro, relazioni, obblighi sociali, necessità materiali – ma non vieni trascinato. Sei nel mondo ma non del mondo.

Attraversare all'asciutto significa che l'io, la vita vissuta e la verità interiore sono diventati sinonimi. Non c'è più scissione tra ciò che sei e ciò che fai, tra ciò che senti e ciò che mostri. Le contingenze esterne – le "acque" del conformismo – non possono più bagnarti, deviarti, sommergerti. Mantieni intatta la tua direzione grazie agli impulsi angelici che funzionano come "vele, remi o bussola".

Questo stato non è mistico o straordinario – è semplicemente autenticità operativa. Quando la tua energia angelica fluisce naturalmente in tutto ciò che fai, le resistenze del mondo diventano paradossalmente più facili da attraversare. Non perché il mondo sia cambiato, ma perché tu hai trovato la tua via – e quella via è, per definizione, percorribile.

I 72 Angeli: Canyon nel Mare dei Condizionamenti

Nel sistema di Sibaldi, i 72 Angeli non sono entità separate da invocare ma energie interiori, impulsi evolutivi, corridoi psichici che si aprono quando pronunci il loro nome – che, in realtà, significa riconoscere quella specifica qualità in te.

La Struttura dei 72 Corridoi

Quando Mosè pronuncia i 72 Nomi nel momento cruciale del passaggio del Mar Rosso, non sta compiendo magia – sta nominando le 72 possibilità di attraversamento. Ogni nome angelico corrisponde a una via specifica, a un modo particolare di non farsi sommergere dalle correnti collettive.

Alcuni Angeli ti danno la forza bruta per resistere alle correnti (gli Angeli della Potenza, del Biazetai). Altri ti insegnano a usare le correnti stesse come propulsione (gli Angeli del Vento, della Fluidità). Altri ancora ti elevano così in alto che le onde non ti raggiungono più (gli Angeli dell'Altezza, della Vista Superiore come YeYaLe'eL).

Ma il principio è sempre lo stesso: l'Angelo illumina la via nel Mare che per gli altri è solo oscurità. Ciò che per la massa è caos indistinto, per chi conosce il proprio Angelo diventa navigabile. Le acque restano acque, ma tu vedi il corridoio – quella striscia di terreno asciutto che nessun altro vede.

I Soldati del Faraone e il Pericolo dell'Obbedienza Cieca

I soldati che inseguono gli Ebrei nel mare e vengono sommersi non sono necessariamente malvagi. Sono semplicemente obbedienti. Seguono ordini, fanno ciò che è previsto dal loro ruolo, non si pongono domande. E proprio per questo affogano.

Questa è forse la lezione più dura del simbolismo del Mare: l'obbedienza inconsapevole è più pericolosa della ribellione consapevole. Chi obbedisce a un Faraone esterno (un'autorità, una ideologia, una tradizione, una moda) senza verificare se quella direzione corrisponde alla propria verità interiore, prima o poi viene sommerso.


Il Mare non perdona l'inconsapevolezza. Puoi essere bravissimo, intelligentissimo, colto, potente – ma se non conosci il tuo Angelo, se non hai una rotta tua, le correnti ti porteranno dove vogliono loro. E dove vogliono loro è sempre lo stesso posto: il fondo.

Caso di studio: YeYaLe’eL (#58) e il Mare dell’illusione percettiva collettiva

Per l'Angelo YeYaLe'eL, che regna dal 6 al 10 gennaio, il Mare assume una sfumatura specifica e particolarmente rilevante.

Il Mare come Illusione Percettiva Collettiva

YeYaLe'eL è l'Angelo della doppia visione, della capacità di "vedere ciò che vedi davvero" distinguendolo da ciò che la massa crede di vedere. Il suo Mare specifico è l'illusione percettiva collettiva generata dalla CSC (Civiltà, Società, Cultura di massa).

Cosa significa? Che la maggior parte delle persone non vede la realtà – vede l'interpretazione che la cultura dominante fornisce della realtà. Guardano ma non vedono. I loro occhi ricevono gli stessi fotoni dei tuoi, ma il cervello li processa secondo filtri predefiniti, schemi mentali ereditati, "ovvietà" mai messe in discussione.

Il Mare, per chi nasce sotto YeYaLe'eL, è questa nebbia percettiva – questa coltre di "opinioni morte" che si sovrappone ai "fatti vivi". Attraversare il Mare all'asciutto significa vedere oltre la nebbia, distinguere la struttura multidimensionale celeste dall'ologramma terreno, percepire ciò che è invisibile per chi guarda con gli occhi della massa.

YeYaLe'eL come Faro nella Nebbia

L'energia di questo Arcangelo agisce come un faro nella nebbia del conformismo. Non dissolve la nebbia – la nebbia resta, il Mare dell'illusione collettiva continua a esistere – ma illumina la rotta corretta verso l'alto. Squarcia l'oscurità per mostrare dove si trova la via.

Ma attenzione: questo faro esiste per gli altri, non per sé stesso. Una delle Claviculae di YeYaLe'eL è "aiutare a vedere" – devi mostrare, indicare, far vedere. Se tieni la visione per te, se il dito che indica non indica più, l'energia si rovescia e il naufragio diventa inevitabile.

Il Naufragio Specifico di YeYaLe'eL

Per chi nasce sotto questo Angelo, il naufragio ha forme specifiche:

Cecità volontaria: Accetti di non vedere più per evitare la frustrazione di essere l'unico che vede. "Se tanto nessuno mi crede, meglio non guardare". Questa rassegnazione – che Sibaldi chiama "morte della visione" – è il naufragio per eccellenza. Smetti di usare il tuo dono e le acque si chiudono su di te.

Ipervigilanza paranoica: Vedi troppo, vedi ovunque inganni e falsità, e ti trasformi da visionario in complottista. La vista superiore degenera in ossessione persecutoria. Sei ancora nel Mare ma ora stai annegando nella tua stessa energia rovesciata.

Energia T non espressa: YeYaLe'eL appartiene all'Energia T (Terapeutica/Teatrale), quella del "dito che indica e della visibilità". Se questa energia non trova un pubblico, se non hai a chi mostrare ciò che vedi, diventa patologica. Può causare letteralmente malattie agli occhi o manifestarsi come allucinazioni – visioni che invadono la realtà invece di illuminarla.




Infografica: Applicazione pratica

Applicazione Pratica: Come Riconoscere e Attraversare il Tuo Mare

Segnali che Sei "Sommerso" nel Mare

Come fai a sapere se sei stato trascinato dalle correnti collettive? Ecco alcuni indicatori:

  1. Ripeti frasi che non hai mai pensato: "Si fa così", "È sempre stato così", "Tutti fanno così", "È normale". Quando queste frasi escono dalla tua bocca senza che tu le abbia davvero pensate, sei sotto le onde.


  1. Le tue scelte sono giustificate dal bisogno di sopravvivere: "Devo", "Non posso permettermi", "È necessario". Il bisogno materiale può essere reale, ma se è diventato l'unica bussola, hai perso la rotta angelica.

  2. Ti preoccupi più del giudizio altrui che della tua verità: Passi più tempo a chiederti "Cosa penseranno?" invece di "Cosa sento davvero?". Il Mare ti ha inghiottito.

  3. Hai smesso di sentirti te stesso: C'è una sensazione sottile ma persistente di tradimento – non sai bene di cosa, ma sai che stai tradendo qualcosa di essenziale. Quella sensazione è il tuo Angelo che cerca di ricordarti la via.

  4. Sei costantemente stanco senza motivo apparente: Nuotare contro corrente stanca. Ma anche lasciarsi trascinare dalla corrente stanca, perché stai usando energia per reprimere la voce interiore che ti dice "questa non è la tua direzione".

Come Trovare il Tuo Corridoio

  1. Identifica il tuo Angelo di nascita: Questo è il punto di partenza. Il periodo in cui sei nato (dal 21 marzo al 20 marzo dell'anno successivo, diviso in 72 periodi di 5 giorni) determina quale energia angelica è dominante in te.

  2. Studia le Claviculae di quell'Angelo: Le Claviculae sono le "chiavi" – indicazioni specifiche su come quell'energia si manifesta, quali doni porta, quali rischi comporta, come farla fluire.

  3. Ripeti le frasi di energia: Ogni Angelo ha frasi specifiche che attivano la sua frequenza. Non sono formule magiche – sono affermazioni che riallineano la tua coscienza con quella specifica qualità interiore.

  4. Osserva dove resisti alla massa: Dove senti l'impulso a fare diversamente da come "si dovrebbe"? Dove ti senti incompreso? Dove gli altri ti dicono "sei strano"? Lì, probabilmente, c'è il tuo corridoio.

  5. Pratica il "camminare all'asciutto": Una volta al giorno, in una situazione sociale qualsiasi, chiediti: "Sto seguendo la corrente o sto camminando sulla mia via?" Non devi necessariamente fare qualcosa di eclatante – basta la consapevolezza della differenza.

L'Esercizio del Mare e del Porto

Quando ti trovi di fronte a una scelta importante, chiediti:

  • È una scelta di Mare (esce, esplora, rischia, segue l'Angelo) o di Porto (resta, protegge, evita, si rifugia)?

  • Se è di Porto: è un rifugio temporaneo e strategico, o è fuga permanente dalla paura?

  • Se è di Mare: conosco la mia rotta, o sto solo fuggendo dal Porto senza sapere dove andare?

Non esiste una risposta giusta in assoluto. A volte il Porto è necessario. Ma se ti accorgi di aver passato anni in porto senza mai uscire, forse è ora di alzare le vele.

Analogie Operative

1. La Stazione Ferroviaria nell'Ora di Punta

Immagina una stazione centrale alle 18:00 di un giorno feriale. Migliaia di persone corrono in ogni direzione. Se non sai dove devi andare, vieni trascinato dalla massa – ti ritrovi su un treno senza sapere bene come ci sei salito.

Ma se conosci la tua destinazione (il tuo Angelo) e il tuo binario (la tua via), accade qualcosa di strano: è come se la folla si aprisse davanti a te. Non è magia – è semplicemente che quando hai una meta chiara, il tuo corpo si muove con determinazione e le persone inconsapevolmente ti lasciano passare.

Il Mare è quella folla. I 72 Angeli sono i 72 binari. La massa non sa dove va – tu sì.

2. Lo Specchio Liquido

Immagina uno specchio d'acqua perfettamente calmo. Puoi usarlo in due modi:

  • Come Narciso: Ti guardi dentro e vedi solo il tuo riflesso. Ti innamori di te stesso, della tua immagine, della tua personalità. E affoghi. Il Mare ti inghiotte perché hai scambiato il riflesso per la realtà.

  • Come Astrologo: Guardi nello specchio d'acqua e vedi riflesse le stelle, la luna, il cielo. Usi il Mare come strumento per vedere ciò che è sopra di te. E in questo modo il Mare diventa trasparente – una superficie che ti permette di camminare verso le altezze.

Il Mare in sé non cambia. Cambia cosa scegli di vedere in esso.

3. La Barca e l'Oceano

Immagina di essere su una piccola barca in mezzo all'oceano. Ti senti vulnerabile, esposto, in pericolo. L'oceano è così vasto e tu così piccolo. Questa è la percezione dell'io piccolo – la mente, l'ego, la personalità.

Ma poi ti accorgi: non sei la barca. Sei l'oceano. La barca è solo un punto di osservazione temporaneo, un veicolo che hai scelto per fare esperienza della forma. Ma la tua vera natura è l'immensità, non l'imbarcazione.

Quando realizzi questo, la paura scompare. Come può l'oceano aver paura dell'oceano? Come può affogare ciò che è fatto interamente d'acqua?


Infografica: Errori di comprensione

Errori Comuni nella Comprensione del Mare

Errore 1: Credere che il Mare Sia il Male

No. Il Mare non è il Demonio, non è Satana, non è una forza oscura da combattere. È semplicemente la dimensione collettiva dell'esistenza – neutra, indifferente, necessaria. Combattere il Mare è inutile quanto combattere l'acqua. La strategia corretta non è la guerra ma la navigazione.

Errore 2: Credere di Poter Evitare il Mare

Alcuni cercano di "sfuggire" al mondo – ritirarsi in un eremo, vivere in isolamento, tagliare tutti i ponti. Ma questo è solo un altro modo di farsi sommergere. Il Mare deve essere attraversato, non evitato. L'eremita che fugge il mondo resta prigioniero del mondo tanto quanto il conformista che lo segue ciecamente. Entrambi hanno lasciato che il Mare decidesse per loro.

Errore 3: Credere che la Propria Via Sia Giusta per Tutti

Hai trovato il tuo corridoio nel Mare? Magnifico. Ma quello è il tuo corridoio, non il corridoio. Ci sono 72 vie, non una. L'errore del missionario è pensare "Io ho trovato la strada, quindi tutti devono seguirla". No: hai trovato la tua strada. Gli altri devono trovare la loro.

Errore 4: Confondere il Porto con la Meta

Il porto non è la Terra Promessa. È solo una tappa intermedia. Alcuni si fermano lì e costruiscono un'intera identità sul loro "rifugio sicuro", dimenticando che l'obiettivo era attraversare il Mare, non nascondersi da esso.

Errore 5: Credere che Attraversare Significhi Non Soffrire

Anche camminando all'asciutto, il viaggio non è facile. Non vieni sommerso, ma questo non significa che non ci siano tempeste, ostacoli, momenti di dubbio. La differenza è che le difficoltà non ti deviano – ti fortificano. Sei sulla tua via, e anche quando è dura, sai che è la tua durezza.

Connessioni con Altri Concetti del Corpus Sibaldianum

CSC (Civiltà, Società, Cultura di massa)

Il Mare è la manifestazione concreta della CSC. La CSC è il sistema di credenze, valori e comportamenti condivisi che ogni epoca impone ai suoi membri. Il Mare è ciò che accade quando vivi sotto il dominio della CSC – vieni trascinato, perdi te stesso, affondi nell'uniformità.

Terra Promessa

Se il Mare è il "mondo di tutti", la Terra Promessa è il "mondo tuo" – quello spazio interiore di libertà dove finalmente io, vita vissuta e verità sono la stessa cosa. Non è un luogo geografico ma uno stato d'essere. È ciò che raggiungi quando hai attraversato il Mare senza farti sommergere.

Arca

L'Arca di Noè rappresenta un linguaggio e un sistema di valori personale. Chi non costruisce la propria Arca è destinato a rimanere "sott'acqua" quando arrivano le inondazioni (i momenti di crisi collettiva). L'Arca non è isolamento – è struttura interiore che ti permette di galleggiare quando gli altri affogano.

'Ivrim (Ebrei/Trasgressori)

Gli 'ivrim sono "coloro che attraversano" – etimologicamente i trasgressori, quelli che oltrepassano i confini imposti dalla normalità. Sono gli unici che riescono ad attraversare il Mare, perché sono gli unici disposti a trasgredire le leggi del conformismo per seguire le leggi del proprio Angelo.

72 Angeli

I 72 Angeli non sono altro che i 72 modi di attraversare il Mare senza affogare. Ogni Angelo è un corridoio, una via, una rotta specifica attraverso il caos collettivo verso la libertà individuale.



Collegamenti


Glossario: Mare (Metafora del) - Definizione sintetica e voci correlate

Fonti

Opere di Igor Sibaldi

[1] Libro degli Angeli - Che Angelo sei? - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per Frassinelli Contiene l'analisi completa degli Angeli con etimologia, claviculae, caratteristiche evolutive.

[2] Libro degli Angeli E dell'Io celeste - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per FrassinelliApprofondimento sulle gerarchie angeliche e il percorso dell'Io superiore.

[3] Agenda degli Angeli - Igor Sibaldi - Sperling & Kupfer per FrassinelliGuida pratica quotidiana per lavorare con le energie angeliche.

[4] Corso degli Angeli - Igor Sibaldi Corso completo

Opere specifiche di Igor Sibaldi

Il frutto proibito della conoscenza, Sperling & Kupfer/Frassinelli


Fonte principale per la metafora della mente come barca e dell'anima come oceano. L'uomo diventa "fortunato" (fors) quando smette di identificarsi con il piccolo io-barca per scoprirsi l'immenso Io-oceano.

La creazione dell'universo, Sperling & Kupfer


Testo fondamentale per l'analisi cosmologica della Genesi: il termine Abisso (Tehom), la separazione delle acque "di sopra" e "di sotto", i cieli (SHaMaYM) come "Nome-tra-le-acque". Contiene il riferimento mitologico a Nereo, il vecchio del mare.

Discorso sull'infinito, Spazio Interiore


Il mare come simbolo della vita quotidiana e del groviglio dei condizionamenti nel racconto dell'Esodo. Spiega la tecnica dei 72 Nomi angelici celati nel passaggio del Mar Rosso.

I Maestri invisibili, Mondadori


La simbologia del mare/lago attraverso il Vangelo di Giovanni. Il passaggio dalla barca (mente cosciente) all'acqua come salto verso l'Aldilà. I desideri come "correnti" che si irradiano dall'io verso l'infinito.

Al di là del deserto, Salani


L'acqua come simbolo del passato nella tradizione ebraica. Il passaggio del Mar Rosso come atto in cui le acque del passato si richiudono su ciò che l'individuo deve lasciarsi alle spalle per rinascere.

Il codice segreto del Vangelo, Sperling & Kupfer


Il mare agitato notturno come metafora del Noi (gruppo, massa) che si sente fragile quando perde il contatto con l'Io superiore. Riferimenti Biblici

Esodo 14:19-21 – Il passaggio del Mar Rosso (testo cardine)

Genesi 1 – La separazione delle acque nella creazione

Genesi 6-9 – Il Diluvio e l'Arca di Noè

Matteo 14:22-33 – Gesù cammina sulle acque

Giona 1-2 – Il profeta inghiottito dal grande pesce

Riferimenti Mitologici e Letterari

Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi (il Pesce-cane)

Mitologia greca: Nereo, il vecchio del mare


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