Mollare per Ottenere: L'Arte di Lasciar Andare il Controllo
- 2 ago 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 7 ott 2025

Un approfondimento del tema dell'egocentrismo: quando voler vincere sempre significa perdere tutto
Il Paradosso del Controllo
"Io non mi voglio piegare." Quante volte abbiamo pronunciato questa frase, convinti di mostrare forza e determinazione? In realtà, spesso nasconde il nostro bisogno infantile di avere sempre ragione, di controllare ogni situazione, di essere al centro del mondo.
Nel precedente articolo abbiamo esplorato come l'egocentrismo si manifesti nella quotidianità attraverso la nostra incapacità di accettare che gli altri non seguano le "nostre regole". Oggi approfondiamo un aspetto ancora più sottile e distruttivo: la rigidità mentale che ci impedisce di mollare per ottenere.
Quando il Corpo Ci Parla
Il nostro corpo è spesso più saggio della nostra mente. Quando sviluppiamo tensioni fisiche croniche - mal di schiena, problemi alle ginocchia, contratture - raramente ci chiediamo: "A cosa non mi voglio piegare nella vita?"
Le ginocchia, per esempio, sono letteralmente il nostro meccanismo di "piegamento". Quando fanno male, potrebbero star dicendo: "Tu non vuoi piegarti alla realtà, non vuoi accettare quello che la vita ti sta offrendo."
Non è superstizione, è saggezza ancestrale: il corpo manifesta i nostri blocchi mentali. Ogni rigidità fisica corrisponde spesso a una rigidità psicologica.
L'Ossessione del Risultato
Il Tennis della Vita
Immagina di andare a giocare a tennis con l'unica intenzione di vincere. Ogni colpo diventa un peso, ogni errore una catastrofe, ogni punto perso un dramma personale. Il risultato? Tensione, frustrazione, prestazioni scadenti.
Ora immagina di andare con l'intenzione di giocare bene. Di prendere ogni palla che ti arriva e rispedirla nel punto migliore possibile. Di lasciar andare la mente e far emergere la tua tecnica naturale. Cosa cambia? Solo l'atteggiamento mentale - ma cambia tutto.
Questa è la differenza tra essere orientati al risultato e essere orientati al processo. Il paradosso è che quando smetti di voler vincere a tutti i costi, inizi a vincere davvero.
"Se Sai, Non Sei"
Esiste un principio di Igor Sibaldi che suona paradossale: "Se sai chi sei, non lo sei più."
Questo accade grazie alla componente acida della mente: nel momento esatto in cui ti accorgi davvero di un tuo difetto, di un tuo schema mentale, di un tuo comportamento disfunzionale, quella stessa consapevolezza lo scioglie automaticamente.
È come versare acido su una macchia: appena la "vede" davvero, la elimina.
Se riesco a vedere che sono arrogante, smetto di essere arrogante in quel preciso istante. Se mi accorgo che sto controllando tutto per paura, quel controllo inizia a dissolversi. Il problema è che spesso crediamo di vedere quando in realtà ce la stiamo, solo, raccontando.
La differenza è sottile ma cruciale:
Sapere mentalmente: "Sì, sì, ho capito che sono egocentrico" (ma continui a comportarti allo stesso modo)
Vedere realmente: Coglierti sul fatto mentre stai mettendo in atto quel comportamento (e automaticamente cambi)
Ecco perché chi non si accorge dei propri meccanismi continua a ripeterli all'infinito. Non c'è crescita senza consapevolezza diretta, senza quel momento di: "Cavolo, eccomi qui che lo sto facendo di nuovo!"
La crescita non è uno sforzo - è una visione.
L'Arte del Lasciar Andare per vivere meglio
Programmare e Mollare
C'è una differenza sottile ma fondamentale tra:
Arrendersi (rinunciare per debolezza)
Lasciar andare (mollare il controllo per saggezza)
Ma prima di poter lasciar andare, c'è un passaggio cruciale:
La programmazione consapevole.
L'essere umano vive sempre quello che ha programmato nel passato per il presente. Se oggi non programmo intenzionalmente quello che voglio domani, domani vivrò automaticamente quello che il mio passato inconsapevole ha programmato per me. E siccome spesso non pensiamo a cose positive per noi stessi...
Ecco perché lasciar andare significa:
Programmare consapevolmente: "Cosa voglio ottenere domani? Come voglio che vada quella situazione?"
Agire con competenza nel presente: "Faccio del mio meglio"
Mollare l'attaccamento: "Ho fatto la mia parte, mi affido e lascio che accada"
È come quando devi buttare qualcosa nel cestino: prima programmi (visualizzi il centro del cestino), poi molli chiedendo al tuo corpo di lanciarla proprio lì, dove stai guardando, senza interferire mentalmente. Se vuoi controllare tutto durante l'azione, sbagli.
La programmazione ti permette di essere pro attivo invece che reattivo - di creare il tuo futuro invece di subirlo.
La Lezione del Gatto
Hai mai visto un gatto attraversare un campo pieno di ostacoli? Non si ferma a calcolare dove mettere ogni zampa. Vede l'obiettivo e si muove, non deve fidarsi del suo corpo, per lui funziona così, noi, invece, abbiamo imparato che dobbiamo controllare ogni passo, ogni dettaglio, che comanda la mente... non noi.
Il corpo è più intelligente della mente - ma solo se gli diamo fiducia.
Dal Bambino Capriccioso all'Adulto Consapevole
L'egocentrismo di cui abbiamo parlato nell'articolo precedente si manifesta qui come rigidità esistenziale:
"Ho detto che la voglio così. O me la dai così o me la dai così" (bambino capriccioso)
"Vediamo cosa offre la situazione e se non posso cambiarla... come posso accettarla" (adulto maturo)
Il bambino interiore dice: "Se non vinco sempre, vuol dire che non valgo niente." L'adulto consapevole dice: "Il mio valore non dipende dai risultati esterni."
Esempi Pratici di Rigidità Quotidiana
Nel Lavoro
Voler avere sempre ragione nelle riunioni invece di ascoltare idee migliori
Non delegare perché "gli altri non lo fanno come lo farei io"
Stressarsi per controllare ogni dettaglio invece di fidarsi del processo
Nelle Relazioni
Voler che il partner cambi secondo i nostri desideri
Non sopportare che gli altri abbiano opinioni diverse dalle nostre
Interpretare ogni "no" come un attacco personale
Nello Sport e negli Hobby
Trasformare ogni attività in una competizione dove bisogna primeggiare
Non godersi il processo perché ossessionati dal risultato
Smettere di fare qualcosa se non si riesce ad essere i migliori
La Libertà che Arriva col Distacco
Quando smetti di voler controllare tutto:
Diminuisce lo stress: Non devi più portare il peso del mondo sulle spalle
Migliora la performance: La tensione è il nemico dell'eccellenza
Si aprono nuove possibilità: Quello che la vita ti offre potrebbe essere meglio di quello che pensavi di dover volere
Cresci davvero: L'apprendimento richiede umiltà
Il Coraggio di Essere "Normali"
Spesso la nostra rigidità nasce dalla paura di essere "normali", di non essere speciali. Ma c'è una differenza enorme tra:
Essere normali (accettare la propria umanità)
Essere mediocri (accontentarsi del minimo)
Si può essere eccellenti pur accettando di non dover essere sempre i primi, di poter sbagliare, di non avere sempre ragione, anzi...
Domande per l'Auto-Riflessione
Cosa nella mia vita mi sta facendo più resistenza? A cosa non mi voglio "piegare"?
Dove sto sacrificando il processo per il risultato? In che ambiti sono ossessionato dal risultato finale?
Quando è stata l'ultima volta che ho detto: "Hai ragione tu"? Quanto mi costa ammettere di aver sbagliato?
Cosa succederebbe se smettessi di voler controllare questa situazione? Quale paura si nasconde dietro il mio bisogno di controllo?
Il Paradosso del Guerriero
Il vero guerriero non è quello che non si piega mai, ma quello che sa quando piegarsi per non spezzarsi. Come un albero che si piega nel vento invece di resistere fino a rompersi.
La forza non sta nella rigidità, ma nella flessibilità intelligente.
Conclusioni: Mollare per Vincere Davvero
Il percorso di crescita personale ci porta inevitabilmente a questo paradosso: per ottenere quello che vogliamo davvero nella vita, dobbiamo spesso mollare l'attaccamento a come pensavamo dovesse essere.
Non è rinuncia - è maturità.
Non è debolezza - è saggezza.
Non è sconfitta - è strategia superiore.
Come diceva un antico maestro: "Rinunciare per ottenere." Ma non lo facciamo per calcolo - lo facciamo perché abbiamo capito che il nostro piccolo io non sa sempre cosa è meglio per noi.
La vita ha spesso piani migliori dei nostri. Ma per scoprirli, dobbiamo avere il coraggio di mollare i nostri.
Questo articolo approfondisce i temi dell'egocentrismo trattati nel precedente post "Non abbiamo paura della persona in sé, ma di quello che ci dice". La crescita personale è un percorso che richiede il coraggio di mettere in discussione le nostre certezze più radicate - inclusa quella di dover sempre avere il controllo.
Ricorda: Il cambiamento vero inizia quando smettiamo di lottare contro la realtà e iniziamo a danzare con essa.
❓ Perché è così difficile lasciare il controllo?Perché l’ego associa il controllo alla sicurezza. Mollare richiede fiducia nella vita e nella propria resilienza.
❓ Lasciare il controllo significa arrendersi?No. Significa agire con intenzione e poi lasciar andare l’attaccamento al risultato. È un atto di intelligenza, non di debolezza.
❓ Come posso iniziare a mollare il controllo nella vita quotidiana?Inizia notando dove ti irrigidisci mentalmente o fisicamente. Fai piccoli esperimenti di fiducia e osserva cosa succede.






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