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“Non abbiamo paura della persona in sé, ma di quello che ci dice.”

  • 29 lug 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 7 ott 2025

Scritta nera fondo bianco: “Non abbiamo paura della persona in sé,    ma di quello che ci dice.”   L'Egocentrismo Nascosto:    Quando Siamo Ancora Bambini di 5 Anni?    Il Racconto che Ci Raccontiamo   “Quante volte al giorno ci arrabbiamo perché qualcosa non va come ci aspettavamo che andasse ?”

L'Egocentrismo Nascosto:

Quando Siamo Ancora Bambini di 5 Anni?


Il Racconto che Ci Raccontiamo


“Quante volte al giorno ci arrabbiamo perché qualcosa non va come ci aspettavamo che andasse ?”


Non abbiamo paura delle persone, ma del fatto che mettono in discussione la nostra immagine di noi stessi. Questa verità fa male, ma libera.


Spesso ci costruiamo delle storie su noi stessi che diventano la nostra realtà. "Ho paura di quella persona", "Gli altri mi attaccano", "Non riesco a dire di no", "Non vengo mai capita/o". Ma ci chiediamo mai se questi racconti nascondano una verità più profonda e scomoda?


La crescita personale richiede il coraggio di guardare oltre i nostri racconti personali per scoprire quali meccanismi reali guidano i nostri comportamenti. E a volte, quello che si trova, non è bello per niente.


L'Egocentrismo: Il Bambino che Non È Mai Cresciuto


L'egocentrismo è una caratteristica per cui un individuo tende a considerare se stesso come il centro di tutto, ponendo i propri bisogni, desideri e punti di vista al di sopra di quelli degli altri Viene descritta come una fase naturale dello sviluppo infantile, tipica dei bambini fino ai 4-5 anni.


Il problema è che spesso questa fase non viene mai superata e si agisce ancora come bambini anche a 30, 40, 50 anni.


I Segnali dell'Egocentrismo Adulto


  • La rabbia quando le cose non vanno come vogliamo: Ogni "no" ricevuto, ogni situazione che non si allinea alle nostre aspettative, diventa fonte di frustrazione intensa.


  • L'intolleranza verso chi non segue le "nostre regole": Quando qualcuno non si comporta secondo i nostri desiderata, scatta automaticamente il giudizio: "Non è giusto", "Non è corretto".


  • La difficoltà ad accettare critiche o feedback: Ogni osservazione viene percepita come un attacco personale, perché mette in discussione la nostra posizione di "centro del mondo".


  • Il bisogno di avere sempre ragione: Anche di fronte all'evidenza, preferiamo rimanere aggrappati alle nostre convinzioni piuttosto che ammettere un errore.


Il Paradosso della Paura


Ecco il paradosso: è quello che chiamiamo "paura degli altri" ma è in realtà paura che qualcuno metta in discussione la nostra centralità nel mondo. Non abbiamo paura della persona in sé, ma di quello che ci dice. La gente ci deve sorridere, ci deve dire sì, ci deve fare quello che vogliamo. E quando non succede, scatta la reazione.


È la differenza tra dire "Ho paura di te" e riconoscere "Ho paura di quello che mi stai dicendo perché mette in crisi la mia visione di me stesso".

Non è il messaggero il problema, è il messaggio.


Le Conseguenze dell'Egocentrismo Nascosto


Relazioni Compromesse

Quando tutto deve girare attorno a noi, le relazioni diventano transazioni: gli altri sono funzionali finché ci danno quello che vogliamo. Nel momento in cui si ribellano o hanno esigenze diverse, scatta la rabbia.


Stress e Tensione Costante

Vivere aspettandosi che il mondo si comporti secondo i nostri desideri è una ricetta per la frustrazione continua. La realtà non può mai essere all'altezza delle nostre aspettative egocentriche.


Stagnazione Personale

Se siamo sempre al centro e abbiamo sempre ragione, non c'è spazio per la crescita. L'apprendimento richiede umiltà, la capacità di ammettere che possiamo sbagliare e che altri possono insegnarci qualcosa. Invece di crescere passiamo il tempo a dire le nostre al posto di ascoltare, sempre intervenire anche interrompendo gli altri, sempre "io, io, io, io".


Il Primo Passo: Il Riconoscimento

Io penso che il cambiamento inizia dal riconoscimento. Guardarsi allo specchio e ammettere: "Forse il problema non sono gli altri, forse sono io che pretendo che tutto vada come dico io". Ma non è facile da farsi.


Questo riconoscimento è doloroso perché va contro l'immagine che abbiamo di noi stessi. Spesso ci vediamo come persone gentili, accomodanti, vittime delle circostanze. Scoprire di essere egocentrici e di avere comportamenti da piccoli tiranni che vogliono che il mondo giri secondo i propri capricci, è uno shock.


Domande per l'Auto riflessione

  • Quando mi arrabbio, è perché qualcuno non ha fatto quello che volevo?

  • Accetto facilmente i "no" o cerco sempre di convincere gli altri?

  • Quando qualcuno mi critica, la mia prima reazione è difendermi?

  • Ho difficoltà a vedere i punti di vista diversi dal mio?


Il Percorso di Crescita


1. Osservazione Senza Giudizio

Il primo passo è sviluppare la capacità di osservarsi in azione. Quando scatta la rabbia, quando ci sentiamo attaccati, fermarsi e chiedersi: "Cosa sta realmente succedendo qui?"


2. Accettare la Frustrazione

Imparare a tollerare che nella vita non va sempre tutto liscio come si vorrebbe. La frustrazione, fa parte del gioco, è parte della vita adulta, non un nemico da combattere, non si può pretendere che tutti dicano sempre sì.


3. Un Po' di Umiltà

Riconoscere che non si sa tutto, che si può sbagliare, che altri possono avere idee migliori delle proprie. E no, questo non sminuisce - rende finalmente adulti.


4. Cambiare Prospettiva

Smettere di Voler Cambiare gli Altri

Invece di pensare "Gli altri devono cambiare", bisogna iniziare a chiedersi "Cosa posso cambiare io?" Perché gli altri, non li si cambia. L'unica persona che si può cambiare è se stessi.


La Libertà che Arriva con la Consapevolezza

Quando si smette di voler essere il centro del mondo, ci si libera. Non dobbiamo più portare il peso di controllare tutto e tutti. Non ci si deve più dannare per aver sempre ragione. Possiamo rilassarci, essere curiosi, imparare. Si può anche sbagliare senza che sia la fine del mondo.


Conclusioni: Dal Bambino all'Adulto

I risultati iniziano quando smettiamo di comportarci come bambini di 5 anni che vogliono che il mondo giri attorno a loro. È un processo doloroso ma liberatorio.

Riconoscere di essere egocentrici non è bello. Ma è l'unico modo per iniziare a cambiare davvero. E di sicuro ne vale la pena.


Perché alla fine, la domanda non è "Come faccio a far sì che gli altri mi diano quello che voglio?", ma "Come posso crescere e diventare una persona migliore, indipendentemente da quello che fanno gli altri?"

La risposta? Iniziamo a guardarci dentro con onestà e ad avere il coraggio di dire: "Forse sono davvero un bambino di 5 anni. È ancora il caso di agirlo?"


La crescita personale non è un percorso comodo, ma è l'unico che porta alla vera libertà. E tutto inizia dal riconoscere chi siamo realmente, al di là dei racconti che ci siamo costruiti.


Non si tratta di smettere di voler bene a se stessi, ma di imparare ad amarsi davvero: con consapevolezza, umiltà e coraggio.”


"L'Egocentrismo in Azione: Esempi di Situazioni Tipiche"

L'egocentrismo nascosto nella nostra quotidianità. Quando il partner non risponde subito a un messaggio e la nostra prima reazione è "Mi sta ignorando" invece di considerare che potrebbe essere occupato. Quando un collega propone un'idea diversa e invece di valutarla pensiamo "Sta cercando di farmi fare brutta figura". Quando organizziamo una cena e qualcuno arriva in ritardo, rovinandoci l'umore per tutta la serata.


Si manifesta quando pretendiamo che l'altro cambi i suoi piani per adattarsi ai nostri, sentendoci "traditi" quando dice di no. Quando ci arrabbiamo con il commesso che chiude il negozio all'orario previsto proprio mentre arriviamo noi. Quando interpretiamo ogni momento di stanchezza o distrazione del partner come un attacco personale.


Lo riconosciamo quando non sopportiamo che qualcun altro riceva complimenti o riconoscimenti, quando ci sentiamo offesi se un amico non può venire a un evento importante per noi, anche se ha motivi validi. Quando interpretiamo il silenzio di qualcuno come un giudizio negativo su di noi, o quando pretendiamo che gli altri guidino secondo i nostri standard considerando ogni sorpasso come un affronto personale.


Sono tutti momenti in cui, senza rendercene conto, stiamo aspettando che il mondo si comporti come noi vorremmo che fosse.

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