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Stai Percorrendo la Tua Vita in Senso Vietato?

  • 12 ott 2025
  • Tempo di lettura: 15 min

Aggiornamento: 4 nov 2025

 

💬 Esplora l'angelologia e tutti i temi trattati da Igor Sibaldi 

attraverso gli articoli e il glossario del sito "Si può uscirne crescendo".

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Generato con NotebookLM, questo audio trasforma l'articolo in un dialogo fluido con riflessioni extra – perfetto per ascoltare durante spostamenti o attività quotidiane. Non una lettura letterale, ma un'evoluzione per la tua crescita personale!



Due strade divergenti: a sinistra una strada asfaltata con segnale di divieto, cielo grigio, ciminiere fumanti e alberi spogli che rappresenta il percorrere la vita in senso vietato; a destra un sentiero naturale luminoso con fiori selvatici, alberi rigogliosi, cielo azzurro e uccelli in volo che rappresenta la strada della libertà e del cambiamento
La metafora delle due strade: a sinistra, il senso vietato dell'Ira e delle convinzioni limitanti; a destra, la strada della libertà che è sempre stata lì, ad aspettarti.

Il Costo Nascosto delle Tue Convinzioni:

Quando Cambiare Costa Meno che Aver Ragione


La Storia di Laura: 87 Euro al Giorno per Aver Ragione


Laura, 38 anni, manager in una multinazionale, ha un problema con suo marito Marco. Ogni sera, quando torna a casa, trova la cucina in disordine. Marco cucina (cosa che apprezza), ma lascia tutto in giro. Lei si arrabbia. Ogni. Singola. Sera.


"Non mi rispetta," pensa Laura. "Se mi amasse davvero, capirebbe quanto è importante per me avere la cucina in ordine. Lo fa apposta per farmi arrabbiare."


Laura conosce suo marito da 15 anni. Sa che Marco è distratto per natura, che quando fa qualcosa si immerge completamente e dimentica tutto il resto. Sa che suo padre era esattamente così, e che sua madre non si è mai arrabbiata per questo. Sa che Marco pulisce sempre tutto... dopo cena, quando lei è già esplosa.


Ma Laura continua a pensare: "Prima o poi capirà. Prima o poi imparerà. Prima o poi mi amerà come dovrebbe essere."


Sono passati 8 anni. Marco non è cambiato. Laura si arrabbia ancora ogni sera.

Il costo?


  • 8 anni di tensione quotidiana

  • Centinaia di litigi evitabili

  • L'erosione lenta della serenità domestica

  • Il continuo accumulo di rabbia che Laura porta anche al lavoro e in tutti gli aspetti della vita

  • La convinzione crescente di "non essere amata/rispettata come dovrebbe essere"


Laura sta percorrendo la sua vita in senso vietato. E paga una multa ogni giorno. Una multa psicologica, emotiva, relazionale.


Ma non se ne accorge.


Perché? Perché è convinta di avere ragione. Sono gli altri colpevoli di tutto (Colpa degli altri = Inferno, Divina Commedia).


La Metafora del Senso Vietato:

Quando Aver Ragione Costa 87 Euro al Giorno


Immagina questa scena.


Devi recarti in un punto della città. Ci sono tre strade possibili:


  1. La strada veloce - 10 minuti, nessun ostacolo


  2. La strada tortuosa - 25 minuti, ma panoramica


  3. La strada in senso vietato - 8 minuti... ma è vietata


La tua mente, condizionata dalle tue convinzioni, sceglie automaticamente la terza. Quella vietata.


A metà della via, i vigili urbani ti fermano. Multa: 87 euro.


Tu pensi: "Ce l'hanno con me. Quel vigile è uno stronzo. Non capisce che io ho fretta. Non capisce che quella strada per me è comoda. Se fossi una persona migliore, più intelligente, più rispettabile... per lui... mi lascerebbe passare."


Il giorno dopo, stessa scena. Stessa multa. 87 euro.


Tu pensi: "Ecco! Lo sapevo! Questo vigile ce l'ha proprio con me. Si è messo lì apposta per aspettarmi. Dev'essere come mio padre / mia madre / quel professore che mi odiava. Ma vedrai che prima o poi capirà chi sono veramente. Prima o poi riconoscerà i miei meriti e mi saluterà con Rispetto invece di multarmi."


Giorno 3: 87 euro. Giorno 10: 870 euro. Giorno 30: 2.610 euro. Un anno: 31.755 euro.


Tutto questo mentre accanto a te c'è una strada libera, "legale", che ti porta esattamente dove vuoi andare, senza conseguenze negative.


Ma tu non la prendi.


Perché?


Perché sei convinto che il problema siano i vigili, non la tua scelta della strada.


L'Attrattore:

Il Meccanismo Nascosto

che Ti Tiene sulla Strada Sbagliata


Igor Sibaldi, nel suo lavoro sui meccanismi del destino, spiega che ognuno di noi ha quello che lui chiama un "Attrattore" - un sistema di convinzioni profonde che funziona come un magnete invisibile, attirando continuamente le stesse situazioni, le stesse dinamiche, gli stessi "problemi".


L'Attrattore è la tua strada in senso vietato.


È quella convinzione profonda - spesso inconscia - che ti fa scegliere sempre lo stesso percorso, anche quando ti costa caro. Anche quando paghi "multe" ogni giorno sotto forma di:


  • Rabbia ricorrente (Laura e la cucina disordinata)

  • Relazioni che si ripetono (partner diversi, stessa dinamica)

  • Blocchi professionali (talento evidente, risultati scarsi)

  • Conflitti familiari cronici (15 anni di tensioni con tua sorella)

  • Solitudine sociale (aspetti che gli altri "capiscano" chi sei)


L'Attrattore ti mantiene sulla strada vietata attraverso un meccanismo perfetto che si alimenta dalle tue convinzioni:


In base alla convinzione che il problema sono gli altri.


  • Non sei tu che scegli la strada sbagliata

  • Sono i vigili che sono cattivi

  • È il mondo che non ti capisce

  • È la realtà che dovrebbe piegarsi a te


E così continui a pagare. Ogni. Singolo. Giorno.


Un Attrattore non è solo una convinzione. È un piccolo vortice d'energia psichica che tiene ferma l'attenzione sempre sullo stesso tema, finché non viene riconosciuto e superato. Quando lo vedi, si dissolve.


Igor Sibaldi insegna che ogni difficoltà è un messaggio del destino, un invito a cambiare direzione. Ma noi, spesso, insistiamo. Finché il messaggio diventa multa.


L'Ira:

Il Carburante che Ti Tiene sulla Strada Sbagliata


Sibaldi identifica l'Ira come il meccanismo che ti mantiene bloccato sulla strada in senso vietato. Non è un segnale esterno -


l'Ira È il problema stesso.


L'Ira = Voler Aver Ragione


E funziona così:


L'Origine: La Frustrazione Infantile Non Risolta


Tutto inizia da bambino. C'è stata un'aspettativa, una cosa che volevi, che ti aspettavi:


  • "Se mi amano, mi danno attenzione quando piango"

  • "Se sono bravo, vengo lodato"

  • "Se mi comporto bene, ottengo quello che voglio"

  • "Se faccio tutto giusto, non vengo punito"


Ma non è successo.


E quella frustrazione - invece di essere capita, elaborata, risolta - è rimasta lì. Congelata. E si è trasformata in una convinzione profonda:


"Mi aspettavo X, non è successo,

quindi non sono stato amato/visto/rispettato

come meritavo."


Il Meccanismo Adulto: Ho Ragione Ad Essere Arrabbiato


Da adulto, quella frustrazione irrisolta diventa una lente attraverso cui interpreti il mondo:

Laura, da bambina, ha imparato che "se qualcuno ti ama, ti dimostra rispetto facendo le cose come tu vuoi che siano fatte."


Forse sua madre le diceva: "Se mi amassi davvero, terresti la tua stanza in ordine."

Laura ha interiorizzato:


"Amore = Fare le cose come l'altro vuole = Rispetto"


Ora, da adulta, quando Marco lascia la cucina disordinata, Laura non vede semplicemente una cucina disordinata. Laura vede:


"Marco non mi ama. Marco non mi rispetta. Io ho ragione ad essere arrabbiata perché non sto ricevendo l'amore che merito."


E qui scatta il meccanismo perfetto dell'Ira:


"Se ho ragione, posso essere arrabbiata. Anzi, DEVO essere arrabbiata."


Perché se non fossi arrabbiata, significherebbe ammettere che forse non hai ragione. E questo è inaccettabile.


Il Circolo Vizioso: Finché Non Ottengo X, Resto Arrabbiata


L'Ira si auto-sostiene attraverso un circolo perfetto:


  1. Non ottengo X (Marco non pulisce subito)

  2. Mi arrabbio ("Ho ragione, lui è nel torto")

  3. L'Ira conferma che ho ragione ("Se sono arrabbiata è perché mi stanno facendo un torto")

  4. Aspetto che l'altro cambi ("Quando capirà, smetterò di essere arrabbiata")

  5. L'altro non cambia (Marco continua così)

  6. Mi arrabbio ancora di più ("Vedi? Ho sempre più ragione!")

  7. Torno al punto 1


E il circolo continua. Per anni. Per decenni.


Il Paradosso Mortale: L'Ira Crea Ciò Che Teme


Ecco la parte devastante che Sibaldi rivela:


L'Ira non è la conseguenza dei tuoi problemi. L'Ira È la causa dei tuoi problemi.


Laura pensa: "Sono arrabbiata perché Marco non mi rispetta."


Ma la verità è: "Marco si allontana sempre di più perché io agisco con Ira."

L'Ira stessa:


  • Distrugge l'intimità che Laura cerca

  • Fa sentire Marco inadeguato (quindi si difende continuando a essere distratto)

  • Crea esattamente quella "mancanza d'amore" di cui Laura si lamenta

  • Conferma la sua convinzione infantile ("Vedi? Anche Marco non mi ama come vorrei")


L'Ira crea la sua stessa giustificazione.


È come guidare in senso vietato e dire: "Sono arrabbiato perché i vigili mi multano!"

No. Sei multato perché stai guidando in senso vietato. E continui a farlo perché pensi di "aver ragione" a percorrere quella strada.


La Struttura Completa dell'Ira


Frustrazione infantile: "Papà non mi ascoltava quando parlavo → non mi sentivo amato"


Convinzione profonda: "Se qualcuno mi ama, deve ascoltarmi e capirmi al volo"


Situazione adulta: Partner non capisce cosa voglio senza che io lo dica chiaramente


Ira scatta: "Ho ragione ad essere arrabbiato! Se mi amasse davvero, capirebbe!"


Azione con Ira: Diventare freddo, distante, passivo-aggressivo


Risultato: Partner si allontana ancora di più


Conferma: "Vedi? Non mi ama! Avevo ragione ad essere arrabbiato!"


Ripetizione infinita.


L'Ira ricorrente verso la stessa persona o situazione non è mai veramente per quella persona o situazione.


È sempre per qualcosa che non hai ottenuto da bambino e che stai ancora cercando di ottenere ora.


E finché continui a cercarla nel posto sbagliato (fuori di te, nell'altro che deve cambiare), continuerai a pagare la multa quotidiana dell'Ira.


L'Ira nasce nella mente inferiore, quella che confonde il possesso con l'amore, l'obbedienza con il rispetto. Ma il Sé superiore osserva tutto questo e chiede solo una cosa: libertà.


L'Ira non è da combattere, ma da ascoltare. Ti indica il punto esatto dove la tua mente inferiore difende ancora una vecchia identità.


La Domanda di Sibaldi:

"Vuoi Essere Felice o Aver Ragione?"


Igor Sibaldi pone una domanda semplice, devastante:


"Vuoi essere felice o aver ragione?"


Perché non puoi avere entrambe le cose.


Aver ragione significa:


  • Mantenere le tue convinzioni intatte

  • Aspettare che il mondo si adegui a te

  • Continuare sulla stessa strada perché "è quella giusta"

  • Pagare la multa ogni giorno ma sentirti nel giusto


Essere felice significa:


  • Riconoscere che forse quella strada è vietata per un motivo

  • Cambiare percorso anche se significa ammettere di aver sbagliato

  • Smettere di pagare multe inutili

  • Scegliere la leggerezza invece della coerenza identitaria


Laura può aver ragione ("Una cucina ordinata è importante e Marco dovrebbe capirlo") oppure può essere felice ("Marco cucina in modo distratto, per qualche motivo è distratto, non ce l'ha con me (se la vedo attraverso la compassione, lo accetto), pulisco io prima di cena e mi godo la serata").


Non può avere entrambe.


E finché sceglie di "aver ragione", continuerà a pagare la sua multa quotidiana sotto forma di rabbia, frustrazione e tensione.


Il Vero Costo di Mantenere le Tue Convinzioni


Ecco la verità che nessuno ti dice:


Mantenere una convinzione limitante costa infinitamente di più che cambiarla.


Il Calcolo delle Multe Psicologiche


Multa sulla strada (senso vietato reale):


  • 87 euro al giorno

  • 31.755 euro all'anno

  • Visibile, quantificabile, dolorosa


Multa psicologica (convinzione limitante):


  • Ira quotidiana che consuma la tua energia e le tue relazioni

  • Agire con rabbia che crea esattamente ciò che temi

  • Opportunità perse perché sei bloccato nel voler aver ragione

  • Anni spesi ad aspettare che gli altri cambino mentre tu resti arrabbiato

  • Salute compromessa dallo stress cronico dell'Ira non risolta

  • Invisibile, non quantificabile, devastante


Perché Non Cambiamo Strada?


  1. Paura del cambiamento iniziale

    • "Se ammetto che ho sbagliato strada per 8 anni, cosa dice di me?"

    • "Cambiare convinzione significa perdere la mia identità"

  2. Investimento nel passato

    • "Ho già pagato così tante multe, non posso ammettere che era inutile"

    • "Ho già litigato così tanto con Marco, se cambio ora significa che avevo torto?"

  3. Illusione del controllo

    • "Se continuo ad arrabbiarmi, prima o poi Marco cambierà"

    • "Se continuo a passare di lì, prima o poi i vigili capiranno"

  4. Identificazione con la convinzione

    • "Io sono una persona che tiene alla pulizia" = Se cambio, chi sono?

    • "Io sono una persona rispettabile" = Se accetto la multa, non lo sono più?

  5. La più importante di tutte: il terrore di aver sbagliato tutto

    • "Se cambio idea... vuol dire che fino adesso ho sbagliato tutto?"

    • "Non posso pensare di me di essere un/una C......E/A, già penso quel che penso... questo sarebbe troppo"


Ogni volta che lasci una convinzione, non perdi qualcosa: crei un nuovo pezzo di mondo. È un atto creativo, non un fallimento.


Come Cambiare Strada:

Il Processo di Liberazione


La buona notizia è che cambiare convinzione costa molto meno di mantenerla.

Il processo ha un costo iniziale (ammettere l'errore, riorientarsi) ma poi diventa leggero, fluido, produttivo.


Passo 1: Riconosci la Tua Strada in Senso Vietato


Identifica un'area della tua vita dove:


  • Ti arrabbi per la stessa cosa da anni (e pensi di aver ragione a essere arrabbiato)

  • Aspetti che qualcuno cambi (ma non cambia mai)

  • Paghi un "prezzo" ricorrente (emotivo, relazionale, professionale)

  • Sei convinto di "aver ragione" e proprio per questo continui a essere arrabbiato


Domande guida:


  • Dove nella tua vita sei cronicamente arrabbiato e convinto di aver ragione?

  • Per quale situazione provi la stessa rabbia da anni, sempre con la stessa intensità?

  • Cosa pensi gli altri dovrebbero capire/riconoscerti/darti (ma non lo fanno mai)?

  • Per quale frustrazione infantile stai ancora aspettando riparazione?


Passo 2: Calcola il Costo Reale


Quantifica quanto ti costa quella convinzione:


  • Tempo: Quante ore/giorni/anni hai speso in quella dinamica?

  • Energia: Quanta rabbia, frustrazione, stress accumuli?

  • Relazioni: Quali rapporti si sono deteriorati?

  • Opportunità: Cosa non hai potuto fare/essere a causa di questo blocco?


L'esercizio della multa: Se dovessi tradurre in denaro il costo emotivo/relazionale/professionale di quella convinzione, quanto sarebbe? 50€ al giorno? 100€? Di più?

Moltiplica per 365. Poi per gli anni che vai avanti così.


Il numero ti spaventa? Bene. Dovrebbe.


Passo 3: Trova la Strada Alternativa


Chiediti:


  • "Se non potessi più percorrere questa strada, quale altra sceglierei?"

  • "Se avessi ragione io, ma la realtà non cambia... cosa posso cambiare io?"

  • "Come sarebbe la mia vita se scegliessi di essere felice invece che di aver ragione?"

  • "Cosa mi stanno dicendo, veramente gli altri?"

  • "Ho mai impegnato del tempo per vedere se ci fosse del vero in quello che mi fanno notare?"

  • "Ma per quale ragione vera dovrebbero fare ciò che io pretendo?"


Esempio di Laura:


Strada vietata (convinzione attuale): "Marco dovrebbe pulire subito dopo aver cucinato per dimostrarmi rispetto"


Strade alternative:

  1. "Marco cucina in modo distratto. Pulisco io 5 minuti prima di cena. Problema risolto."

  2. "Chiedo a Marco di cucinare nei weekend quando ho più pazienza. In settimana cucino io."

  3. "Accetto che Marco pulisce dopo. Aspetto 30 minuti, vado a fare una passeggiata, torno e la cucina è pulita."


    Passo 4: Attraversa il Disagio Iniziale (e Lascia Andare l'Ira)


Attenzione: Cambiare strada ha un costo iniziale.


Dovrai:


  • Ammettere che avevi torto (a comportarti così in quella occasione specifica o almeno che "aver ragione" non ti rende felice)

  • E in automatico... inizi a lasciare andare l'Ira - perché non hai più bisogno di aver ragione

  • Sentire l'illusione di sentirti vulnerabile perché perdi la tua "posizione difensiva"

  • Iniziare a cambiare l'idea del principio d'identità ("Se non sono 'quello che ha ragione ad essere arrabbiato', chi sono?")

  • Guardare in faccia la frustrazione infantile che alimenta tutto questo


Ma questo disagio dura minuti (l'accorgersi), giorni o settimane, non anni.


Il disagio di mantenere la vecchia strada - con l'Ira che ti consuma e ti isola - dura per sempre.


Passo 5: Sperimenta la Leggerezza (Senza Ira)


Quando cambi strada e lasci andare l'Ira, succede qualcosa di magico:


Tutto diventa improvvisamente leggero.


  • Laura smette di arrabbiarsi ogni sera (e si accorge che non stava lottando con Marco, ma con sua madre)

  • L'energia che usava per alimentare l'Ira ora la usa per leggere, parlare con Marco, godersi la serata

  • La relazione migliora perché non c'è più quella rabbia tossica che avvelenava tutto

  • Marco, senza la pressione dell'Ira di Laura, inizia spontaneamente a essere più attento (paradosso!)


Perché?


Perché quando smetti di agire con Ira pretendendo che la realtà si pieghi alle tue convinzioni infantili, la realtà inizia a collaborare con te.


L'Ira era il vero problema. Non Marco. Non la cucina. L'Ira stessa.

E quando togli l'Ira dall'equazione, tutto si sblocca.


L'Abbondanza che Arriva

Quando Lasci Andare l'Ira


Sibaldi insegna che le nostre convinzioni limitanti - e l'Ira che le difende - non bloccano solo un'area della vita: bloccano l'intera energia vitale.

Quando Laura lascia andare l'Ira sulla cucina, non migliora solo la sera. Migliora:


  • La relazione (senza Ira = intimità reale)

  • Il lavoro (l'energia che usava per l'Ira ora è disponibile per creatività e presenza)

  • La salute (il corpo finalmente si rilassa dopo anni di tensione cronica)

  • Le opportunità (quando l'energia non è congelata nell'Ira, arrivano sincronicità)

  • Marco (inizia a capire che pulire fa parte del cucinare perché non ha più il meccanismo di difesa che si avvia nell'essere attaccato)


È come se tutta la tua vita fosse stata tenuta in ostaggio dall'Ira. Quando la lasci andare, tutto inizia a fluire.


Il Paradosso dell'Abbondanza


Più usi l'Ira per "difendere i tuoi diritti", più scarsità crei. Più lasci andare l'Ira (e la necessità di aver ragione), più abbondanza arriva.


Non è sottomissione. Non è arrendersi. È intelligenza strategica.


È scegliere la strada più logica/corretta che ti porta dove vuoi andare, invece di ostinarti su quella vietata solo perché "Se io ho bisogno... dovrebbe essermi concessa".


Test Pratico:

Stai Percorrendo la Tua Vita in Senso Vietato?


Rispondi sinceramente:


1. Ira ricorrente che si auto-sostiene □ Mi arrabbio per la stessa cosa da più di 6 mesi □ Penso "ho ragione ad essere arrabbiato, è l'altro che deve cambiare" □ Più tempo passa, più sono convinto di aver ragione □ La mia rabbia sembra giustificarsi da sola

2. Proiezione sul mondo □ Aspetto che qualcuno cambi invece di cambiare io □ Sono convinto che "se fossi X, allora Y succederebbe" □ Penso che il problema siano "gli altri" o "la società"

3. Costo emotivo alto □ Questa situazione mi toglie energia quotidianamente □ Influenza negativamente altre aree della mia vita □ Ho sacrificato relazioni/opportunità per "aver ragione"

4. Principio d'identità - Rigidità identitaria □ Penso "Io sono una persona che..." e mi aggrappo a questa definizione □ Ho paura che cambiare significhi tradire me stesso □ Preferisco soffrire che ammettere di aver sbagliato

5. Assenza di leggerezza □ Questa area della mia vita non è mai leggera, fluida, gioiosa □ Sento sempre un peso, una fatica, uno sforzo □ Non ricordo l'ultima volta che è stato facile

6. Manifestazioni fisiche □ Ho qualche malattia o disturbo fisico legato a quest'area □ I medici non mi riconoscono nessun disturbo ma io sto male □ Il mio corpo reagisce con tensione/dolore quando affronto questa situazione


Se hai risposto sì a 4 o più punti: Stai percorrendo una strada in senso vietato. E stai pagando una multa ogni giorno.


La Scelta Finale: Ira o Libertà?


Torniamo a Laura.


Un giorno, dopo l'ennesima sera di rabbia, si ferma e si chiede:


"Voglio essere felice o aver ragione?"


E poi, ancora più profonda:


"Voglio continuare a essere arrabbiata o voglio essere libera?"


Realizza che può:


  • Continuare ad arrabbiarsi ogni sera per i prossimi 20 anni

  • Aspettare che Marco cambi (cosa che non succederà mai)

  • Difendere il suo "diritto" di essere arrabbiata perché "ha ragione"

  • Morire con la soddisfazione di "aver avuto ragione" ma con una vita di ira e solitudine alle spalle


Oppure:


  • Guardare in faccia la vera rabbia: quella verso sua madre che pretendeva ordine come prova d'amore

  • Lasciare andare l'Ira infantile ("Se mi amano devono dimostrarmi rispetto come voglio io")

  • Accettare che Marco è distratto e amabile così com'è

  • Trovare una soluzione pratica che non richieda di essere arrabbiata

  • Godersi le sere invece di avvelenarle con l'Ira


Laura sceglie la seconda opzione.


Il primo giorno si sente vulnerabile, quasi "tradita da se stessa". Non riconosce i punti di riferimento che aveva creato. Sente la tentazione dell'Ira che bussa: "Ma hai ragione ad essere arrabbiata!"


Invece respira. E non si arrabbia.


Alla sera, quando non si arrabbia, sente qualcosa di nuovo: leggerezza.

Dopo una settimana, quella leggerezza si espande. Non solo alla sera, anche al lavoro.


Anche nei weekend.


Dopo un mese, Laura si accorge che non era Marco il problema. Era la sua Ira. Era quella convinzione infantile che difendeva con la rabbia da 40 anni.


Ha smesso di pagare la multa. Ha lasciato andare l'Ira. Ha cambiato strada.


E la sua vita? È improvvisamente piena di energia, di possibilità, di abbondanza.


E Marco? Ha iniziato a pulire prima. Non perché Laura lo ha costretto con l'ira, ma perché finalmente c'era spazio per l'amore invece che per la guerra.


Esercizio Finale:

Lascia Andare la Tua Ira


Prendi carta e penna. Rispondi a queste domande con totale onestà:


1. Qual è la mia strada in senso vietato? (L'area dove sono cronicamente arrabbiato, dove sono convinto di aver ragione, dove aspetto che gli altri cambino, dove pago un prezzo altissimo ma difendo la mia posizione)

2. Quanto mi costa questa Ira? (Tempo, energia, relazioni, opportunità, salute - quantifica il prezzo reale che paghi ogni giorno per "aver ragione")

3. Qual è la frustrazione infantile che alimenta questa Ira? (Cosa ti aspettavi da bambino che non hai ricevuto? Quale amore/riconoscimento/rispetto stai ancora aspettando?)

4. Come questa Ira crea esattamente ciò che temo? (In che modo il tuo agire con Ira allontana le persone, distrugge le relazioni, crea la "mancanza" di cui ti lamenti?)

5. Quali sono le strade alternative SENZA Ira? (Almeno 3 modi diversi di affrontare la stessa situazione - senza bisogno di essere arrabbiato, senza bisogno di aver ragione)

6. Quale scelgo? (Non quella "giusta" per me secondo le convinzioni che ho adesso, ma quella che mi rende leggero, anche se (soprattutto) contraria alle mie convinzioni).


La domanda finale di Sibaldi:


"Preferisci restare arrabbiato ed aver ragione... o lasciare andare e essere felice?"


La risposta determina se continuerai a pagare 31.755 euro all'anno in multe psicologiche...

...o se finalmente lascerai andare l'Ira e imboccherai la strada libera che è sempre stata lì, e che non vedevi perché "volevi aver ragione".


La Tua Scelta


Tu adesso sai.


Sai che c'è almeno una strada nella tua vita che stai percorrendo in senso vietato.


Sai che stai pagando una multa quotidiana sotto forma di Ira che ti consuma.


Sai che quella Ira non è giustificata dalla situazione presente - è alimentata da una frustrazione infantile mai risolta.


Sai che agendo con Ira stai creando esattamente ciò che temi.


Sai che c'è un'alternativa: lasciare andare l'Ira, lasciare andare il bisogno di aver ragione, scegliere la leggerezza.


La domanda è: cosa scegli?


Continui a pagare la multa quotidiana dell'Ira, convinto che "hai ragione", aspettando che "prima o poi il vigile capirà", "prima o poi il mondo si piegherà alle tue convinzioni", "prima o poi mi daranno ragione/riconosceranno che ho ragione"?


Oppure lasci andare l'Ira, attraversi il disagio iniziale di ammettere che forse "aver ragione" non vale la pena, e scegli la leggerezza, il flusso, l'abbondanza?


Igor Sibaldi ti fa questa domanda:


"Vuoi essere felice o aver ragione?"


E ne aggiunge una seconda:


"Preferisci restare arrabbiato ed aver ragione... o lasciare andare e essere felice?"


La risposta determina se continuerai a pagare 31.755 euro all'anno in multe psicologiche...

...o se finalmente lascerai andare l'Ira e imboccherai la strada libera che è sempre stata lì, e che non vedevi perché "volevi aver ragione".


La strada c'è. L'hai sempre avuta lì, ma non la vedevi. L'Ira rende ottusi appunto per non veder di aver torto.


Accetta che il mondo è quello che è... e non è quello che "io" vorrei che fosse.


Lascia andare l'Ira.


Smetti di pagare la multa.


Cambia strada.


Cambia convinzioni.


Scegli la felicità.


E se la strada vietata fosse lì solo per insegnarti a creare una strada nuova, che nessuno ha mai percorso prima?


Riferimenti:


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